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Via Castello, 6, 98065 Montalbano Elicona ME, Italia

Storie di re e di alchimisti sulla rocca ricca di ogni bene

Con le imponenti mura merlate, domina Montalbano, che gli è cresciuta nel tempo attorno. “Rocca assai aspra a salirvi e scendervi ma ricca di ogni bene”, la descrive il geografo arabo Idrisi. Come molti monumenti siciliani la sua storia è stratificata dai vari popoli e dominatori che vi sono passati: su preesistenti costruzioni bizantine e arabe sorge prima un fortilizio normanno poi un palazzo svevo-aragonese. Quando la colonia lombarda si ribella a Federico II, il castello, abbarbicato alla roccia, viene distrutto e poi ricostruito dall’imperatore. Il re aragonese Federico III lo sceglie come residenza. Vi soggiorna d’estate per curare la gotta con le acque locali su consiglio di Arnaldo da Villanova, figura di primo piano del sapere medievale europeo, originale al punto da rischiare il rogo dell’Inquisizione. Filosofo, medico, alchimista con fama di mago, morì in mare mentre stava raggiungendo Genova. I suoi libri furono bruciati dall’Inquisizione. La sua tomba è ospitata nella cappella del castello e fu ritrovata soltanto nel 1969. Le mura sono caratterizzate da diciotto grandi finestre aperte sopra le feritoie sveve che testimoniano il mutare del suo utilizzo. Nell’ampio interno, si può immaginare la vita del castello anche attraverso una parata di antiche armi bianche, costumi e strumenti musicali d’epoca. E fantasticare di un tesoro sepolto dai templari.

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Via Giardino, 14, 98065 Montalbano Elicona ME, Italia

Semplice, in stile catalano, nasconde una sorpresa

Una chiesa di piccole dimensioni, in cima ad una breve scalinata che vale la pena di salire perché nasconde al suo interno una sorpresa. Sono pochissimi gli esempi di architettura catalana in Sicilia e uno di questi è la chiesa trecentesca di Santa Caterina. Il portale è in stile romanico e sopra le antiche pietre della facciata spicca un merlo ghibellino. Lo spazio interno di una sola navata è contenuto e semplice. La volta del presbiterio, ricavato da un antico torrione, è a crociera e riverbera costruzioni federiciane. Protagonista dell’interno è la statua di estrema bellezza di Santa Caterina d’Alessandria di scuola del Gagini. Caterina, una bella ragazza egiziana che si era convertita al cristianesimo, guarda il cielo in attesa del martirio avvenuto sotto l’imperatore Massimino Daia. Le cento pieghe del mantello sembrano vibrare come fossero di stoffa viva e non di duro marmo. La storia del martirio è illustrata sotto la statua da splendidi bassorilievi, con il riferimento alla ruota del supplizio spezzata secondo la leggenda a contatto con il corpo della santa. Per questo motivo Caterina fu poi decapitata. Al parapetto dell’altare una “Cena Domini” della scuola di Guido Reni. 

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Via Provinciale, 11, 98065 Montalbano Elicona ME, Italia

Luoghi, feste e personaggi: il borgo in bianco e nero

Un secolo di vita di Montalbano raccontato in oltre duecento fotografie. Volti, feste e raduni in piazza, la vita di ogni giorno. Di fronte alla chiesa di San Nicolò, sulle pareti rosse del palazzo della Fondazione Parlavecchio, dell’omonima fondazione, la collezione di Eugenio Belfiore tiene viva la memoria di Montalbano Elicona. Una mostra voluta e curata dal figlio Nicola che continua la tradizione del padre. Accanto alle immagini in bianco e nero realizzate dal fotografo a partire dal 1949, rigorosamente stampate con gli acidi in camera oscura, quelle riprese da antichi dagherrotipi e altre di fotografi dilettanti. Sono esposte sulle pareti divise per temi. Per concludere che nella vita di questo borgo c’è la memoria di tutti anche la nostra: i contadini con i muli, le feste ginniche di massa, i primi bus e trattori a motore, fino al complessino musicale degli anni Sessanta.I personaggi del borgo con i loro soprannomi, U’ “Piscirussu” o Turi “U Fugaru”. Foto che spesso venivano inviate ai parenti emigrati negli Stati Uniti. Per non dimenticare. Se i costumi sono cambiati, le quinte medievali di Montalbano all’ombra del castello sono immutate, indifferenti al trascorrere del tempo.

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