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Via Campanile, 40, 90038 Prizzi PA, Italia

La storia di nobili famiglie e le statue dei “vicchitti”

La sua edificazione si perde nella notte dei tempi. La chiesa di Sant’Antonio è legata a due fattori: l’arrivo a Prizzi dei cistercensi e la cristianizzazione dei Bonello, nobile famiglia normanna conosciuta soprattutto per Matteo, signore di Caccamo.
Basta osservare il campanile per cogliere uno del leitmotiv di questo borgo: la forte presenza della dominazione araba. Il campanile di Sant’Antonio era in origine (come accade spesso da queste parti) una delle tre torri di avvistamento e conserva la cupola con richiami arabi. Nella storia di questa chiesa entra un’altra nobile e antica famiglia, quella dei Villaraut che si dice donarono il gruppo marmoreo della Madonna con Gesù Bambino (per tutti l’Annunziata), di scuola gaginiana. Dobbiamo immaginare quest’opera d’arte con colori brillanti, come quello del manto e delle stelle, di cui ora rimane solo qualche traccia. Inalterato, comunque, è lo splendore. Un altro gioiello è il gruppo ligneo dell’Altare della Vergine dell’Idria, che raffigura la Madonna con il Bambino. Ai lati, i “vicchitti”, come vengono affettuosamente chiamate le statue dei due monaci basiliani, che si reggono con il bastone e hanno un profondo e antico sguardo a cui è impossibile rimanere indifferenti.

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Via Giuseppe Garibaldi, 32, 90020 Bompietro PA, Italia

 L’avvocato casaro che riscopre i formaggi antichi

 Prendete un avvocato che ha voglia di nuove avventure. Lascia la toga nel 2009 e riscopre, anzi si dedica, ai formaggi. Giovanni Messina compra un caseificio “morto” e lo fa rinascere e proprio di recente ha anche presentato l’ultimo nato, Il Moro. Qui gli animali scorrazzano ancora all’aperto e si nutrono di erba fresca, il latte è unico, saporito. Messina si dedica solamente alle pecore, assume un bravo casaro, un agronomo consulente, ma specialmente è lui che studia con impegno, capisce che il latte deve essere di ottima qualità, anche se lo si paga più caro, e che deve essere lavorato entro 24 ore dalla mungitura e provenire da una zona non lontana dal caseificio. Le  varietà di formaggi oggi sono 18 e Messina ama ancora divertirsi a sperimentare. La visita al Caseificio Bompietro sarà una vera esperienza e alla fine andrete via con il vostro bel formaggio in borsa.

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Via Umberto, 34, 90020 Bompietro PA, Italia

 La nonnina novantenne che tesse con gli angeli

 È stata insignita nel titolo di Patrimonio Umano Vivente e iscritta nel REI (Registro delle eredità immateriali della Sicilia) come “unico detentore di particolari conoscenze e abilità necessarie e indispensabili per la produzione di determinate eredità immateriali della Regione Sicilia”: insomma, siamo di fronte ad un simbolo. Anna Messineo, nonnina novantenne, è una maestra tessitrice di grazia straordinaria. Mostrerà come da un antico telaio storico può nascere tanta bellezza impalpabile, dalle sue dita antiche sbucano merletti, sfilati, filet che sembrano tessuti dagli angeli.

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Via Cesare Battisti, Bompietro, PA, Italia

 Il mago siciliano dei bastoni intagliati

 Damiano Sabatino è un Tesoro vivente dell’Unesco, i suoi bastoni intagliati hanno uno stile unico e particolarissimo. E un architetto-intagliatore che lavora il legno, realizzando manufatti che sono vere opere d’arte. Bastoni personalizzati, ma non solo. La sua arte è nata da emigrato, quando lavorava nell’Alto Varesotto, una zona con tanti boschi simili a quelli delle Madonie. Per rendere meno lunghe le giornate, Damiano recuperò l’antica abitudine dei pastori, intagliare il legno. I suoi lavori sono belli da vedere, ma hanno anche una storia da raccontare. Sono tutti oggetti con un’anima, come il bastone con Barbablù di Petralia, o quello dedicato alla Madonna dell’Alto. Sono in legno di sorbo, il più duro, soprattutto se si tempra prima con il fuoco. Oppure in biancospino, che va raccolto con la luna calante: seguendo questo piccolo segreto, il legno si può lavorare molto meglio.

