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Palermo, PA, Italia

Casaboli, fra i demani forestali del palermitano, è certamente il più noto, perché aperto al pubblico e facilmente raggiungibile, con gli automezzi privati, percorrendo una stradina che da Pioppo risale la Valle del Tajo. La passeggiata, condotta dal geomorfologo Cipriano Di Maggio e in compagnia del Dipartimento dei “Forestali”, ci porterà a Portella Bianca, da dove si tornerà aggirando l’altura di Timpone Caruso. Saremo impegnati per circa 1 ora e mezza, coprendo il tratto iniziale in moderata salita.

Punto di partenza della passeggiata è il Santuario dedicato a Santa Rosalia, la “Santuzza”, cuore della religiosità cittadina. Un percorso lungo 4 chilometri attraverso le bellezze naturalistiche della Riserva naturale orientata di Monte Pellegrino. Chi sa da dove trae il suo nome o che al suo interno ha ben 134 grotte? Addentrandosi nel boschetto si fa tappa al Gorgo, il laghetto simbolo della biodiversità e famoso perché abitato da insetti rari che hanno suscitato l’interesse degli entomologi di tutto il mondo. Un’occasione per scoprire curiosità e dettagli della flora e della fauna di uno dei luoghi simbolo della città.

Situata nella zona del Vallone della Cala, alle pendici della dorsale formata da Monte Gallo, Pizzo Manolfo e Monte Raffo Rosso, in prossimità della borgata di Tommaso Natale, Grotta Conza è stata oggetto di particolare interesse da parte di studiosi e appassionati perché rappresenta un microcosmo estremamente particolare. L’itinerario, lungo circa 2 chilometri, consentirà di scoprire le caratteristiche geologiche della grotta, che negli anni Sessanta del secolo scorso rischiava di essere compromessa dall’estrazione di materiali da costruzione. Oltre alla scoperta dei misteriosi anditi della grotta, la passeggiata consentirà di fare la conoscenza della ricca vegetazione mediterranea di frassini, carrubi e fichi d’india, nonché della fauna del territorio circostante.

Dal Suq al attarin, il mercato delle spezie ormai non più esistente, si percorreranno le strade di quello che era uno dei cuori del commercio della città. Quasi ogni strada o piazza aveva una sua caratterizzazione, si poteva trovare qualunque prodotto e ogni tipo di artigiano. A testimonianza di ciò a volte i nomi delle strade che ne ricordano la vocazione commerciale. Spezie, cavalli, cuoio, ceste in vimini, antiche arti quasi scomparse. Fino ad arrivare alla zona chiamata Vucciria Nuova diversa dalla vecchia perché ormai esclusivamente mercato di foglia.

Dalla statua di Vincenzo Florio al Foro italico, attraversando i quartieri a mare del centro storico fino a Piazza Ignazio Florio, questa passeggiata tocca i luoghi che videro l’affermazione di una delle più grandi dinastie imprenditoriali italiane. Lungo il percorso scopriremo le tracce delle tante attività dei Florio e ne racconteremo la storia inquadrandola nel più ampio contesto dei grandi mutamenti economici, tecnologici, e politico-sociali che cambiarono profondamente l’Europa e il mondo occidentale nel corso dell’800. Al di là della cornice storica generale, a cui fare necessario riferimento, racconteremo la vicenda dei Florio soprattutto come straordinaria avventura imprenditoriale ed umana, che ha segnato la Palermo dell’800.

Il quartiere di Ballarò, caratterizzato e strettamente identificato dalla presenza del mercato più antico della città, è indubbiamente un luogo cardine per la comprensione dell’aspetto multietnico della città. Un aspetto importante e trasversale a tutte le epoche ma che in questa che viviamo si interseca con movimenti e nuovi scambi culturali alimentati da un impegno civile sempre più presente. La passeggiata che proponiamo racconta il quartiere attraverso le storie, la quotidianità, le relazioni di uno dei suoi abitanti. La vita umana ed emotiva dei luoghi attraverso le testimonianze e gli occhi di chi li vive.

