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Il demanio forestale di Billiemi si estende nel settore nord-occidentale dei Monti della Conca d’Oro, a NO della città di Palermo. Con la nostra passeggiata in partenza da Casa Manolfo, raggiungeremo la vetta, Pizzo Manolfo, a metri 763, da cui si può godere di uno spettacolare panorama in ogni direzione: sul rilievo bassomontano ammantato da folti rimboschimenti, sulle pittoresche creste di Monte Gallo, sulla costa dal Golfo di Palermo al Golfo di Carini e sulla sottostante pianura ormai raggiunta dall’urbanizzazione della città. L’incontro col Dipartimento dei Forestali avverrà presso Pizzo Femmina Morta. Essi ci condurranno a bordo dei loro automezzi e ci descriveranno la loro azione di forestazione.

Situata nella zona del Vallone della Cala, alle pendici della dorsale formata da Monte Gallo, Pizzo Manolfo e Monte Raffo Rosso, in prossimità della borgata di Tommaso Natale, Grotta Conza è stata oggetto di particolare interesse da parte di studiosi e appassionati perché rappresenta un microcosmo estremamente particolare. L’itinerario, lungo circa 2 chilometri, consentirà di scoprire le caratteristiche geologiche della grotta, che negli anni Sessanta del secolo scorso rischiava di essere compromessa dall’estrazione di materiali da costruzione. Oltre alla scoperta dei misteriosi anditi della grotta, la passeggiata consentirà di fare la conoscenza della ricca vegetazione mediterranea di frassini, carrubi e fichi d’india, nonché della fauna del territorio circostante.

Punto di partenza della passeggiata è il Santuario dedicato a Santa Rosalia, la “Santuzza”, cuore della religiosità cittadina. Un percorso lungo 4 chilometri attraverso le bellezze naturalistiche della Riserva naturale orientata di Monte Pellegrino. Chi sa da dove trae il suo nome o che al suo interno ha ben 134 grotte? Addentrandosi nel boschetto si fa tappa al Gorgo, il laghetto simbolo della biodiversità e famoso perché abitato da insetti rari che hanno suscitato l’interesse degli entomologi di tutto il mondo. Un’occasione per scoprire curiosità e dettagli della flora e della fauna di uno dei luoghi simbolo della città.

Capriccioso,tortuoso, imprevedibile. E anche molto dannoso. Il Kemonia ne ha fatte passare di tutti i colori ai palermitani. Dal punto di vista idrografico non aveva una grande portata, sgorgava dalla Fossa della Garofala, dov’è oggi Villa d’Orlèans, ma contava anche sulle sorgive pedemontane alle pendici di Monte Caputo. Era uno dei due fiumi che lambivano l’antica Panormos di fenici e romani, una barriera naturale da superare. Ha fornito acqua per tutti gli usi ai cittadini e un ponticello serviva per il suo attraversamento, dov’è oggi l’omonima via. Molte le alluvioni che l’hanno reso protagonista in negativo della vita cittadina. La prima è documentata al tempo degli arabi, l’ultima è del 1931. Tutte hanno provocato molte vittime. Per i latini era il Flumen hiemalis, per altri il torrente d’inverno. Che ne è di questo fiume? In realtà scorre ancora sotto le balate, incanalato in due condotti. La passeggiata, condotta dal giornalista Mario Pintagro, prende le mosse dalla sorgente e prosegue sino all’antico sbocco sul mare.

Vi porteremo a conoscere alcune tra le botteghe storiche che, con le loro antiche attività di grande valore artistico ed etno-antropologico, fanno parte del nostro patrimonio identitario e culturale, costituendo una sorta di “museo vivente” della nostra città. Il tutto muovendoci lungo il nostro Cassaro.

Il quartiere di Ballarò, caratterizzato e strettamente identificato dalla presenza del mercato più antico della città, è indubbiamente un luogo cardine per la comprensione dell’aspetto multietnico della città. Un aspetto importante e trasversale a tutte le epoche ma che in questa che viviamo si interseca con movimenti e nuovi scambi culturali alimentati da un impegno civile sempre più presente. La passeggiata che proponiamo racconta il quartiere attraverso le storie, la quotidianità, le relazioni di uno dei suoi abitanti. La vita umana ed emotiva dei luoghi attraverso le testimonianze e gli occhi di chi li vive.

Nel 1885 venne approvato il “Piano regolatore di risanamento” di Felice Giarrusso, che, rifacendosi al progetto “Grandioso”, prevedeva l’apertura di quattro strade perpendicolari a Corso Vittorio Emanuele. Di questi venne realizzata solo via Roma, con grandi ritardi ed enormi speculazioni.

Questo viaggio nel tempo, grazie al supporto di una galleria fotografica e con immagini precedenti al 1922, ci permetterà di conoscere meglio via Roma, e soprattutto di vedere cosa c’era prima al posto di questa grande arteria: vicoli, vanelle, chiese e cortili, sacrificati ai nuovi spazi Liberty. Da via Montesanto a cortile dei Gallinai, da Porta Colonna a via degli Schioppettieri, scopriremo aneddoti, glorie e miserie della Palermo tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento.

