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Via Concerie, 21, 92010 Burgio, AG, Italia

Un tesoro di opere e paliotti e le 50 mummie dei notabili

La chiesa e il convento dei Cappuccini risalgono alla prima metà del Seicento. Il primo edificio, ultimato nel 1637, ospita quadri del XVIII secolo, attribuiti a fra’ Felice da Sambuca. Allo stesso periodo risale anche la pala d’altare, racchiusa da una cornice lignea barocca, attribuita allo Zoppo di Gangi, che rappresenta Gesù immerso in una vasca piena del sangue delle ferite della Crocifissione, con attorno la Madonna, San Francesco e alcuni religiosi rappresentati nell’atto di raccoglierlo all’interno di anfore. Altra opera dei frati sono i paliotti in carta, stoffa e foglie di grano. Scendendo nella cripta, sulla sinistra della navata, ecco il Museo delle Mummie, inaugurato vent’anni fa dal Comune. All’interno, i 50 corpi mummificati di burgitani vissuti tra la fine del XIX e gli inizi del XX secolo con i corredi funebri (monili e tessuti pregiati, scapolari a cappelli, scarpe, calze e altri piccoli oggetti).

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Via Arcuri, 25, 92010 Burgio AG, Italia

La tradizione dei ceramisti in arrivo da Caltagirone

Salvaguardare e valorizzare la ultrasecolare produzione della maiolica di Burgio. È questo lo scopo del Muceb, il Museo della ceramica, inaugurato dieci anni fa  all’interno del Convento dei Padri Riformati, accanto alla chiesa di Santa Maria delle Grazie. Uno spazio dove ripercorrere l’evoluzione di questa fantasiosa arte artigiana che si sviluppò tra il XVI e il XIX secolo, portata a Burgio da alcune famiglie di Caltagirone, convinte a trasferirsi sia per la ricchezza di argilla, carbone e acqua del territorio, che per l’allora florida attività edilizia nei paesi della provincia di Girgenti. A partire dalla fine del Cinquecento furono numerose le botteghe sorte in diversi quartieri della città. Un’espansione agevolata anche dai matrimoni tra ricche possidenti locali e i ceramisti di Caltagirone, che mantennero vivi a lungo i contatti commerciali con l’ambiente calatino, soprattutto per l’acquisto di ossidi e smalti.

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Piazza Roma, 1, 92010 Burgio AG, Italia

La chiesa barocca e rococò adornata per espiare un omicidio

All’ingresso orientale del paese, la chiesa di San Giuseppe mostra un’unica navata interamente decorata con stucchi e affreschi. È stata edificata nel 1623, armonioso mix di architettura barocca e rococò. Il suo prospetto esterno presenta un frontone triangolare intagliato con elementi decorativi, mentre le linee della facciata sono ornate da tre lesene scanalate, sormontate da capitelli ionici. Il campanile possiede la cuspide abbellita da maioliche policrome. Risalgono invece alla prima metà del 1700 gli affreschi sulle pareti e sulla volta a botte della chiesa che raccontano episodi della vita della Sacra Famiglia e la cosiddetta Gloria del Paradiso. Uno di questi dipinti rappresenta in particolare la Morte di San Giuseppe, argomento piuttosto raro nella curia siciliana. Si racconta che tutte le opere vennero realizzate per espiare un omicidio commesso dal prete della chiesa. Nel tentativo di difendersi da due ladri penetrati nottetempo nella sua abitazione, ne uccise uno. Dal 1968 a causa del terremoto che colpì la Valle del Belice, la Chiesa di San Giuseppe subì una serie di danni che la chiuse al culto fino al 1980. 

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Via Santa Lucia, 57, 92010 Burgio AG, Italia

Il castello dei nobili Peralta guardato a vista dalla croce

Il castello dei Peralta sorge su un’altura sopra il paese, costruito sulla roccia dura e circondato da due torrenti (Garella e Tina) che anticamente scorrevano nel fossato che lo difendeva. Il Fazello e il Nicotra parlano della sua origine saracena, il Villabianca cita un fortino precedente all’anno mille, il Bellafiore aggiunge una torre tra il XIII e il XIV secolo. Per entrare nella fortezza si passa sotto un arco ogivale a doppio rincasso, attraverso una scala rimovibile. La facciata del castello guarda a mezzogiorno e nel muro verso oriente è collocata una finestra bifora. L’interno è a due livelli, divisi in sale spaziose collegate da una scala interna, e si visita anche la sala destinata anticamente alla cappella. Non è agevole arrivarvi, si deve affrontare una lunga e faticosa scalinata, che porta direttamente alla spianata posta davanti al castello, dove sorge una grande croce, protagonista delle funzioni religiose del Venerdì Santo, quando tutto il paese si reca in processione al Calvario di Cristo, a mezzogiorno. A far da corona al castello, la zona più antica di Burgio, di impronta araba, caratterizzata da un impianto urbanistico formato da strade strette e tortuose, piccole case ed archi. Il Castello, in parte distrutto, è ristrutturato in questi ultimi anni.

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Corso Vittorio Veneto, 216, 92010 Burgio AG, Italia

La Madrice degli undici altari con il normanno Crocifisso di Rifesi

Non esistono documenti sulla data di edificazione della chiesa dedicata a Sant’ Antonio Abate, protettore di Burgio, ma è probabile, da fonti storiche attendibili, che avvenne durante la dominazione normanna nel XII secolo. Andata in rovina, sulle sue pietre fu riedificata l’attuale chiesa in stile rinascimentale, mentre il campanile risale al XVI secolo e l’intero edificio fu radicalmente restaurato nel 1749. l pavimento interno della Chiesa è in marmo bianco e grigio. Lungo le navate sono collocati ben undici altari e tutti custodiscono opere d’arte che, in alcuni casi, sono di grande valore artistico e storico. I tre portali di ingresso sono massicci e decorati con fregi in pietra. All’interno della Chiesa sono da segnalare la Madonna delle Grazie di Vincenzo Gagini del 1566;  la Madonna dell’Itria di Antonino Ferraro del 1596; il Crocifisso di Rifesi, scultura molto venerata in legno, una delle più antiche sul tema esistenti in Sicilia proveniente dal monastero normanno; l’Icona della Madonna della Consolazione del XIII secolo. Molto bello il portale destro scolpito in pietra nel 1846 sul quale è sovrapposta una lunetta incorniciata in marmo bianco che racchiude la Madonna tra due santi in bassorilievo.

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