Partenza da Villa Bonanno, Sotto arco di Porta Nuova e arrivo davanti villa Napoli. Non è previsto nessun ingresso.

descrizione ” Corso Calatafimi rappresenta l’espansione occidentale, verso la montagna della città. Questa zona era stata scelta come necropoli dai punici e ancora oggi numerose sono le tracce che testimoniano l’importanza dell’insediamento punico a palermoIn periodo medievale ospitò parte del parco Genuardo, un paradiso dove Boccaccio una sua novella. Nel 1580 venne aperto il grande stradone di Mezzo Monreale, da Marco Antonio Colonna, come prosecuzione ideale del Cassaro. Un tempo arricchita da 5 fontane, ora ne resta solo una, tra il 1700 ed il 1800 divenne luogo di elezione per palazzi nobiliari. E con un tuffo attraverso i secoli che vi racconteremo questa storia poco nota, ma molto affascinante, di corso Calatafimi

Prima tappa è il Teatro Massimo dove si narra che durante i lavori di costruzione, sia stata per sbaglio profanata la tomba di una suora. Al suo presunto disappunto si devono i ritardi dei lavori per la realizzazione del Teatro, che sarà uno dei simboli della città. In seguito attraversando porta Carini si entra all’antico mercato del Capo dove, a pochi passi si trova la chiesa della Mercede. Qui verrà raccontata la leggenda di un’altra suora, la suora del Campanile, che era solita affacciarsi dal campanile della chiesa sul mercato antistante.

Proseguiamo attraversando Piazza dei Beati Paoli arrivando nell’antica borgata della Guilla, dove verrà narrata la vicenda del fantasma del Turco. Il percorso sarà completato all’Albergheria dinnanzi la chiesa di S.Francesco Saverio e il palazzo baronale attiguo, dove sarà rievocata la vicenda di Grazia D’angelo che risale ai primi anni del dopoguerra

Il piano della Marina, nato dalla bonifica fatta dai Chiaramonte, è stato il luogo per eccellenza del potere baronale e antimonarchico, ma anche lo spazio dove avvenivano le pubbliche esecuzioni. E non solo. Era il luogo di passaggio di merci preziose che arrivavanoalla vicina piazzetta delle Dogane. La passeggiata prede le mosse dal giardino Garibaldi a piazza Marina e dalla lapide che ricorda il luogo dell’omicidio del poliziotto Joe Petrosino, per poi dirigersi alla fontana del Garraffo, alla piazzetta della Dogana e Catena, a Santa Maria di Porto Salvo e alla Cala

La ricostruzione storica proposta nel corso della passeggiata serale ruota intorno a una curiosa serie di delitti che avvenne a Palermo nella notte del 1 ottobre 1862, a un anno dall’Unità d’Italia. In tredici luoghi diversi della città, tredici persone tra loro sconosciute vennero pugnalate o aggredite contemporaneamente suscitando grande clamore in città. Passeggiando dal Foro Italico, fino alla Cattedrale, ma addentrandoci in alcuni meandri della città, si proverà di fare luce su uno dei più antichi misteri della città.

Il demanio forestale di Strasatto si estende sul gruppo di monti Serre della Pizzuta, occupandone la parte occidentale, mentre sulla parte orientale insiste l’area dell’omonima Riserva Naturale. Siamo quindi sul più alto settore dei Monti della Conca d’Oro. La casa forestale di Strasatto è situata ad una quota altimetrica di mille metri, da lì, col Dipartimento dei Forestali, faremo la nostra passeggiata a piedi su stradelle e sentieri, per affacciarci sulla più alta valle del bacino oreteo: la Valle delle Neviere. Saremo impegnati per circa 1 ora e mezza, coprendo il tratto iniziale in moderata

La piazza di Ficuzza è il punto di partenza per coloro che hanno voglia di una bella giornata di trekking,in un’ escursione che partendo dal centro del borgo abitato si snoda attraverso il sentiero “Alpe Ramosa” tra gli alberi di Leccio e Roverella alla scoperta del cammino che condurrà a una radura nascosta dai sugheri. Un modo per conoscere le caratteristiche ambientali, botaniche e faunistiche di quella che un tempo era una riserva di caccia reale istituita da Ferdinando I Re delle Due Sicilie. Si farà poi visita al Centro regionale di recupero della fauna selvatica e quindi si tornerà al borgo.

Punto di partenza della passeggiata è il Santuario dedicato a Santa Rosalia, la “Santuzza”, cuore della religiosità cittadina. Un percorso lungo 4 chilometri attraverso le bellezze naturalistiche della Riserva naturale orientata di Monte Pellegrino. Chi sa da dove trae il suo nome o che al suo interno ha ben 134 grotte? Addentrandosi nel boschetto si fa tappa al Gorgo, il laghetto simbolo della biodiversità e famoso perché abitato da insetti rari che hanno suscitato l’interesse degli entomologi di tutto il mondo. Un’occasione per scoprire curiosità e dettagli della flora e della fauna di uno dei luoghi simbolo della città.