Secondo itinerario destinato alle edicole votive, pare ce ne siamo 800 nel centro cittadino. Questi piccoli templi detti “Cappidduzzi” o “Marunnuzze” non avevano solo una funzione devozionale, ma costituivano anche un centro di aggregazione per gli abitanti del quartiere che le custodivano e le curavano ornandole di fiori e lumini che restavano accesi tutta la notte. Il lume acceso davanti l’immagine fu per secoli l’unica fonte di luce notturna del vicolo. L’itinerario si estenderà da Porta Nuova lungo il Cassaro, dove si trova forse la più bella edicola di Palermo, toccando i quartieri di Ballarò e della Vucciria, per terminare a Piazza Rivoluzione, dove ancora si conserva una pregevole pittura su vetro della Madonna delle Grazie.

E’ una delle storie più misteriose e intriganti che si tramanda in Sicilia (e non solo): la vita e la morte della baronessa di Carini. E dove la si può evocare meglio se non nel “suo” castello, La Grua-Talamanca di Carini, teatro del suo efferato delitto? I partecipanti ascolteranno anche una breve recita dei versi, in vernacolo siciliano, del poemetto “dell’amaru casu” nel salone delle feste del maniero. Del castello si visiteranno le stanze e le terrazze, dalle quali si gode un ampio e meraviglioso panorama della piana sottostante. Ma l’itinerario a Carini non riguarderà solo il castello, ma coinvolgerà la piazza centrale e il corso Umberto con la descrizione degli edifici che vi si affacciano e la narrazione delle vicende che li hanno visti protagonisti nel corso della storia. La chiesa Madre, ad esempio, è del 1492 e venne rimaneggiata in epoca neoclassica. Custodisce opere di Joseph Testa, Tomaselli e “l’Adorazione dei Pastori” di Alessandro Allori del 1578. Ci sono anche stucchi di Procopio Serpotta. La passeggiata continuerà con la visita della chiesa del Carmine con annesso chiostro e biblioteca, e un grande organo monumentale seicentesco.

Palermo antica città di Porto ha sempre avuto un rapporto particolarmente complesso con il mare, che si è affievolito negli ultimi secoli. Eppure durante il periodo spagnolo c’erano tantissime porte che davano sul mare. Con delle specializzazioni due punti la porta del carbone, quella dei pesci, quella del legno. Per visitarle conoscerle tutte, andando indietro nella storia, Non c’è modo migliore che questa rilassante passeggiata serale

Dal Belvedere di Sferracavallo in località Punta Matese, dopo aver fatto le osservazioni geografiche sul sito, scenderemo per un lieve declivio erboso verso il mare fino ad incrociare una stradina sterrata. La seguiremo fino a raggiungere la scogliera, che gira intorno alla punta, bassa e rocciosa, volgendosi ad Est verso la borgata palermitana e a Ovest verso l’Isola delle Femmine. La scogliera offre interessanti spunti sia per le osservazioni di geologia, che faremo con la guida del professor Cipriano Di Maggio, sia per quelle di ecologia e scienze naturali per le quali saremo guidati dalla professoressa Paola Gianguzza.

La piazza di Ficuzza è il punto di partenza per coloro che hanno voglia di una bella giornata di trekking,in un’ escursione che partendo dal centro del borgo abitato si snoda attraverso il sentiero “Alpe Ramosa” tra gli alberi di Leccio e Roverella alla scoperta del cammino che condurrà a una radura nascosta dai sugheri. Un modo per conoscere le caratteristiche ambientali, botaniche e faunistiche di quella che un tempo era una riserva di caccia reale istituita da Ferdinando I Re delle Due Sicilie. Si farà poi visita al Centro regionale di recupero della fauna selvatica e quindi si tornerà al borgo.

Situata nella zona del Vallone della Cala, alle pendici della dorsale formata da Monte Gallo, Pizzo Manolfo e Monte Raffo Rosso, in prossimità della borgata di Tommaso Natale, Grotta Conza è stata oggetto di particolare interesse da parte di studiosi e appassionati perché rappresenta un microcosmo estremamente particolare. L’itinerario, lungo circa 2 chilometri, consentirà di scoprire le caratteristiche geologiche della grotta, che negli anni Sessanta del secolo scorso rischiava di essere compromessa dall’estrazione di materiali da costruzione. Oltre alla scoperta dei misteriosi anditi della grotta, la passeggiata consentirà di fare la conoscenza della ricca vegetazione mediterranea di frassini, carrubi e fichi d’india, nonché della fauna del territorio circostante.

Allegorie, elementi simbolici, sottili rimandi a concetti filosofici e alla massoneria, rendono Villa Giulia un luogo carico di bellezza e mistero.

Questo giardino, nonostante le trasformazioni che ha subito nel corso dei secoli, caratterizza ancora oggi una zona al limite con l’antico perimetro delle mura, a due passi dal mare e da un altro polmone verde della città, l’Orto Botanico.

Dal piano generale della Villa alle singole statue che la popolano, niente è lasciato al caso, ma tutto è frutto di precise scelte che fanno di questo giardino un vero e proprio microcosmo.

