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3 Via San Raffaele

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Abstract


Lo scrigno del IX secolo nascosto a fianco del Duomo

La chiesa di San Raffele Arcangelo si trova a non più di quaranta metri dal fianco sinistro del Duomo nella stretta via omonima. Come fondazione è una delle più antiche chiese di Milano, “sorta o risorta” nel 836 al tempo del vescovo Angilberto. La prima consacrazione avviene il 14 ottobre del 1119 a opera dell’Arcivescovo di Milano Giordano da Clivio. Interessante l’antico contesto urbanistico e il suo significato: era una delle quattro piccole chiese che, a “corona”, come a presidiarla, circondavano l’antica Cattedrale di Santa Maria Maggiore, eretta anch’essa a partire dal medesimo anno.  San Raffaele è l’unica rimasta. Nel XIII secolo è sede degli Umiliati, quelli riformati da Papa Lucio III. Documenti del 1508 attestano che diviene proprietà di una Confraternita detta del “Santissimo Sacramento” o anche del “Corpus Domini”. Sicuramente in questo periodo, San Raffaele è parrocchia e rimane tale fino al 1787.  Nel 1578 l’edificio, probabilmente di fattezze romaniche, divenuto fatiscente, viene riedificato con misure più ampie e con forme tardo cinquecentesche per volontà di San Carlo Borromeo. Dopo un periodo anonimo legato al 1800 dove tra l’altro la chiesa fu chiusa da Napoleone nei primissimi anni del secolo, nel 1900 la chiesa di San Raffaele riprende nuovo vigore ancora attorno al culto dell’Eucaristia. Bombardata e in parte distrutta durante l’ultima guerra mondiale, viene ricostruita con lo stesso materiale recuperato conservando le medesime forme precedenti, nonostante i continui tentativi di acquistarla e annetterla ai grandi Magazzini “Bocconi”, diventati nel 1918 “La Rinascente”. Appartengono invece all’arte contemporanea i nuovi poli liturgici, ambone, altare e sede presbiteriale, e una straordinaria Via Crucis dell’artista palestinese Emily Jacir, vincitrice del “Leon d’oro” per l’Arte alla Biennale di Venezia del 2007.

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