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Vivere Palermo alle prime luci dell’alba è un’esperienza magica.Profumi, suoni e colori si percepiscono sempre più vividi fino al sorgere del sole: l’odore di gelsomino selvatico, il colore rosato di cui a poco a poco si tingono i paesaggi, il distinto cinguettio degli uccelli rendono Palermo a dir poco suggestiva. Buongiorno notte propone una stimolante passeggiata dal Politeama alla Zisa, dal Liberty alla Belle Epoque, ripercorrendo insieme la storia delle grandi famiglie nobiliari di Palermo ammirando alcuni dei palazzi che ci hanno lasciato e ricordando alcuni degli anni più floridi per la città. Si scopriranno storie legate a personaggi di spicco della Palermo del passato, oltre a strade e vicoletti nascosti, tutti da esplorare o riscoprire

Da Portella Renda, a 662 metri, luogo dello spartiacque della Conca d’Oro attraverso cui si valica dal bacino del Fiume Oreto a quello del Fiume Nocella, raggiungeremo con le nostre auto lo spiazzo-parcheggio dell’agriturismo Villa Mirto. Qui saremo accolti dai proprietari e Margherita Mirto ci intratterrà con la visita della villa, che nella sua storia registra anche un fugace soggiorno di Garibaldi durante la “Spedizione dei Mille”. La passeggiata a piedi (1 ora e mezza circa), accompagnati dall’ingegnere idraulico Carmelo Nasello ci porterà al guado del ruscello del Fiumetto Sant’Elia, alto ramo dell’Oreto, e poi in salita in direzione del Querceto della Costa Lunga, fino a raggiungere un abbeveratoio presso una sorgente nascosta fra una macchia di rovi sottostante ad un enorme roccione carbonatico

Situata nella zona del Vallone della Cala, alle pendici della dorsale formata da Monte Gallo, Pizzo Manolfo e Monte Raffo Rosso, in prossimità della borgata di Tommaso Natale, Grotta Conza è stata oggetto di particolare interesse da parte di studiosi e appassionati perché rappresenta un microcosmo estremamente particolare. L’itinerario, lungo circa 2 chilometri, consentirà di scoprire le caratteristiche geologiche della grotta, che negli anni Sessanta del secolo scorso rischiava di essere compromessa dall’estrazione di materiali da costruzione. Oltre alla scoperta dei misteriosi anditi della grotta, la passeggiata consentirà di fare la conoscenza della ricca vegetazione mediterranea di frassini, carrubi e fichi d’india, nonché della fauna del territorio circostante.

Punto di partenza della passeggiata è il Santuario dedicato a Santa Rosalia, la “Santuzza”, cuore della religiosità cittadina. Un percorso lungo 4 chilometri attraverso le bellezze naturalistiche della Riserva naturale orientata di Monte Pellegrino. Chi sa da dove trae il suo nome o che al suo interno ha ben 134 grotte? Addentrandosi nel boschetto si fa tappa al Gorgo, il laghetto simbolo della biodiversità e famoso perché abitato da insetti rari che hanno suscitato l’interesse degli entomologi di tutto il mondo. Un’occasione per scoprire curiosità e dettagli della flora e della fauna di uno dei luoghi simbolo della città.

La cultura del sospetto, le processioni degli autodafé, i macabri rituali di accompagnamento alla morte. La passeggiata ricostruisce, attraverso suggestioni e antiche testimonianze, il lungo e oscuro periodo in cui anche a Palermo si dava la caccia a streghe ed eretici. Il Tribunale della Fede di Sicilia ebbe infatti sede in città, e fu attivo dalla fine del Quattrocento sino al 1782, quando la controversa istituzione venne abolita con decreto regio di Ferdinando III di Sicilia. A fungere da cornice a questo trionfale e inquietante strumento dei poteri forti è la Palermo barocca, sullo sfondo della quale si stagliano le travagliate vicende di centinaia e centinaia di siciliani: molti uomini e donne infatti vennero inquisiti e processati per reati quali l’eresia (eresie luterane ed ebraismo, per esempio), ma anche la bestemmia, l’adulterio, l’usura e la stregoneria. Gli apparati scenografici effimeri più fastosi e le tecniche persecutorie più atroci gettano luci e ombre sulla storia della città.