Anche gli ebrei sono stati protagonisti della storia millenaria di Palermo. Intorno all’anno Mille, poco fuori le mura meridionali e sulle rive del torrente Kemonia, gli ebrei palermitani edificarono il loro sobborgo, l’Hârat ‘al Yahûd (quartiere dei giudei). Vi abitarono sino al 1492, anno della storica cacciata. La Giudecca, cui si accedeva attraverso la Porta di Ferro (Bab ‘al Hadid), era suddivisa in due contrade: la Meschita e la Guzzetta. La via Maqueda prima e la via Roma poi, quando furono realizzate (tra il XVI e il XIX secolo), causarono lo sventramento della Giudecca, sconvolgendo l’assetto viario originario: un dedalo di vicoli, piazzette, orti e giardini. Trovare queste tracce, nell’odierno tessuto urbano, è un’impresa difficile, ma non impossibile. Nel percorrere le strade così come si presentano oggi, con un po’ d’immaginazione, il visitatore attento può scoprire il fascino che questi luoghi conservano e tornare a respirare antiche atmosfere.

La passeggiata parte da Piazza Verdi e consentirà di scoprire le opere di Pasquale ed Emanuele Civiletti, che si trovano nelle due piazze regine della città di Palermo: piazza Verdi e piazza Castelnuovo. Un percorso che racconterà di Palermo nel suo periodo d’oro, di quando nel mondo era conosciuta come la “felicissima”. Si racconteranno le opere e le vite di questi due grandi fratelli che grazie ai loro lavori hanno contribuito a rendere la città cuore pulsante di una ritrovata vitalità artistica. Si avrà modo anche di conoscere la casa atelier di Pasquale Civiletti, per immedesimarsi ancor di più nella genesi di queste sculture.

A partire dall’ex albergo Trinacria, dove ricorderemo la scena della morte del Principe, raggiungeremo la chiesa della Gancia, dove scoccò la prima scintilla rivoluzionaria e attraverseremo poi i luoghi che furono teatro della battaglia garibaldina e in cui, poco più di cento anni dopo, Visconti avrebbe girato gran parte delle scene che quei fatti volevano rievocare. Arriveremo a Piazza Rivoluzione, dove si trova Palazzo Trigona-Scavuzzo, legato ad una delle esperienze più tragiche dell’infanzia di Giuseppe Tomasi. Da Piazza Rivoluzione a Piazza Croce dei Vespri il passo è breve, ma il salto nella memoria storica è di quasi seicento anni: un’altra rivoluzione, quella dei Vespri, che, come quella del 1860, avrebbe cambiato per sempre il destino della Sicilia. Ma più che alla piazza in sé il nostro interesse sarà rivolto a Palazzo Gangi, dove Luchino Visconti girò l’indimenticabile lunga sequenza del ballo.

La passeggiata avrà un’immaginaria “Pupa” del Capo a condurci, sì, proprio quella del famoso mosaico del Panificio Morello, che ci svelerà i misteriosi racconti, dei “vicoli degli scippa teste”, le vicende dei Beati Paoli, le oscure trame che si sviluppavano tra i cunicoli ed i palazzi del Mandamento e la figura di Petru Fudduni, umile “pirriaturi” e lavoratore della pietra, che scrisse però innumerevoli poemi. Ci racconterà di tanti mestieri ormai scomparsi come quelli dei saponari e dei seggitteri, di via Sedie Volanti, di antiche edicole votive e di “lupunari”.La Pupa per voce dei cunti di Sara Cappello, ci narra la storia del Santo, eremita per eccellenza, bonariamente chiamato dai palermitani “Santu Nofriu u’ pilusu”, per via della sua lunga barba e della folta e maestosa capigliatura che confondendosi avvolgevano tutto il suo corpo, quasi rivestendolo.

Leggendo alcuni tra i più importanti libri scritti nel Novecento, scopriamomoltissimi riferimenti a luoghi o vicende verificatesi a Palermo. Contesti, ambientazioni e angoli che hanno scandito molte vicende dello scorso secolo, ma che hanno anche impreziosito i racconti o i romanzi di molti fra i più celebri autori Novecento. In questa particolarissima passeggiata, andremo alla scoperta di questi luoghi.E lo faremo anche attraverso la lettura dei testi in questione. Si tratterà, in una parola, di far tornerà a interagire la Letteratura con la realtà che l’ha ispirata, o da cui ha preso spunto.

E in questo affascinante tour urbano non potranno certo mancare i riferimenti a Sciascia, Pirandello,Tomasi, Consolo, Levi. Tanto per citarne solo alcuni.

Un modo del tutto originale per scoprire il cuore di Palermo: a bordo di un’antica 500 Fiat. Sì, quelle amatissime macchinette con il tettuccio apribile diventate oramai mitiche.

Percorreremo strade anche assai piccole, visto che le dimensioni della vetturetta lo consentono, del centro cittadino. Godremo di una vista quasi unica sulle facciate dei palazzi nobiliari, delle ricche chiese, testimoni dei fasti passati. Un piccolo-grande tour alla scoperta degli scorci più inusuali di Palermo a bordo della piccola-grande 500.

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