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Collegio di Maria e Santa Fortunata (1)(2).jpg
Via Roma, 79, 90020 Baucina PA, Italia

L’antico collegio di Maria: aprono il giardino e il laboratorio

La chiesa di Santa Maria del Lume fu edificata nel 1745 da don Francesco Camerata, religioso di Ciminna che fondò (fra il 1728 e il 1737) anche il collegio, destinato all’educazione delle fanciulle; oggi ospita le suore collegine dell’ordine della Sacra Famiglia.  La chiesa reca incise sull’acero bianco tra le colonne, scene della vita e del martirio della santa, la facciata presenta un bel portale in arenaria. Ma la vera esperienza sarà quella di entrare nel Collegio, fra spazi comuni e celle, dove è possibile respirare la vita monastica di un tempo. Saranno straordinariamente aperti anche il giardino e il laboratorio, per scoprire le abitudini delle suore collegine (prima in semiclausura) che accoglievano le ragazze bau cinesi cresciute a preghiere e lavoro. Ecco il giardino zappato da suor Giovanna, il lavatoio dove ancora oggi suor Antonina lava i panni (e che un tempo serviva per le lenzuola delle educande); la cucina, gli strumenti curiosi di una volta, e il tavolo dove vengono ancora realizzate le conserve (tra l’altro, buonissime) e il particolarissimo forno in mattoni e ceramica della Spinnato Palermo. Alla fine del percorso, si verrà accompagnati nella sala poco distante che accoglie il simulacro di Santa Fortunata e verrà raccontata la storia della Confraternita.

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presepe meccanico baucina

Giorno e notte si alternano sui personaggi del presepe

Cinquanta personaggi si animano e raccontano la vita e i mestieri in un paesaggio rurale intorno alla Natività. Negli anni Sessanta il presepe meccanico di Baucina fu uno dei primi in Sicilia e in Italia. A volerlo fu don Giuseppe Callari, spinto dall’entusiasmo dei giovani del paese. Nella vecchia chiesetta sconsacrata dell’Immacolata posta accanto alla Chiesa Madre di  Santa Rosalia vennero costruite statue in movimento, dissolvenze elettriche, paesaggi curati nel dettaglio. Fu un grande successo da subitonon solo di pubblico ma anche di premi e riconoscimenti. Negli anni il presepe si è modificato e arricchito. Fino al 2013, anno in cui, a causa di un cedimento strutturale della piccola chiesetta, rimase chiuso e venne smontato per evitare eventuali danni. Ma l’entusiasmo dei baucinesi non si è mai fermato e nei 2014 un folto gruppo, formato dagiovani e adulti, guidati dalparroco don Giacomo Millanta e dai primi realizzatori, ha ripreso a lavorare al presepe che dopo mesi intensi è rinato nei locali parrocchiali della sala “Cardinale Salvatore Pappalardo”. Il giorno e la notte si alternano, l’alba e il tramonto illuminano storia e tradizioni popolari dell’entroterra siculo.

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Via Umberto I, 88, 90020 Baucina PA, Italia

Le reliquie della Santuzza fra stucchi e affreschi

Intitolata a Santa Rosalia, ospita l’unica reliquia della Santuzza fuori dai confini di Palermo. Le sue origini risalgono al XVII secolo, voluta dal principe Mariano III Migliaccio. Quando nel 1760 il barone Francesco Calderone acquistò il paese per novantamila scudi, la chiesa fu demolita e ricostruita su progetto dell’architetto palermitano Giovanni Del Frego. La facciata è neoclassica, fra i numerosi stucchi di scuola serpottiana spiccano il drappo intorno alla nicchia dell’Immacolata, l’altorilievo che raffigura il barone Calderone e i quattro matronei su cui si trovano gli evangelisti (opera del baucinese Enzo Puleo). Al centro del catino absidale il maestoso Crocifisso ligneo della seconda metà del ‘700 è attribuito a Filippo Quattrocchi. Sono recenti, del 1972, i quattro affreschi raffiguranti Mosè con le tavole della legge, Giuditta con la testa di Oloferne, il sacrificio di Isacco da parte di Abramo, il peccato di Adamo ed Eva, fatti realizzare dalparroco Giuseppe Callari.

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baucina

Dalla spiga al forno, la storia del grano. Si prepara (e si gusta) il cuddiruni

A Baucina è stato aperto di recente l’Oikomuseo del grano e della cultura locale che racconta  natura , riti antichi e vita d’un tempo. La visita consisterà in una passeggiata fra luoghi all’aperto, antiche dimore e mostre d’oggetti – poveri ma pregni di valore – e culminerà con l’esperienza della produzione e dell’assaggio del “cuddiruni”, antenato della pizza a base di pomodoro, cipolla, formaggio e pangrattato. Il percorso sarà molto di più che una visita, ma un viaggio nel ritmo del tempo che, nella storia e nelle stagioni, viene battuto dal ciclo del grano in un intrecciarsi continuo fra vita dei campi e riti religiosi figli di tradizioni millenarie che hanno a che fare con la dea Cerere.

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