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La Moarda è uno dei principali rilievi montuosi della Conca d’Oro, situato a S della città di Palermo fra il bacino del fiume Oreto e quello del Belice. Sulle sue pendici settentrionali sorge Altofonte, ricco di acque sorgive. La casa forestale si trova invece nel versante meridionale, ad un’altitudine di circa 800 metri, e vi saremo accompagnati, per una passeggiata, dal personale del Dipartimento Forestale che incontreremo al Gorgo di Rebuttone, piccolo affioramento di acqua di falda. Inizialmente dai Serri di Rebuttone potremo affacciarci sulla Valle del Fico, che incanala verso l’Oreto le acque di un ramificato bacino collinare. La passeggiata sulla Moarda si svolgerà su facili stradelle forestali

Punto di partenza della passeggiata è il Santuario dedicato a Santa Rosalia, la “Santuzza”, cuore della religiosità cittadina. Un percorso lungo 4 chilometri attraverso le bellezze naturalistiche della Riserva naturale orientata di Monte Pellegrino. Chi sa da dove trae il suo nome o che al suo interno ha ben 134 grotte? Addentrandosi nel boschetto si fa tappa al Gorgo, il laghetto simbolo della biodiversità e famoso perché abitato da insetti rari che hanno suscitato l’interesse degli entomologi di tutto il mondo. Un’occasione per scoprire curiosità e dettagli della flora e della fauna di uno dei luoghi simbolo della città.

Situata nella zona del Vallone della Cala, alle pendici della dorsale formata da Monte Gallo, Pizzo Manolfo e Monte Raffo Rosso, in prossimità della borgata di Tommaso Natale, Grotta Conza è stata oggetto di particolare interesse da parte di studiosi e appassionati perché rappresenta un microcosmo estremamente particolare. L’itinerario, lungo circa 2 chilometri, consentirà di scoprire le caratteristiche geologiche della grotta, che negli anni Sessanta del secolo scorso rischiava di essere compromessa dall’estrazione di materiali da costruzione. Oltre alla scoperta dei misteriosi anditi della grotta, la passeggiata consentirà di fare la conoscenza della ricca vegetazione mediterranea di frassini, carrubi e fichi d’india, nonché della fauna del territorio circostante.

La cultura del sospetto, le processioni degli autodafé, i macabri rituali di accompagnamento alla morte. La passeggiata ricostruisce, attraverso suggestioni e antiche testimonianze, il lungo e oscuro periodo in cui anche a Palermo si dava la caccia a streghe ed eretici. Il Tribunale della Fede di Sicilia ebbe infatti sede in città, e fu attivo dalla fine del Quattrocento sino al 1782, quando la controversa istituzione venne abolita con decreto regio di Ferdinando III di Sicilia. A fungere da cornice a questo trionfale e inquietante strumento dei poteri forti è la Palermo barocca, sullo sfondo della quale si stagliano le travagliate vicende di centinaia e centinaia di siciliani: molti uomini e donne infatti vennero inquisiti e processati per reati quali l’eresia (eresie luterane ed ebraismo, per esempio), ma anche la bestemmia, l’adulterio, l’usura e la stregoneria. Gli apparati scenografici effimeri più fastosi e le tecniche persecutorie più atroci gettano luci e ombre sulla storia della città.

Arrivate a Palermo da un’altra città, sopravvissute a battaglie, rivolte e bombardamenti, le statue della fontana Pretoria sono famose principalmente per la loro nudità. Ciascuna di esse però racchiude storie antiche e moderne, delicate ed efferate, ma anche simbologie e messaggi morali. Uomini, donne, animali e piante, da secoli danzano immobili al suono dell’acqua in una delle piazze più belle e cariche di storia della città.

Il mercante iracheno Ibn Hawqal che visitò Palermo nel X secolo non ebbe dubbi: in città crescevano i papiri, così grandi che si potevano fare anche i rotoli su cui scrivere le sure del Corano. Partendo da questa descrizione comincia una passeggiata, guidata dal giornalista Mario Pintagro, fra i luoghi del celebre fiume che ospitava le piante acquatiche da cui prese il nome. Il via dal mercato delle Pulci, dove c’erano una delle cinque sorgenti e la palude del Buonriposo, che tanti problemi igienici causò a Palermo con le sue acque stagnanti. Eppure il fiume ebbe una parte non indifferente nel progresso dell’agricoltura. Si attraversa il Capo per raggiungere l’ampio letto del fiume di un tempo per poi giungere al piano di Sant’Onofrio, alla Concerìa, piazza Pretoria e infine alla Cala. Il Papireto fu colmato e incanalato solo nel 1591, grazie al pretore Andrea Salazar.

Un itinerario fra le antiche logge dei monasteri di clausura della città, al di là delle grate che proteggevano le suore dalla frivola vita cittadina tra aneddoti, storie e silenzi rotti da preghiere sussurrate a bassa voce. Una passeggiata che unisce devozione e politica, storie di antiche famiglie con raccoglimento e meditazione tutto questo racchiuso dalla cornice degli eventi storici della città che hanno soprattutto il profumo dei dolci manipolati dalle abili mani delle pie vergini.

