Qanat

Il Qanat di Palermo sono un'enorme opera di ingegneria idraulica costruita sotto la città, a partire dall'epoca araba nel capoluogo siciliano.

Palazzo Asmundo

Picche, alabarde, armi da fuoco e, ancora, maioliche, cartoline e stampe d’epoca, fino ai sigilli e alle carrozze, testimonianze uniche...

Palazzina Florio

Il complesso della tonnara dell’Arenella fu acquistato nel 1830 da Vincenzo Florio, che commissionò all’amico architetto Carlo Giachery...

Scopri Palermo

Palermo dal basso, dall’alto, Palermo del liberty e Palermo dei misteri, Palermo dei
musei e delle ville, di Serpotta e di Borremans, Palermo sulle tracce degli ebrei,
Palermo con la sua lunga eredità arabo-normanna che si legge in chiese e palazzi fino
alla fine dell’Ottocento. Cento Palermo, mille Palermo da raccontare. Sono sessanta
luoghi d’arte della città Capitale italiana della Cultura 2018 il primo tassello del
mosaico del patrimonio siciliano che questo portale vuole comporre, con l’obiettivo
di avere tutta l’Isola a portata di mouse. Luoghi aperti e fruibili per tutto l’anno.
Musei, palazzi, chiese, oratori, giardini, aree archeologiche: quel che c’è da vedere,
con schede, fotografie d’autore, presto video e articoli riferiti ai luoghi. E un sistema
di ticketing e di booking on line con cui acquistare i biglietti o assicurarsi una visita
su prenotazione in tempo utile, una possibilità presto disponibile per i primi quattro
luoghi. La rete del Festival Le Vie dei Tesori (quattrocento luoghi aperti
contestualmente e visitabili con un unico strumento) si prepara a vivere qui tutto
l’anno. La Sicilia in un clic.

Palermo dal basso, dall’alto, Palermo del liberty e Palermo dei misteri, Palermo dei musei e delle ville, di Serpotta e di Borremans, Palermo sulle tracce degli ebrei, Palermo con la sua lunga eredità arabo-normanna che si legge in chiese e palazzi fino
alla fine dell’Ottocento. Cento Palermo, mille Palermo da raccontare. Sono sessanta luoghi d’arte della città Capitale italiana della Cultura 2018 il primo tassello del mosaico del patrimonio siciliano che questo portale vuole comporre, con l’obiettivo di avere tutta l’Isola a portata di mouse. Luoghi aperti e fruibili per tutto l’anno. Musei, palazzi, chiese, oratori, giardini, aree archeologiche: quel che c’è da vedere, con schede, fotografie d’autore, presto video e articoli riferiti ai luoghi. E un sistema di ticketing e di booking on line con cui acquistare i biglietti o assicurarsi una visita su prenotazione in tempo utile, una possibilità presto disponibile per i primi quattro luoghi. La rete del Festival Le Vie dei Tesori (quattrocento luoghi aperti contestualmente e visitabili con un unico strumento) si prepara a vivere qui tutto l’anno. La Sicilia in un clic.

“Senza la Sicilia non ci si può fare un’idea dell’Italia: qui è la chiave di tutto”

 (Johann Wolfgang Goethe)

I tesori delle mani

Botteghe, artigiani, nuovi creativi

Nascosti nei vicoli del centro o nelle ex borgate fuori dalla città antica. Negozi e botteghe artigiane che da secoli tramandano il mestiere e nuovi creativi che sono tornati a popolare i vecchi quartieri riprendendo e innovando tradizioni che sembravano scomparse. Sarti, ceramisti, cesellatori, tabaccai, erboristi, panifici, pupari, rivenditori di artigiani del cuoio, del tessuto, della carta, cioccolatieri, pupari, ultime osterie e gelaterie familiari. Sono loro il patrimonio commerciale e artigianale di Palermo. Un patrimonio che si affianca a quello monumentale e che esprime l’identità della città, che la rende diversa dalle altre, dove la sola visita è un piccolo arricchimento. Una guida in progress – presto qui i primi cento luoghi scelti liberamente da un comitato di giornalisti e operatori culturali innamorati della propria città – che è diretta tanto al cittadino quanto al visitatore, una mappa che volutamente tralascia le grandi imprese che, pur se antiche e di qualità, hanno profondamente innovato sedi e stili di vendita, per censire luoghi dove si possa fare ancora un’esperienza: per la presenza di insegne e arredi storici e artistici, per l’incontro con “tesori viventi” – vecchi e giovani – portatori di sapienze e competenze, per la possibilità di conoscere una storia attraverso un oggetto o una pietanza. Luoghi antichi e nuovi dove il tempo scorre ancora lento, scandito più dai tocchi degli scalpellini che dai rombi delle macchine. I vecchi sono gli ultimi che hanno resistito alla crisi, agli anni ciechi della guerra alle pedonalizzazioni, all’arrivo delle grandi catene. I giovani sono tornati in quella città antica che faticosamente ha trovato un nuovo respiro e una nuova vitalità. Un tour ideale dove un palermitano porterebbe un amico per fargli conoscere i suoi luoghi “segreti”, lontano dai souvenir dozzinali e dalle esperienze standardizzate per turisti.

I tesori delle mani

Botteghe, artigiani, nuovi creativi

Nascosti nei vicoli del centro o nelle ex borgate fuori dalla città antica. Negozi e botteghe artigiane che da secoli tramandano il mestiere e nuovi creativi che sono tornati a popolare i vecchi quartieri riprendendo e innovando tradizioni che sembravano scomparse. Sarti, ceramisti, cesellatori, tabaccai, erboristi, panifici, pupari, rivenditori di artigiani del cuoio, del tessuto, della carta, cioccolatieri, pupari, ultime osterie e gelaterie familiari. Sono loro il patrimonio commerciale e artigianale di Palermo. Un patrimonio che si affianca a quello monumentale e che esprime l’identità della città, che la rende diversa dalle altre, dove la sola visita è un piccolo arricchimento. Una guida in progress – presto qui i primi cento luoghi scelti liberamente da un comitato di giornalisti e operatori culturali innamorati della propria città – che è diretta tanto al cittadino quanto al visitatore, una mappa che volutamente tralascia le grandi imprese che, pur se antiche e di qualità, hanno profondamente innovato sedi e stili di vendita, per censire luoghi dove si possa fare ancora un’esperienza: per la presenza di insegne e arredi storici e artistici, per l’incontro con “tesori viventi” – vecchi e giovani – portatori di sapienze e competenze, per la possibilità di conoscere una storia attraverso un oggetto o una pietanza. Luoghi antichi e nuovi dove il tempo scorre ancora lento, scandito più dai tocchi degli scalpellini che dai rombi delle macchine. I vecchi sono gli ultimi che hanno resistito alla crisi, agli anni ciechi della guerra alle pedonalizzazioni, all’arrivo delle grandi catene. I giovani sono tornati in quella città antica che faticosamente ha trovato un nuovo respiro e una nuova vitalità. Un tour ideale dove un palermitano porterebbe un amico per fargli conoscere i suoi luoghi “segreti”, lontano dai souvenir dozzinali e dalle esperienze standardizzate per turisti.

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Le Vie dei Tesori

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