Valtellina



Torri, affreschi, monasteri, incantevoli borghi rurali dove il tempo sembra essersi fermato. Antico crocevia d’Europa, la Valtellina ha un ricco patrimonio storico, artistico e architettonico dovuto alla sua antica ricchezza commerciale. Nel Rinascimento, sotto il dominio grigione che consentiva la convivenza tra religione cattolica e protestante, fu rifugio di molti riformati e letterati; ciò contribuì allo sviluppo di una cultura umanistica che sopravvive negli archivi, nelle biblioteche e in diversi cicli affrescati con temi religiosi, letterari e soggetti classici. Singolare la fortuna figurativa dell’Orlando Furioso, che si ripete in diversi edifici monumentali. Ecco allora dieci tesori tutti da scoprire diffusi in sei territori comunali: Talamona, con l’ariostesco Palazzo Valenti; Sondrio con la Biblioteca Pio Rajna che, in chiusura del V centenario della pubblicazione dell’Orlando furioso, dedica una mostra all’illustre filologo valtellinese Pio Rajna; Chiuro con un percorso tra affreschi e palazzi del suo antico borgo, e la vicina frazione di Castionetto, con la Torre panoramica di Roncisvalle, abitata da un ippogrifo, e la Chiesa di San Bartolomeo con l’adiacente monastero affacciato sui vigneti terrazzati, ora divenuto il privato Palazzo Sala, eccezionalmente aperto al pubblico; Teglio, con la chiesa di Sant’Omobono nella minuscola frazione di Carona, sul versante orobico allo sbocco del passo dell’Aprica, e i suoi affreschi da poco restaurati. E poi Tirano, dove passa il trenino Rosso del Bernina, Patrimonio Unesco, con la chiesetta bizantina di Santa Perpetua a picco su una rupe rocciosa, e il Museo Etnografico Tiranese, che conserva i paramenti sacri donati al Santuario dal Cardinale Richelieu. A Grosio immerso in uno splendido giardino, si trova il Museo di Villa Visconti Venosta, da poco riaperto al pubblico, con una ricca collezione di arredi originali, ceramiche e dipinti, e il fondo antico della biblioteca comunale che espone libri con le postille autografe di Alessandro Manzoni.

Dal 19 al 28 ottobre 2018

Valtellina

Torri, affreschi, monasteri, incantevoli borghi rurali dove il tempo sembra essersi fermato. Antico crocevia d’Europa, la Valtellina ha un ricco patrimonio storico, artistico e architettonico dovuto alla sua antica ricchezza commerciale. Nel Rinascimento, sotto il dominio grigione che consentiva la convivenza tra religione cattolica e protestante, fu rifugio di molti riformati e letterati; ciò contribuì allo sviluppo di una cultura umanistica che sopravvive negli archivi, nelle biblioteche e in diversi cicli affrescati con temi religiosi, letterari e soggetti classici. Singolare la fortuna figurativa dell’Orlando Furioso, che si ripete in diversi edifici monumentali. Ecco allora dieci tesori tutti da scoprire diffusi in sei territori comunali: Talamona, con l’ariostesco Palazzo Valenti; Sondrio con la Biblioteca Pio Rajna che, in chiusura del V centenario della pubblicazione dell’Orlando furioso, dedica una mostra all’illustre filologo valtellinese Pio Rajna; Chiuro con un percorso tra affreschi e palazzi del suo antico borgo, e la vicina frazione di Castionetto, con la Torre panoramica di Roncisvalle, abitata da un ippogrifo, e la Chiesa di San Bartolomeo con l’adiacente monastero affacciato sui vigneti terrazzati, ora divenuto il privato Palazzo Sala, eccezionalmente aperto al pubblico; Teglio, con la chiesa di Sant’Omobono nella minuscola frazione di Carona, sul versante orobico allo sbocco del passo dell’Aprica, e i suoi affreschi da poco restaurati. E poi Tirano, dove passa il trenino Rosso del Bernina, Patrimonio Unesco, con la chiesetta bizantina di Santa Perpetua a picco su una rupe rocciosa, e il Museo Etnografico Tiranese, che conserva i paramenti sacri donati al Santuario dal Cardinale Richelieu. A Grosio immerso in uno splendido giardino, si trova il Museo di Villa Visconti Venosta, da poco riaperto al pubblico, con una ricca collezione di arredi originali, ceramiche e dipinti, e il fondo antico della biblioteca comunale che espone libri con le postille autografe di Alessandro Manzoni.

 

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Un Festival della città, che al contrario degli altri Festival italiani e internazionali dedicati a temi specifici (matematica, mente, letteratura), è un Festival strettamente connesso alla scoperta e alla narrazione dei suoi spazi. E che così incrocia arte, fotografia, musica. Una rete di luoghi nuova e suggestiva, ordita per raccontare il territorio in un modo che vi sorprenderà.

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