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Situata nella zona del Vallone della Cala, alle pendici della dorsale formata da Monte Gallo, Pizzo Manolfo e Monte Raffo Rosso, in prossimità della borgata di Tommaso Natale, Grotta Conza è stata oggetto di particolare interesse da parte di studiosi e appassionati perché rappresenta un microcosmo estremamente particolare. L’itinerario, lungo circa 2 chilometri, consentirà di scoprire le caratteristiche geologiche della grotta, che negli anni Sessanta del secolo scorso rischiava di essere compromessa dall’estrazione di materiali da costruzione. Oltre alla scoperta dei misteriosi anditi della grotta, la passeggiata consentirà di fare la conoscenza della ricca vegetazione mediterranea di frassini, carrubi e fichi d’india, nonché della fauna del territorio circostante.

Punto di partenza della passeggiata è il Santuario dedicato a Santa Rosalia, la “Santuzza”, cuore della religiosità cittadina. Un percorso lungo 4 chilometri attraverso le bellezze naturalistiche della Riserva naturale orientata di Monte Pellegrino. Chi sa da dove trae il suo nome o che al suo interno ha ben 134 grotte? Addentrandosi nel boschetto si fa tappa al Gorgo, il laghetto simbolo della biodiversità e famoso perché abitato da insetti rari che hanno suscitato l’interesse degli entomologi di tutto il mondo. Un’occasione per scoprire curiosità e dettagli della flora e della fauna di uno dei luoghi simbolo della città.

I Cantieri culturali della Zisa, anticamente sede delle officine Ducrot, comprende 23 capannoni. Qui tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento prende forma una produzione di design industriale unica, grazie anche a Ernesto Basile che collaborò alla creazione di parecchi elementi di arredo e design in stile Liberty che vennero utilizzati come arredi dei saloni delle navi da crociera e per gli arredi di Palazzo Montecitorio. I Capannoni ospitarono anche l’Aeronautica Ducrot che ebbe una sua rilevanza per forniture belliche. Da allora e per parecchi anni quei capannoni sono rimastiinutilizzatifinoallatrasformazioneneiCantericulturalicheoggiconosciamo. Particolare attenzione sarà data al periodo d’oro della produzione industriale quando Palermo figurava tra le città più importanti d’Italia.

Città a vocazione commerciale, uno dei porti più frequentati del Mediterraneo, Palermo non solo era sede di importanti mercati, ma anche delle Logge dei Mercanti, un’istituzione in cui erano rappresentati le famiglie e le corporazioni più importanti. Proprio da piazza Garraffello nucleo principale e sede delle logge più potenti parte questa passeggiata attraverso i vicoli che mantengono intatto il loro impianto medievale attraverso la zona della città che più è stata contaminata dalle diverse anime dei suoi abitanti. Pisani, catalani, genovesi, amalfitani, arabi e veneti abitavano la zona da sempre a vocazione mercantile.

Partenza dai Quattro Canti e arrivo a piazza del Carmine per un tour urbano che attraversa un mercato antichissimo, forse il più antico di Palermo. Già all’inizio del Medioevo le fonti ne parlavano. Migliaia di anni sono passati, migliaia di uomini e donne hanno vissuto o lavorato in questo mercato. La storia della città è profondamente intrisa della storia di Ballarò. Ed oggi, mentre la città sta cambiando, il mercato cambia pure a suo modo.

Il pomeriggio del 9 maggio del 1943 fu sferrata su Palermo la più estesa incursione aerea avvenuta durante la Seconda guerra mondiale. Palermo rappresentava un punto cruciale nella rete di sorveglianza antiaerea organizzata dai tedeschi nel Mediterraneo. La città fu colpita da circa 1.110 bombe da 227 Kg e altre 460 circa da 136 Kg. Numerose le colonne di fumo che si alzavano dagli incendi provocati da distruttive bombe al fosforo. All’indomani della guerra, il paesaggio urbano di Palermo si presentò completamente devastato e intasato dalle macerie degli edifici colpiti.

