Abstract


Affreschi e stucchi, uno spettacolo per gli occhi

Fino a qualche anni fa il convento era abitato dalle ultime anziane monache di clausura dell’Ordine domenicano, celebri per preparare squisiti dolci di mandorla e di servirli, nascoste, attraverso una ruota girevole. La chiesa, sorta sul sito di un antico luogo di culto trecentesco, fu eretta intorno all’ultimo decennio del XVI secolo per volere di Maria del Carretto, priora del cenobio domenicano dal 1566 al 1598. L’interno è un susseguirsi di sorprese: dagli affreschi realizzati da Francesco Sozzi e Alessandro D’Anna nel 1769, alle decorazioni a fresco della volta di Filippo Randazzo, dai pregiati stucchi di Procopio Serpotta e Giacomo Guastella alla statua di Santa Caterina realizzata da Antonello Gagini nel 1534. Dal vano presbiteriale si accede alla cripta, usata come luogo di sepoltura.

 

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