Tra fine ‘800 e inizio ‘900 Palermo cambia volto. La Stazione Centrale diventa il fulcro di una nuova espansione urbana, economica e sociale ancora rintracciabile nel tessuto viario e nelle emergenze architettoniche. Un quartiere popolato allora da professionisti, intellettuali e imprenditori che cercano nella vicinanza con la nuova ferrovia lo slancio verso il progresso, lo scambio e il nuovo

A partire dalla statua di Ignazio senior a Piazza Ignazio Florio, risaliremo la via Dante fino a Piazza Principe di Camporeale nella famosa contrada dell’Olivuzza, un tempo rinomato luogo di villeggiatura, dove i Florio stabilirono la loro principale dimora, la famosa villa che vide i fasti del momento apicale della loro fortuna e la successiva dolorosa e inarrestabile caduta. Attraverseremo la Palermo della Belle époque e del sogno borghese di modernità e sviluppo bruscamente interrotto dalla prima guerra mondiale. Lungo il percorso troveremo luoghi e palazzi particolarmente ricchi di memorie dell’epoca, tra cui il Villino Favaloro, il villino Florio e la Villa Malfitano Whitaker che conservano ancora l’atmosfera ricca di fascino e di cultura che caratterizzò l’alta società palermitana alla fine dell’800.

Fu quando i mercanti stranieri, sbarcati dalle loro galee, aprirono le prime “apotheke solarate”, in quella lingua di terra rubata al mare, in prossimità dell’antica Bab al Bahr, che sorse a Palermo il mandamento della Loggia. E se di quelle pagine dimenticate, il quartiere – preda oggi di una movida selvaggia – ha ormai perso le essenze speziate dei profumieri o dei droghieri, l’eleganza e il decoro delle strade e dei palazzi e, ultimo, il vociare magrebino della più proletaria Vucciria, rimangono, a ricordarci quel tempo, le preziose chiese che nel corso dei secoli ogni comunità volle innalzare e i nomi delle strade, che rispecchiavano le attività praticate. Strette e sinuosamente curve quelle d’origine medievale; ritagliate geometricamente quelle che inseguivano una idealità rinascimentale. Ma sempre arterie nevralgiche documentanti, all’occhio attento, oltre le perdute atmosfere, l’operosità frenetica e multiculturale che si teatralizzava in quella “enclave” urbana lontana nel tempo e che andremo a scoprire.

Leggendo alcuni tra i più importanti libri scritti nel Novecento, scopriamomoltissimi riferimenti a luoghi o vicende verificatesi a Palermo. Contesti, ambientazioni e angoli che hanno scandito molte vicende dello scorso secolo, ma che hanno anche impreziosito i racconti o i romanzi di molti fra i più celebri autori Novecento. In questa particolarissima passeggiata, andremo alla scoperta di questi luoghi.E lo faremo anche attraverso la lettura dei testi in questione. Si tratterà, in una parola, di far tornerà a interagire la Letteratura con la realtà che l’ha ispirata, o da cui ha preso spunto.

E in questo affascinante tour urbano non potranno certo mancare i riferimenti a Sciascia, Pirandello,Tomasi, Consolo, Levi. Tanto per citarne solo alcuni.

L’itinerario si svolgerà all’interno del quartiere della Kalsa, l’antica cittadella araba fortificata costruita dalla dinastia fatimita, allorchè il Castello Reale si dimostrò poco sicuro per la corte, così il centro del controllo politico-amministrativo venne spostato a pochi passi dal porto di Palermo.Partendo da Piazza Magione, una piazza “attraversata” da numerosi cataclismi naturali e distrutta dai bombardamenti degli “alleati”, costeggeremo la medievale chiesa della S.S Trinità o Magione, l’ultima delle chiese edificate durante la dinastia normanna degli Altavilla. Successivamente giungeremo allo Spasimo col suo romantico albero di Falso Sommacco nella navata centrale, passando per la via dell’Alloro, antico asse di servizio che serviva per collegare le zone portuali alla città vecchia, fino all’antico piano della Marina. Luogo per eccellenza del potere baronale, ma anche sede della giustizia e forca con le pubbliche esecuzioni del Tribunale della Santa Inquisizione, in questa piazza oggi troviamo il Giardino Garibaldi, “passìo” domenicale di famiglie e turisti, dove fu ucciso l’italo-americano Joe Petrosino, il primo poliziotto che ha donato la sua vita alla lotta alla mafia.

