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Via Collesano, 39, 90010 Isnello PA, Italia

Tra le mani preziose delle donne per imparare i segreti del filet

Filet, ricami, sfilato siciliano. Qui a Isnello queste nobili arti femminili, altrove ormai legate ai tempi andati, sono una tradizione viva e praticata da giovani e anziane per i corredi e il tovagliato della casa, i paramenti sacri e preziose applicazioni per l’alta moda e l’arredo di design. Un repertorio antico, che attinge a fiori, putti, volatili, volute, rosoni delle chiese chiaramontane della Sicilia. In questa occasione si potrà assistere al lavoro delle donne e osservare direttamente dalle loro mani come antichi gesti e intrecci arcani di trama e ordito possano generare incanto di pizzi e bellezza. Dai cassettoni delle nonne usciranno fuori tessuti tesori, il tutto incastonato nella cornice del Museo Trame di Filo, realizzato nel 2009 dal Comune di Isnello, con il contributo finanziario della Provincia di Palermo e dell’Ente Parco delle Madonie, importante presidio di comunità e di trasmissione di questa tradizione, patrimonio materiale di un sapere ereditato, da custodire e tramandare.

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Piazza Mazzini, 1, 90010 Isnello PA, Italia

Tradizioni da scoprire tra cunti, canti e “piduna”

Ci sono mani che raccontano storie e gesti antichi che raccontano vite. L’identità vera di un borgo antico risiede e si conserva tra le sue case, nei suoi “curtigghi”, nel dialetto della gente che lo vive da sempre. A Isnello, piccolo borgo di pietra, sospeso tra le sue montagne e un cielo limpido trapunto di stelle, i vicoli sono vive trame di umanità. Passeggiare e perdersi nel nugolo di stradine tra le chiese, all’ombra dei ruderi dell’antico castello, significa fare un viaggio nel tempo alla scoperta di curiosità da chiedere, per intessere rapporti che generano legami. Si è tutti parenti in piccolo centro e se non lo si è, lo si diventa. Andare a trovare la zia Caterina è fare un tuffo nel passato. Seduti fuori, al fresco del cortile, per ascoltare storie di come si carda e fila la lana, di come aghi che si intrecciano a formare nodi danno vita a delle cose uniche e rare, da chiamare solo con il loro nome. Il fuso si arrotola su se stesso e la lingua si scioglie in “cunti e canti” che spiegano la tradizione, che narrano di come generazioni contadine convivevano coi signori, storie di bimbi diventati grandi che “jucannu, jucannu” conquistarono la loro libertà e diventarono amministratori “nelle Americhe”, di pastori che indossavano “piduna”, le antiche calze filate e tessute a mano con fili di lana vergine e cotone, calde d’inverno, fresche d’estate, robuste e massicce come la fierezza di appartenere a una comunità laboriosa e unita dove il tempo sembra essersi fermato per stabilire un punto di contatto tra passato e presente da restituire in chiave di avvenire alle generazioni che verranno.

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SP9, 1, 90010 Collesano PA, Italia

Quando i principi di Baucina vivevano in campagna

Come si viveva in una masseria di campagna, sì, ma di proprietà nobiliare. Si potrà infatti scoprire come passavano le ore le famiglie aristocratiche che trascorrevano in campagna parte della villeggiatura. I visitatori potranno visitare la masseria, l’antico baglio e il patio delle rose,  in compagnia dei padroni di casa che mostreranno anche foto e documenti dell’archivio storico di famiglia tra aneddoti e cenni storici. Poi si scenderà nella cantina dove anticamente venivano conservate le enormi botti per il vino e per l’olio che si producevano nella fattoria, che invece oggi ospita gli animali (cavalli, capre, tante galline nel pollaio). Si potrà anche assistere alla montatura delle capre.

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