Il nostro itinerario sarà un percorso ideale nelle fasi salienti di questo momento buio per la nostra storia. La narrazione dei fatti sarà arricchita con numerose immagini della città dopo i bombardamenti: per fare un confronto tra ciò che è andato distrutto e ciò che è stato ricostruito, per tenere viva la memoria di un’epoca che ha marcato la storia e l’identità dei palermitani, e soprattutto per non dimenticare mai gli orrori della guerra.

Il detective italo-americano Joe Petrosino venne ucciso a piazza Marina nel marzo del 1909. La sua storia, quella di un martire della lotta alla mafia ante litteram, è al centro della passeggiata. Si racconteranno dei contatti, quelli ufficiali e quelli non ufficiali che Petrosino ebbe a Palermo, della diffidenza che nutriva nei confronti della polizia cittadina e degli informatori che alla fine lo tradirono. Una vicenda emozionante e commovente quella di questo piccolo grande uomo che aveva cambiato la storia della lotta alla mafia negli Stati Uniti, ma che in Sicilia trovò la morte. Un tour per scoprire i segreti della misteriosa Mano Nera.

La piazza di Ficuzza è il punto di partenza per coloro che hanno voglia di una bella giornata di trekking,in un’ escursione che partendo dal centro del borgo abitato si snoda attraverso il sentiero “Alpe Ramosa” tra gli alberi di Leccio e Roverella alla scoperta del cammino che condurrà a una radura nascosta dai sugheri. Un modo per conoscere le caratteristiche ambientali, botaniche e faunistiche di quella che un tempo era una riserva di caccia reale istituita da Ferdinando I Re delle Due Sicilie. Si farà poi visita al Centro regionale di recupero della fauna selvatica e quindi si tornerà al borgo.

Punto di partenza della passeggiata è il Santuario dedicato a Santa Rosalia, la “Santuzza”, cuore della religiosità cittadina. Un percorso lungo 4 chilometri attraverso le bellezze naturalistiche della Riserva naturale orientata di Monte Pellegrino. Chi sa da dove trae il suo nome o che al suo interno ha ben 134 grotte? Addentrandosi nel boschetto si fa tappa al Gorgo, il laghetto simbolo della biodiversità e famoso perché abitato da insetti rari che hanno suscitato l’interesse degli entomologi di tutto il mondo. Un’occasione per scoprire curiosità e dettagli della flora e della fauna di uno dei luoghi simbolo della città.

Un vero e proprio pellegrinaggio, con tanto di passaporto da far timbrare, da compiere in città con i luoghi come mete e tappe di questo viaggio che porterà il “pellegrino” a vedere siti a lui familiari con occhi diversi. Si parte dalla chiesa di Santa Cristina La Vetere e si arriva all’Oratorio di Santa Caterina d’Alessandria, passando dalla chiesa capitolare di San Cataldo attraversando i vicoli del centro storico di Palermo alla riscoperta dei luoghi percorsi dai pellegrini e dei cavalieri medievali. Il filo rosso è quello del pellegrinaggio e dell’accoglienza, promossa nel Medioevo dagli Ordini cavallereschi, attraverso un percorso che ripercorre i luoghi legati a importanti protettori/simboli della città, come Rosalia Sinibaldi e Santa Cristina. La scoperta di una Palermo antica e affascinante, crocevia di viaggiatori e viandanti in cammino verso i luoghi santi. All’inizio verrà offerto il biscotto del pellegrino e verranno anche distribuiti i passaporti di viaggio

Quali porte si aprivano nell’arco della Cala nel ‘500? C’erano ben cinque varchi, ma solo uno è rimasto finora, anche se chiuso. Dalla Porta della Calcina alla Porta della Doganella, a caccia delle ultime testimonianze topografiche degli antichi ingressi sulla Cala. Fino al racconto di una tragedia che sconvolse la città.