Dalle origini fino agli anni 70, alla riscoperta dei cinema di Palermo, attraverso l’ausilio di una galleria fotografica che ci farà scoprire delle interessanti sorprese su come ha cambiato volto, spesso in peggio, la nostra città. Palazzi che hanno cambiato aspetto o che sono stati completamente sostituiti da altre costruzioni, antichi allestimenti e scene di vita quotidiana del passato: una galleria di immagini che ci lascerà senza fiato per le sorprese che potrà riservare. Dal Cine Teatro Dux, al Finocchiaro al Teatro Olympia un tuffo indietro nel passato. Accenneremo anche all’industria cinematografica a Palermo in quella che fu la sua breve e non molto gloriosa storia nel passato.

E’ una delle storie più misteriose e intriganti che si tramanda in Sicilia (e non solo): la vita e la morte della baronessa di Carini. E dove la si può evocare meglio se non nel “suo” castello, La Grua-Talamanca di Carini, teatro del suo efferato delitto? I partecipanti ascolteranno anche una breve recita dei versi, in vernacolo siciliano, del poemetto “dell’amaru casu” nel salone delle feste del maniero. Del castello si visiteranno le stanze e le terrazze, dalle quali si gode un ampio e meraviglioso panorama della piana sottostante. Ma l’itinerario a Carini non riguarderà solo il castello, ma coinvolgerà la piazza centrale e il corso Umberto con la descrizione degli edifici che vi si affacciano e la narrazione delle vicende che li hanno visti protagonisti nel corso della storia. La chiesa Madre, ad esempio, è del 1492 e venne rimaneggiata in epoca neoclassica. Custodisce opere di Joseph Testa, Tomaselli e “l’Adorazione dei Pastori” di Alessandro Allori del 1578. Ci sono anche stucchi di Procopio Serpotta. La passeggiata continuerà con la visita della chiesa del Carmine con annesso chiostro e biblioteca, e un grande organo monumentale seicentesco.

Un itinerario ludico-investigativo, un vero e proprio puzzle da ricomporre, in cui ogni tappa costituisce un prezioso indizio volto a rivelare l’identità di un misterioso assassinio. Chi partecipa alla passeggiata è direttamente chiamato a svelare, ragionando sulle tracce fornite dalla guida, l’inquietante delitto che lega, come una sorta di fil rouge, i siti percorsi.

Un giallo nel giallo che, tra suspence e curiosità, condurrà i partecipanti a riscoprire piacevolmente alcune pagine della storia palermitana, tra leggenda e realtà.

Corso Vittorio Emanuele, la più antica strada della città, la “proto-strada” di Palermo, con le sue viuzze di impianto fenicio. Il Cassaro, insomma, ricco di storia, bellezze e miserie della capitale della Sicilia. La sua Cattedrale, modificata nella sua bellezza da un architetto fin troppo naif per i suoi tempi. E l’incrocio delle strade, il teatro del Sole, vicino al quale si incastona un gioiello del marmo di Carrara più puro, la fontana Pretoria. Ma anche San Giuseppe dei Teatini, piazza Bologni e il museo diocesano. … è il Cassaro

Il demanio forestale di Aglisotto si estende, lungo lo spartiacque della Conca d’Oro, sui rilievi compresi fra i bacini dei fiumi Oreto, Jato e Nocella. L’accesso al demanio è posto a Portella Mannino, lungo la SS186 per Partinico (superata Portella Renda). Appena entrati si parcheggia e si fa incontro col Dipartimento dei Forestali, che con i loro mezzi ci trasporteranno alla Casa Aglisotto, posta a 825 m s.l.m. Da qui, dopo aver ascoltato la descrizione del lavoro forestale in genere e di quello specifico del sito, andremo a piedi per una breve escursione (durata circa 1 ora e mezza) lungo un percorso al fresco di un fitto rimboschimento: dal versante montano soprastante la località di Giacalone ci affacceremo sulla Valle dell’Oreto.