È difficile stabilire con esattezza il numero di edicole votive presenti a Palermo, un esteso patrimonio culturale forse un po’ trascurato anche da noi palermitani. Questi piccoli templi detti “Cappidduzzi” o “Marunnuzze” non avevano solo una funzione devozionale, ma costituivano anche un centro di aggregazione per gli abitanti del quartiere che le custodivano e le curavano ornandole di fiori e lumini che restavano accesi tutta la notte. Il lume acceso davanti l’immagine fu per secoli l’unica fonte di luce notturna del vicolo. Secondo i dati ricavati da alcune appassionate tesi di laurea sono state censite più di 800 le edicole votive. Un numero davvero considerevole! Per questo motivo l’itinerario sarà suddiviso in due appuntamenti: il primo si svolgerà all’interno del quartiere del Capo. Scopriremo che è stato riccamente addobbato con le edicole votive le più svariate: da quelle più umili a quelle più raffinate, dalle più antiche a quelle più moderne, a dimostrazione come la tradizione sia ancora molto sentita dai palermitani.

Ma oltre alle numerosissime edicole popolari non mancano quelle erette dal Senato Palermitano, da autorità ecclesiastiche e da famiglie signorili. Ovviamente queste sono più curate nella parte architettonica e molto spesso contengono una scultura o un dipinto di qualche valore

Corso Vittorio Emanuele, la più antica strada della città, la “proto-strada” di Palermo, con le sue viuzze di impianto fenicio. Il Cassaro, insomma, ricco di storia, bellezze e miserie della capitale della Sicilia. La sua Cattedrale, modificata nella sua bellezza da un architetto fin troppo naif per i suoi tempi. E l’incrocio delle strade, il teatro del Sole, vicino al quale si incastona un gioiello del marmo di Carrara più puro, la fontana Pretoria. Ma anche San Giuseppe dei Teatini, piazza Bologni e il museo diocesano. … è il Cassaro

Un itinerario ludico-investigativo, un vero e proprio puzzle da ricomporre, in cui ogni tappa costituisce un prezioso indizio volto a rivelare l’identità di un misterioso assassinio. Chi partecipa alla passeggiata è direttamente chiamato a svelare, ragionando sulle tracce fornite dalla guida, l’inquietante delitto che lega, come una sorta di fil rouge, i siti percorsi.

Un giallo nel giallo che, tra suspence e curiosità, condurrà i partecipanti a riscoprire piacevolmente alcune pagine della storia palermitana, tra leggenda e realtà.

Nel 1885 venne approvato il “Piano regolatore di risanamento” di Felice Giarrusso, che, rifacendosi al progetto “Grandioso”, prevedeva l’apertura di quattro strade perpendicolari a Corso Vittorio Emanuele. Di questi venne realizzata solo via Roma, con grandi ritardi ed enormi speculazioni.

Questo viaggio nel tempo, grazie al supporto di una galleria fotografica e con immagini precedenti al 1922, ci permetterà di conoscere meglio via Roma, e soprattutto di vedere cosa c’era prima al posto di questa grande arteria: vicoli, vanelle, chiese e cortili, sacrificati ai nuovi spazi Liberty. Da via Montesanto a cortile dei Gallinai, da Porta Colonna a via degli Schioppettieri, scopriremo aneddoti, glorie e miserie della Palermo tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento.

Buongiorno Notte vi invita ad immergervi nella magica atmosfera dell’alba seguendo un percorso particolare che consentirà di esplorare strade e vicoletti della città attraverso storie di tempi ormai lontani, che riecheggiano tra palazzi storici, strade nascoste e luoghi misteriosi, accompagnati passo dopo passo dalla luce dell’aurora.Dai Quattro Canti al Mare ci si addentrerà a poco a poco nel cuore della città.Riscoprendo alcuni dei quartieri più ricchi di storia e tradizione, si sentiranno gli odori e i suoni di una città dapprima assopita, che lentamente inizia a svegliarsi. Dai Normanni agli Arabi, rivivremo secoli di storia tra vicoli, luoghi caratteristici e storie ricche di folklore e curiosità, accompagnati passo dopo passo dalla luce dell’aurora.

Il demanio forestale di Villagrazia si estende sui rilievi bassomontani della Conca d’Oro a sud di Palermo. Accompagnati dal Dipartimento dei “Forestali” faremo una passeggiata su Monte Starrabba, collina delle pendici settentrionali di Pizzo Orecchiuta che sovrasta la borgata palermitana di Villagrazia. Dalla vetta potremo ammirare uno dei più bei panorami sulla Conca d’Oro, con vista spettacolare della città e ciò che resta della pianura, la Valle dell’Oreto, i Monti di Monreale, i promontori di Monte Pellegrino e Monte Gallo, il mare del Golfo di Palermo.

