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piazza Stefano Quadrio, Chiuro, SO

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Abstract


Torri, palazzi, chiese, dipinti Un tuffo nella storia e nell’arte

Palazzi fortificati, torri, cicli pittorici. Una passeggiata nel vecchio borgo di Chiuro è un tuffo nella storia e nell’arte. Il paese, che comprendeva anche le contrade di Gera, Cicalini e Bensale distrutte con l’alluvione del  torrente Fontana nel 1834, conserva la struttura urbana di borgo fortificato che si concentrava intorno a due nuclei ben individualizzati: le case-torre e il recinto sacro al quale si accedeva da tre porte. La maggiore delle porte – piena di simboli religiosi e civici – si affaccia ancora oggi sull’attuale piazza dedicata a Stefano Quadrio miles, della ricca famiglia che per secoli legò il suo nome al borgo. Superata la porta, si susseguono gli edifici religiosi. La chiesa, riedificata nel 1650 (il campanile è del 1589), all’interno è completamente rivestita da dipinti e stucchi, un raro esempio di  progetto unitario del pensiero barocco. E poi l’oratorio della confraternita del Rosario e del SS. Sacramento e, addossato alla canonica, il portichetto e la cappella dei Disciplini. Nel portichetto la ricchezza del testo pittorico espresso sulle pareti interne è il manifesto pubblico più esplicito dell’ortodossia cattolica del secondo Cinquecento. Nella cappella vi sono anche dei dipinti devozionali risalenti agli ultimi decenni del Quattrocento. Fuori dalle mura, sorgevano i mulini, i magli, le pile e le segherie. L’attuale via Opifici rimanda a questo intenso fermento di attività.

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