La piazza di Ficuzza è il punto di partenza per coloro che hanno voglia di una bella giornata di trekking,in un’ escursione che partendo dal centro del borgo abitato si snoda attraverso il sentiero “Alpe Ramosa” tra gli alberi di Leccio e Roverella alla scoperta del cammino che condurrà a una radura nascosta dai sugheri. Un modo per conoscere le caratteristiche ambientali, botaniche e faunistiche di quella che un tempo era una riserva di caccia reale istituita da Ferdinando I Re delle Due Sicilie. Si farà poi visita al Centro regionale di recupero della fauna selvatica e quindi si tornerà al borgo.

Situata nella zona del Vallone della Cala, alle pendici della dorsale formata da Monte Gallo, Pizzo Manolfo e Monte Raffo Rosso, in prossimità della borgata di Tommaso Natale, Grotta Conza è stata oggetto di particolare interesse da parte di studiosi e appassionati perché rappresenta un microcosmo estremamente particolare. L’itinerario, lungo circa 2 chilometri, consentirà di scoprire le caratteristiche geologiche della grotta, che negli anni Sessanta del secolo scorso rischiava di essere compromessa dall’estrazione di materiali da costruzione. Oltre alla scoperta dei misteriosi anditi della grotta, la passeggiata consentirà di fare la conoscenza della ricca vegetazione mediterranea di frassini, carrubi e fichi d’india, nonché della fauna del territorio circostante.

Un tour per raccontare a bambini e genitori, un quartiere e un mercato storico, quello della Vucciria, con la sua storia, le vicende, la poesia  di un tempo andato via, facendo rivivere le antiche “abbanniate” le grida dei venditori dell’antica “Bocceriagrande”: la Vucciria, con il canto, la musica e la teatralizzazione che ne fa Sara Cappello una delle pochissime donne cantastorie siciliane. Il quartiere   diventa un luogo fiabesco pronto a rifiorire, a raccontare strane leggende dimenticate, storie di pesci e marinai, con l’evocazione spassosa di strani bambini di nome Giufà pronti a far sorridere e a far riflettere. I bambini si divertiranno in questo variegato tour, potranno fare  loro le abbanniate, potranno giocare a fare i venditori di verdura e di pesci, e potranno raccontare a loro volta con la cantastorie, una piccola fiaba della tradizione popolare.

Chi erano i Beati Paoli? Chi erano questi personaggi eroici narrati nelle leggende palermitane? Sono realmente esistiti o vivono grazie all’immaginazione di Luigi Natoli, alias Willian Galt, col suo romanzo pubblicato a puntate sul «Giornale di Sicilia» tra il maggio del 1909 e il gennaio del 1910?. Partendo da un’antica leggenda, Natoli mise in scena un intrico fittissimo di relazioni tra personaggi di fantasia e personaggi realmente esistiti, sullo sfondo della Palermo dell’inizio del XVIII secolo che descrisse nei minimi particolari. Il romanzo ebbe un successo enorme e il pubblico del tempo fu rapito, infatti chiunque sapesse leggere aspettava trepidante l’uscita della puntata successiva e si metteva a disposizione di coloro che non sapevano leggere, riunendosi negli appartamenti e facendo delle letture “pubbliche”. L’itinerario si svolgerà tra i vicoli del Capo, dove sono ambientate la maggior parte delle scene del romanzo. A partire dai luoghi della finzione letteraria scopriremo le ipotesi dell’origine di questa società segreta, che nasceva per vendicare gli innumerevoli soprusi subiti dalla povera gente da parte dei ricchi e dei potenti, protetti da autorità corrotte.

Passeggiata per i Mercati storici Capo, Ballarò, dove tra il XII e il XVII secolo sono sorti e si sono sviluppati gli insediamenti monastici degli Ordini Mendicanti Medievali. Un percorso che partendo dal racconto della Storia di questi luoghi, ne illustra la magnificenza creata dalla contrapposizione della bellezza dei monumenti con la vivace vitalità dei Mercati.

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