Votazioni
In evidenza/Non in evidenza
Gestita/Non Gestita
NARO-laboratorio-latte-fritto.jpg
Via Dante Alighieri, 26, 92028 Naro AG, Italia

Il dolce arabo da preparare a “occhio”

Arrivò con gli arabi ma poi divenne uno dei segreti meglio custoditi dalle donne di Naro. Il latte fritto (u’latti frittu) si fa con poco, è un dolce povero, ma già dal profumo che sprigiona – cannella e tanto limone – fa innamorare immediatamente, una passione di cui poi non si riuscirà a fare a meno. Durante il laboratorio, verrà spiegata la preparazione e alla fine si potranno assaggiare questi dolci meravigliosi, preparati durante il periodo di Carnevale. Le donne che lo prepareranno vi bisbiglieranno subito un segreto nell’orecchio: il latte fritto non possiede dosi precise ma ognuno lo prepara “ad occhio”, mettendo il latte sul fuoco con dentro due cucchiai di zucchero, cannella e buccia di limone grattugiato. Quando comincia a bollire, si aggiunge la farina piano piano mescolando con un cucchiaio di legno fino ad ottenere un composto denso da spianare e lasciar raffreddare. Si stende con un mattarello, si taglia a rombi e si frigge…lo preparerete con le nonnine dell’Auser.

NARO-artigiani.jpg
Via Dante Alighieri, 26, 92028 Naro AG, Italia

L’arte antica del ferro battuto e della creta e quella moderna del polistirolo

Scoprire il lavoro degli artigiani e dalle loro mani, comprendere quanto tempo serve quanta maestria per creare oggetti unici. Saranno tre i laboratori artigianali aperti ai visitatori: a partire dal ferro battuto, utilizzato per creare i famosi sovra-portoni tipici dell’architettura narese degli ultimi due secoli. Dagli stemmi delle famiglie nobiliari alle iniziali dei borghesi, ogni abitazione aveva la sua insegna o grata,di solito a forma di arco o mezzaluna. La creta invece, era popolare: stoviglie, oggetti di uso quotidiano, vasi, utensili. E tra le mani di Angelo Barbara, diventa arte: mastro vasaio da quando aveva 14 anni, Angelo oggi crea, plasma, modella dando vita a quadri tridimensionali. Arte contemporanea è invece quella di Mariateresa Geraci, giovane artigiana che ha scelto di lavorare il polistirolo espanso, riciclabile, atossico, facilmente smaltibile, quindi profondamente green. Mariateresa lo usa per ricreare i monumenti di Naro in scala.

Cristo-di-Campobello-foto-(3).jpg
CONTRADA FAVAROTTA S.S 123 KM 19 + 200, CAMPOBELLO DI LICATA (AG)

La filosofia della qualità
BAGLIO DEL CRISTO DI CAMPOBELLO
Dopo decenni trascorsi a vendemmiare, la famiglia Bonetta che conduce il Baglio di Cristo di Campobello, ebbe la visione di un nuovo percorso enologico. Con la consapevolezza di avere le risorse giuste, il luogo adatto, uno straordinario microclima e le persone qualificate, prende così vita l’idea del Baglio del Cristo di Campobello, che sin da subito adotta e privilegia una filosofia: quella della qualità. Una riprova? La produzione è limitata all’andamento dell’annata, vendemmia a mano, con l’aiuto di piccole cassette e solo dopo la piena maturazione; vinificazione individuale per ciascun vigneto, rispetto di un territorio unico e prezioso. Il Baglio comprende 35 ettari di vigna, un organismo unico suddiviso in 10 micro-aree. Un luogo incontaminato, dalle infinite sfumature ambientali, vocato alle tradizioni religiose locali e coltivato con passione e dedizione dai suoi tre “padri di famiglia”. Di particolare interesse la panoramica dei vigneti dove vengono illustrate le caratteristiche peculiari del territorio e viene raccontata la storia dell’azienda, ma anche il tour nella cantina in cui è possibile ripercorrere le varie fasi della produzione. Particolarmente pregiati sono i due vini C’D’C’ Cristo di Campobello Bianco IGP Terre Siciliane e Adènzia Rosso Doc Sicilia.

Casa-Vinicola-Morreale-foto-(1).jpg
Contrada Ramalia, 92026 Favara AG

Il Grillo e il vino dei cloni
CASA VINICOLA MORREALE
È stupefacente immaginare di realizzare oggi vini da cloni antichissimi. Ma è possibile. La casa vinicola Morreale, nell’Agrigentino, si trova in un territorio molto generoso fra fascia costiera e fascia marinara, laddove le escursioni termiche sono associate a un’ottima ventilazione. Il tutto garantisce un microclima ideale per produrre uve di alta qualità. Dal 2000 è stata avviata una cantina con l’obiettivo di produrre vini in grado di parlare del territorio, di vini autoctoni portati avanti in questi anni da cloni antichissimi. Grazie alla casa vinicola Morreale possiamo infatti datare la nascita del Grillo: 1874, quando il barone Mendola incrociò Catarratto e Zibibbo, facendo nascere a Favara, per l’appunto il Grillo.

Mostro 4 risultati

Editor Picks

Le Vie dei Tesori
ItalianEnglishChinese (Simplified)

Send this to a friend