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Via Messineo, n°203, 90020 Bompietro PA, Italia

La scultura del sale da Guinness dei primati

 Dalle sue sapienti e virtuose mani prendono forma splendide opere d’arte, veri e propri capolavori, un repertorio presentato nei linguaggi diversi della scultura, opere che non parlano a tutti ma che hanno a che fare con la vita in genere anche quando sono lo specchio delle vicende personali dell’artista. Sospeso fra tradizione e attualità lo scultore Gianfranco Macaluso, 47 anni, laureato all’Accademia di Belle arti, sta lavorando alla scultura di sale più grande al mondo, opera che potrebbe entrare nel guinness dei primati. Ma Gianfranco non lavora solo il sale, ama anche l’argilla, il marmo, il bronzo e il legno: i suoi capolavori sembrano sorprendentemente vivi, animati, tra un miscuglio di materiali dove traspare lo spirito di un artista illuminato, con la mano sempre tesa verso l’alto. Vi riceverà nel suo laboratorio, un solo visitatore per volta.

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Corso Giuseppe Mazzini, 188, 90020 Castellana Sicula PA, Italia

La prima volta a cavallo con addestratori esperti

Il battesimo della sella è un momento unico, che non si dimentica mai. Permette di entrare a stretto contatto con la natura e di scrivere una nuova esperienza nel libro della vita. L’emozione di salire per la prima volta a cavallo e di creare empatia con questo animale è indescrivibile. Ecco quindi l’occasione per farlo al Centro addestramento Sicilia, che è insieme associazione, club, maneggio e scuola. Un giro a cavallo o sul pony che viene proposto per avvicinare grandi e piccoli all’equitazione o semplicemente per fare un’esperienza speciale.

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Via Giacomo Matteotti, 33, 90020 Castellana Sicula PA, Italia

Il dipinto che nasce sotto gli occhi dei visitatori

Sembra il laboratorio di un alchimista. Uno spazio enorme, che custodisce tutta la storia di Croce Taravella, uno degli artisti siciliani più celebrati dell’ultimo trentennio. In questo spazio – una ex discoteca riconvertita al nuovo uso – si trovano le opere realizzate quando Taravella ancora studiava all’Accademia di Belle Arti di Palermo, i suoi primi tentativi astratti, i dipinti su lamiera che lo hanno reso famoso, le tele e alle carte degli ultimi anni fino a giungere, in fondo allo studio, nella stanza delle sculture: terrecotte invetriate, cementi, composizioni di gesso, legno e lamiera. Qui i visitatori potranno fare un’esperienza davvero straordinaria: assistere alla realizzazione di un dipinto dal vivo, in un’esperienza-happening che dialogherà con le opere in ferro di Mario Bellomo, un altro artista madonita che ha scelto di vivere in campagna, in una condizione di quasi romitaggio, circondato dalle sue sculture che realizza con oggetti di scarto meccanici.

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Corso Giuseppe Mazzini, 172, 90020 Castellana Sicula PA, Italia

Il laboratorio di pipe dell’artigiano-artista

Andrea Di Gangi è un giovanissimo artigiano che nel suo laboratorio crea gioielli e pipe. Diplomato all’Istituto d’Arte, si dedica alla pittura, alla scultura e alla modellazione per poi arrivare ad aprire un laboratorio di oreficeria. Successivamente si affaccia al mondo della pipa da autodidatta e dimostra subito grandi capacità manuali e un gran senso del gusto e del bello. La qualità delle sue pipe è di un ottimo livello e continua a migliorare con l’esperienza. Una giovane voce nel mondo della pipa che sicuramente farà parlare molto di sé. I visitatori potranno conoscere attraverso la sua voce questo mondo affascinante, partecipando a tutti i passaggi della lavorazione: dal legno alla pipa artigianale.

