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Indirizzo

Via Giovanni da Procida 23

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Abstract


Quando i confrati si occupavano del conforto ai condannati a morte

Dopo tanti anni di chiusura e abbandono, è stata consolidata e aperta recentemente alla fruizione pubblica. Questa chiesa barocca, realizzata nel 1630, era gestita dall’antica confraternita di Santa Maria degli Agonizzanti. I confrati – così come i “Bianchi” dalla candida veste – avevano il compito di prendersi cura dei condannati a morte, ai tempi del Tribunale dell’Inquisizione, alleviando, appunto, la loro agonia. Un’attività che spesso si intrecciava in realtà con l’estorsione di segreti in punto di morte. Un capitolo di storia cittadina a tinte fosche. Restaurata, a cura della Soprintendenza, la chiesa che si trova in un vicoletto a pochi metri dalla via Roma, è tornata a risplendere. Ed è tutta da scoprire al suo interno, nel bianco candore di stucchi e decorazioni tipici del barocco siciliano.

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