Punto di partenza della passeggiata è il Santuario dedicato a Santa Rosalia, la “Santuzza”, cuore della religiosità cittadina. Un percorso lungo 4 chilometri attraverso le bellezze naturalistiche della Riserva naturale orientata di Monte Pellegrino. Chi sa da dove trae il suo nome o che al suo interno ha ben 134 grotte? Addentrandosi nel boschetto si fa tappa al Gorgo, il laghetto simbolo della biodiversità e famoso perché abitato da insetti rari che hanno suscitato l’interesse degli entomologi di tutto il mondo. Un’occasione per scoprire curiosità e dettagli della flora e della fauna di uno dei luoghi simbolo della città.

La piazza di Ficuzza è il punto di partenza per coloro che hanno voglia di una bella giornata di trekking,in un’ escursione che partendo dal centro del borgo abitato si snoda attraverso il sentiero “Alpe Ramosa” tra gli alberi di Leccio e Roverella alla scoperta del cammino che condurrà a una radura nascosta dai sugheri. Un modo per conoscere le caratteristiche ambientali, botaniche e faunistiche di quella che un tempo era una riserva di caccia reale istituita da Ferdinando I Re delle Due Sicilie. Si farà poi visita al Centro regionale di recupero della fauna selvatica e quindi si tornerà al borgo.

Un vero e proprio pellegrinaggio, con tanto di passaporto da far timbrare, da compiere in città con i luoghi come mete e tappe di questo viaggio che porterà il “pellegrino” a vedere siti a lui familiari con occhi diversi. Si parte dalla chiesa di Santa Cristina La Vetere e si arriva all’Oratorio di Santa Caterina d’Alessandria, passando dalla chiesa capitolare di San Cataldo attraversando i vicoli del centro storico di Palermo alla riscoperta dei luoghi percorsi dai pellegrini e dei cavalieri medievali. Il filo rosso è quello del pellegrinaggio e dell’accoglienza, promossa nel Medioevo dagli Ordini cavallereschi, attraverso un percorso che ripercorre i luoghi legati a importanti protettori/simboli della città, come Rosalia Sinibaldi e Santa Cristina. La scoperta di una Palermo antica e affascinante, crocevia di viaggiatori e viandanti in cammino verso i luoghi santi. All’inizio verrà offerto il biscotto del pellegrino e verranno anche distribuiti i passaporti di viaggio

Arrivate a Palermo da un’altra città, sopravvissute a battaglie, rivolte e bombardamenti, le statue della fontana Pretoria sono famose principalmente per la loro nudità. Ciascuna di esse però racchiude storie antiche e moderne, delicate ed efferate, ma anche simbologie e messaggi morali. Uomini, donne, animali e piante, da secoli danzano immobili al suono dell’acqua in una delle piazze più belle e cariche di storia della città.

Il racconto della storia del “mestiere più antico del mondo” si snoda attraverso il dedalo di vicoli del centro storico. Antichi postriboli e taverne chiassose, oggi scomparsi, animavano la vita notturna della città; a fare da contraltare, in una società dalla doppia morale, i pii ospizi che accoglievano meretrici e donne pericolanti. Un itinerario volto a scandagliare l’universo di un’attività, in cui sono labili i confini tra la malizia peccaminosa delle belle di notte e lo squallore mercenario delle schiave d’amore.

Con la suggestiva ed esoterica presenza di un immaginario conduttore, Giuseppe Balsamo, noto come Conte di Cagliostro, andremo alla scoperta del chiassoso, colorato e vivace mercato di Ballaròche si estende da Piazza Casa Professa alle mura cinquecentesche di corso Tukory, verso Porta Sant’Agata. Una passeggiata a Ballarò è l’occasione per tuffarsi nel passato ed esplorare la storia della Sicilia. Il mercato, un tripudio di frutta e verdura, dove incontreremo la casa natale del Conte, poi il piccolo gioiello della Chiesa di Maria SS. Assunta delle Carmelitane scalze, poi ci avvieremo verso piazzetta Sette Fate, verso piazza della Vittoria, dove si trova Villa Bonanno con le sue altissime palme e la Porta Nuova. Il Conte Cagliostro ci racconterà le strane storie del Palazzo Reale.

L’itinerario ripercorre gran parte dei luoghi del centro storico di Palermo che fanno da sfondo a episodi del “Gattopardo”, si svolge attraverso i due quartieri marinari, la Loggia e la Kalsa, e congiunge le due estreme dimore dello scrittore: la casa di via Lampedusa, in cui Giuseppe nacque nel 1896 e che fu costretto ad abbandonare dopo i bombardamenti del ’43, e quella di via Butera, l’ultima in cui visse e dove immaginava che sarebbe morto. Fra questi due estremi si svolge il percorso denso di riferimenti all’opera letteraria di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Sul canovaccio narrativo che integra notizie storiche, biografiche e di costume sono innestate le letture espressive di passi scelti tratti da “I ricordi d’infanzia” e da “Il Gattopardo”.

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