Un vero e proprio pellegrinaggio, con tanto di passaporto da far timbrare, da compiere in città con i luoghi come mete e tappe di questo viaggio che porterà il “pellegrino” a vedere siti a lui familiari con occhi diversi. Si parte dalla chiesa di Santa Cristina La Vetere e si arriva all’Oratorio di Santa Caterina d’Alessandria, passando dalla chiesa capitolare di San Cataldo attraversando i vicoli del centro storico di Palermo alla riscoperta dei luoghi percorsi dai pellegrini e dei cavalieri medievali. Il filo rosso è quello del pellegrinaggio e dell’accoglienza, promossa nel Medioevo dagli Ordini cavallereschi, attraverso un percorso che ripercorre i luoghi legati a importanti protettori/simboli della città, come Rosalia Sinibaldi e Santa Cristina. La scoperta di una Palermo antica e affascinante, crocevia di viaggiatori e viandanti in cammino verso i luoghi santi. All’inizio verrà offerto il biscotto del pellegrino e verranno anche distribuiti i passaporti di viaggio

Il racconto della storia del “mestiere più antico del mondo” si snoda attraverso il dedalo di vicoli del centro storico. Antichi postriboli e taverne chiassose, oggi scomparsi, animavano la vita notturna della città; a fare da contraltare, in una società dalla doppia morale, i pii ospizi che accoglievano meretrici e donne pericolanti. Un itinerario volto a scandagliare l’universo di un’attività, in cui sono labili i confini tra la malizia peccaminosa delle belle di notte e lo squallore mercenario delle schiave d’amore.

C’era una volta a Palermo un gigantesco castello, circondato dalle acque e da alte mura, con due ingressi da terra con ponti levatoi e dal lato del mare un’uscita di emergenza in caso di attacco. Di questo glorioso baluardo vedremo ciò che ne resta e cercheremo di ricostruirlo con l’aiuto dell’immaginazione e di incisioni della Palermo antica. La passeggiata proseguirà costeggiando la Cala, passeremo da Piazzetta della Dogana dove un tempo si ergeva l’omonima porta dalla quale “entravano” le merci in arrivo a Palermo, fino a giungere a Piazza Marina davanti l’antico hosterium palermitano, Palazzo Chiaramonte Steri e la Villa Garibaldi. Durante la passeggiata verrà mostrata ai bambini una selezione di immagini storiche (incisioni e disegni) che permetteranno di immaginare le origini e le modifiche nel tempo di alcuni monumenti più significativi della nostra città.

La passeggiata per Valdesi e Mondello ha lo scopo di guidare i partecipanti nel guardare la borgata marinara palermitana con maggiore attenzione al fine di conoscerne l’origine, lo sviluppo ma anche le potenzialità. Il tour guidato da Luciana, abitante originaria di Valdesi, parte da Punta Celesi, dove, grazie a una panoramica visiva delle tre borgate (Partanna, Valdesi e Mondello),si potrà accennare alle diverse anime dei luoghi.La passeggiata prosegue costeggiando la spiaggia, con brevi soste per fornire informazioni sulle ville, sulla flora e sull’organizzazione, ieri e oggi, della spiaggia. Tappa finale è “Lo Stabilimento” costruito sul mare quasi al centro del golfo; con un racconto sulla sua costruzione e sull’uso fattone nel corso dei decenni, compresi gli anni della Seconda Guerra Mondiale.Inevitabili gli aneddoti e i racconti di vita vissuta a Mondello

Salvare Palermo propone una passeggiata alla scoperta di un’antica borgata come Cruillas, che deve il suo nome a una famiglia di nobili originari della Catalogna, che si trasferì a Palermo nel XIII secolo al seguito del re Pietro III di Aragona.Il quartiere si trova alle falde di Monte Cuccio. Nelle sue strade si possono scoprirei antichi bagli interessanti ville e importanti chiese che raccontano secoli di storia di questa antica borgata. Un patrimonio storico, artistico e architettonico da conoscere, rivalutare e tutelare.

Un modo del tutto originale per scoprire il cuore di Palermo: a bordo di un’antica 500 Fiat. Sì, quelle amatissime macchinette con il tettuccio apribile diventate oramai mitiche.

Percorreremo strade anche assai piccole, visto che le dimensioni della vetturetta lo consentono, del centro cittadino. Godremo di una vista quasi unica sulle facciate dei palazzi nobiliari, delle ricche chiese, testimoni dei fasti passati. Un piccolo-grande tour alla scoperta degli scorci più inusuali di Palermo a bordo della piccola-grande 500.

Alla scoperta della storia dei pastifici di Palermo e delle usanze legate a questo alimento, re della tavola mediterranea. Dalla celebre via dei Maccheronai, che ospitava buona parte degli artigiani, alle leggi e ai regolamenti emanati dal Senato cittadino che disciplinavano formati e prezzi delle paste alimentari.

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