Zona paludosa e depressa, adiacente fiume Papireto, navigabile fino al tempo dei Romani. Nel X secolo divenne insediamento degli Schiavoni, soldati dediti al rapimento degli schiavi. Venne inserito dentro cinta muraria nel XIII secolo e ripopolato dai palermitani, anche se bisognerà attendere il 1489 bonifica da parte del Comune, con la costruzione di un con condotto sotterraneo che portava acque del Papireto alla Cala. Successivamente i Principi di Buonriposo vi realizzarono una edilizia sostanzialmente popolare. Mercato antico e ricco di odori, va riscoperto e rivalorizzato attraverso una narrazione che ci riporti indietro nel tempo e nello spazio.

Un modo del tutto originale per scoprire il cuore di Palermo: a bordo di un’antica 500 Fiat. Sì, quelle amatissime macchinette con il tettuccio apribile diventate oramai mitiche.

Percorreremo strade anche assai piccole, visto che le dimensioni della vetturetta lo consentono, del centro cittadino. Godremo di una vista quasi unica sulle facciate dei palazzi nobiliari, delle ricche chiese, testimoni dei fasti passati. Un piccolo-grande tour alla scoperta degli scorci più inusuali di Palermo a bordo della piccola-grande 500.

Il quartiere di Ballarò, caratterizzato e strettamente identificato dalla presenza del mercato più antico della città, è indubbiamente un luogo cardine per la comprensione dell’aspetto multietnico della città. Un aspetto importante e trasversale a tutte le epoche ma che in questa che viviamo si interseca con movimenti e nuovi scambi culturali alimentati da un impegno civile sempre più presente. La passeggiata che proponiamo racconta il quartiere attraverso le storie, la quotidianità, le relazioni di uno dei suoi abitanti. La vita umana ed emotiva dei luoghi attraverso le testimonianze e gli occhi di chi li vive.

Da Porta Felice fino al Piano di Santa Teresa fuori Porta Nuova, lungo l’asse più antico della città, l’itinerario di questa passeggiata letteraria attraversa la Palermo di fine ‘700, vista con gli occhi di Leonardo Sciascia nel suo romanzo storico “Il Consiglio d’Egitto”. Ricostruiremo l’incredibile vicenda dell’arabica impostura inquadrandola nel contesto storico del riformismo borbonico anti baronale degli ultimi decenni del ‘700. Vedremo i luoghi e i palazzi simbolo del potere, racconteremo la storia del potere baronale, dando così spessore a quella dimensione di impostura cui Sciascia fa riferimento nel libro, attraverso il suo alter ego Francesco Paolo Di Blasi. Passeggeremo dinanzi ai luoghi della memoria di alcuni dei protagonisti (Giuseppe Vella, Rosario Gregorio, Francesco Paolo Di Blasi). In questi e in alcuni altri luoghi daremo infine la parola a Sciascia e alla sua interpretazione dei personaggi, leggendo alcuni dei brani più significativi del romanzo.

In passato residenza dei viceré spagnoli e sede del Tribunale dell’Inquisizione, il Castello a Mare è uno dei luoghi della città dalla storia più interessante. La passeggiata ne ripercorrerà le vicende salienti, dalle atrocità commesse per punire gli eretici fino alla folle demolizione che subì da parte dei garibaldini. Ci si dirigerà poi a piazza Tredici Vittime (chi sa chi siano le tredici vittime in questione?) e si visiterà dall’esterno la necropoli araba. Infine, passando da via degli Argenti e dalle splendide chiese di San Giorgio dei Genovesi e di San Mamiliano, si giungerà al Pantheon di Palermo: la chiesa di San Domenico. Il mandamento Tribunali-Castellammare è una sorpresa continua e se ne renderà conto chi parteciperà alla passeggiata.

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