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Da Paolo Orsi a Guido Libertini, due custodi della bellezza

Una collezione unica nel suo genere, che racchiude preziosi reperti dal periodo protostorico e preistorico fino all’età tardo antica e medioevale. Ma soprattutto l’opera di due studiosi legati da una caratteristica comune: l’amore per l’arte e per la condivisione e diffusione delle opere.
L’origine della collezione partono infatti proprio da Paolo Orsi, infaticabile intellettuale e direttoredel museo archeologico di Siracusa, che donò dieci reperti provenienti dagli scavi di Megara Iblea al gabinetto di archeologia dell’Università di Catania. La collezione fu implementata dall’accademico e archeologo Guido Libertini che, a partire dagli anni Venti, arricchì la collezione, attraverso donazioni, con calchi in gesso di statuaria antica e recuperando una collezione numismatica donata nel 1783 da monsignor Salvatore Ventimiglia all’ateneo catanese.
Quello di Libertini fu un lavoro infaticabile, che lo portò ad acquisire tutti quei reperti che avrebbero formato l’attuale collezione del museo. Un’istituzione quindi in continua evoluzione e tutt’altro che statica, visto che l’archeologo concepì l’idea di un museo universitario dedicato alla ricerca ma soprattutto alla didattica.
Una chicca su tutte, dovuta all’interesse di Libertini per gli antichi manufatti di Centuripe: si tratta di 78 falsi, prodotti dai falsari di Centuripe con tale maestria da ingannare anche gli esperti.

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