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Via Vittorio Emanuele III, 52, 90025 Lercara Friddi PA, Italia

La villa in stile british diventata museo dello zolfo

Un elegante costruzione ottocentesca in perfetto stile inglese un tempo dimora della famiglia di imprenditori dello zolfo, Rose-Gardner: è oggi sede del Museo Civico che presenta sezioni di archeologia, etnoantropologia e mineraria, con numerosi reperti rari come le lamine bronzee, un’edicola votiva, i pithos e l’arula decorata con una biga trainata da cavalli. Nel 2010 Villa Rose viene istituita dalla Regione Siciliana sede del Parco Archeologico Industriale e Museo della Zolfara. Negli antichi giacimenti di zolfo dell’entroterra siciliano, fino alla prima metà del ‘900, venivano impiegati contadini e “carusi”, oltre alle donne impegnate nella dura attività estrattiva. Nell’area di Lercara lo sfruttamento avvenne fino al 1828 nei quattro giacimenti ubicati a Colle Serio, Colle Madore, Colle Friddi e Colle Croce

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Piazza Duomo, 5, 90025 Lercara Friddi PA, Italia

La Matrice barocca voluta dal principe e la cripta con un raro orologio meccanico

Al centro della piazza e accanto alla sua dimora, tra il 1702 e il 1721, il principe Giuseppe Scammacca fece costruire l’attuale chiesa Madre di Maria Santissima La Neve, a tre navate e a croce latina, che sostituì la vecchia parrocchia dedicata alla Madonna del Rosario (oggi centro sociale). La facciata attuale, di recente restaurata, è stata costruita dall’ingegnere Lazzarini. All’interno, il teatrale e barocco altare del Santissimo Crocifisso, l’altare dell’Immacolata con una pala del 1820 del pittore Burgio e il simulacro ligneo della Madonna della Neve. Una delle cappelle ospita una statua lignea ricoperta d’oro della Santissima Vergine del Carmelo che è stata patrona degli zolfatari lercaresi; la tela con la Discesa dello Spirito Santo e quella della Madonna del Rosario, capolavoro seicentesco che viene dall’antica chiesa Madre. Per finire c’è il museo con una collezione di suppellettili liturgiche e la cripta con un orologio meccanico del 1870 opera dei fratelli Scibetta, oltre ad una mostra di circa 1.000 presepi

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Piazza Giulio Cesare, 3, 90025 Lercara Friddi PA, Italia

Nel borgo dei nonni di The Voice, è nato il primo museo dedicato a Sinatra

Le origini lercaresi di Frank Sinatra provengono dai nonni paterni di The Voice, Francesco Sinatra e Rosa Saglimbeni, che salparono da Napoli verso l’America a bordo della Spartan Prince. Negli Stati Uniti, Francesco trovò lavoro in una fabbrica di matite, e Rosa avviò un negozio di alimentari: il figlio Antonino Martino sposò Natalina Maria Vittoria Garaventa, originaria di Lumarzo, in provincia di Genova, e da loro nacque nel 1915 a Hoboken, nel New Jersey, il piccolo Frank. Per celebrare il ventesimo anniversario della scomparsa di Sinatra, Lercara ha deciso di dedicargli il My Way Museum, ricordando così anche i tanti emigrati mai rientrati a casa: è il primo museo di questo genere in Europa, costruito su un primo nucleo di oltre 300 pezzi tra dischi, articoli e foto su Franck Sinatra, donati dall’appassionata Irene Soggia, a cui si sono aggiunti altri cimeli – esposto persino un disco autografato -, donazioni di cittadini appassionati e amici dell’artista.

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Corso Giulio Sartorio, 109, 90025 Lercara Friddi PA, Italia

I buoi si rifiutarono di proseguire e il Crocifisso rimase nel borgo

La fondazione della Chiesa di san Matteo risale alla fine del XVII secolo per volere del barone Scammacca. Ad unica navata ospita arredi ed opere d’arte come il quadro della Presentazione al tempio di Gesù, una statua della Madonna della Cintura con Santa Monica del 1700, l’altare della Madonna di Trapani a motivi floreali e arabeschi con una statua di scuola gaginiana e una statua di Santa Rosalia. E’ molto venerato il simulacro del Santissimo Crocifisso, realizzato tra il XVI e il XVII secolo:  si racconta che fosse destinato alla vicina Castronovo ma i buoi che trainavano il carro si impuntarono e non vollero più saperne di muoversi. Segno della volontà divina e il Crocifisso rimase a Lercara. Nel coro c’è un quadro del ‘600 con San Gregorio proveniente dall’omonima chiesa ormai distrutta, mentre nella sagrestia si può visitare un museo di ex voto, antichi messali e arredi sacri, la croce d’argento del Crocifisso e una stele con l’Anima santa del Purgatorio

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