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21 Via Francesco Crispi

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Abstract


L’Italia agricola e marinara nel grande affresco fascista

Edificato tra il 1930 e il 1934, il Palazzo delle Poste e Telegrafi sorge sul sito della seicentesca chiesa di Sant’Antonino. La chiesa, demolita nel 1916, era annessa al convento dei Frati Minori Riformati, divenuto poi caserma dei Carabinieri e oggi ufficio tecnico. Alcuni ambienti del nuovo imponente edificio furono decorati negli anni Trenta del secolo scorso da Gino Morici, al quale si devono la maggior parte degli affreschi, e da Gaetano Sparacino. Nel 1939 Morici dipinge “l’Allegoria dell’Italia”, un olio su tela posto nel primo piano nell’ex sala del telegrafo. Nel dipinto il pittore mostra l’adesione al ritorno all’ordine affrontando le tematiche care al Regime fascista: il lavoro e la fatica umana nonché la vocazione agricola e marinara dell’Italia. A Gaetano Sparacino sono state attribuite le decorazioni dei riquadri del soffitto e dei bordi laterali del salone del pubblico. Il palazzo nel 2014 ha ricevuto dalla Federazione dei Club Unesco un’attestazione di merito, nell’ambito del concorso internazionale “La fabbrica nel paesaggio”, quale efficace interprete dei valori di salvaguardia e tutela del paesaggio e dell’ambiente. Attualmente il palazzo è di proprietà della Banca di Credito Cooperativo del Nisseno.

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