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Via Madonna di Pompei, 2, 90030 Giuliana PA, Italia

Un’oasi a contatto con il bosco dove scoprire natura e arte

Volete “semplicemente” imparare a stare nella natura e a goderne? Ecco la proposta giusta per famiglie con bambini, ma anche per piccoli gruppi di appassionati della vita en plein air o per chi vuole respirare aria buona. L’invito è a scoprire uno dei luoghi naturalistici più belli dei Monti Sicani. Si tratta del Parco Sant’Anna che è nel comune di Giuliana, al confine fra le province di Palermo e Agrigento. Si scoprirà un’area naturalistica di roverelle e lecci dove l’associazione culturale EcoParco Sant’Anna condurrà in una passeggiata-esperienza tra arte e natura. I visitatori saranno coinvolti in un’attività artistica a stretto contatto con il bosco, per stimolare creatività e connessione con il luogo. E dunque si esplorerà l’ambiente respirando l’aria del bosco, si scopriranno gli elementi naturali per utilizzarli in maniera artistica e creativa. Si capirà come vivere la natura e starvi in mezzo nella maniera giusta.

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90030 Godrano PA

Don Pino portava qui i giovani: era estate e avevano bisogno di respirare. E sempre in contrada Portella di Pero, a 700 metri di altitudine, la Missione Speranza e carità di Biagio Conte ha creato un centro di spiritualità all’aperto dove accogliere chi vuole unire natura e fede, ed entrare in sintonia. In una capanna è stato allestito un presepe, con otto statue realizzate da Rosario Vullo; è presente un percorso per i disabili, che porta ad una simbolica rappresentazione del Golgota ed un grande altare con un tavolo in legno simbolo dell’Ultima cena di Gesù con i discepoli. In futuro è prevista la realizzazione delle tappe della Via Crucis.

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Via Collesano, 39, 90010 Isnello PA, Italia

Tra le mani preziose delle donne per imparare i segreti del filet

Filet, ricami, sfilato siciliano. Qui a Isnello queste nobili arti femminili, altrove ormai legate ai tempi andati, sono una tradizione viva e praticata da giovani e anziane per i corredi e il tovagliato della casa, i paramenti sacri e preziose applicazioni per l’alta moda e l’arredo di design. Un repertorio antico, che attinge a fiori, putti, volatili, volute, rosoni delle chiese chiaramontane della Sicilia. In questa occasione si potrà assistere al lavoro delle donne e osservare direttamente dalle loro mani come antichi gesti e intrecci arcani di trama e ordito possano generare incanto di pizzi e bellezza. Dai cassettoni delle nonne usciranno fuori tessuti tesori, il tutto incastonato nella cornice del Museo Trame di Filo, realizzato nel 2009 dal Comune di Isnello, con il contributo finanziario della Provincia di Palermo e dell’Ente Parco delle Madonie, importante presidio di comunità e di trasmissione di questa tradizione, patrimonio materiale di un sapere ereditato, da custodire e tramandare.

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Piazza Mazzini, 1, 90010 Isnello PA, Italia

Tradizioni da scoprire tra cunti, canti e “piduna”

Ci sono mani che raccontano storie e gesti antichi che raccontano vite. L’identità vera di un borgo antico risiede e si conserva tra le sue case, nei suoi “curtigghi”, nel dialetto della gente che lo vive da sempre. A Isnello, piccolo borgo di pietra, sospeso tra le sue montagne e un cielo limpido trapunto di stelle, i vicoli sono vive trame di umanità. Passeggiare e perdersi nel nugolo di stradine tra le chiese, all’ombra dei ruderi dell’antico castello, significa fare un viaggio nel tempo alla scoperta di curiosità da chiedere, per intessere rapporti che generano legami. Si è tutti parenti in piccolo centro e se non lo si è, lo si diventa. Andare a trovare la zia Caterina è fare un tuffo nel passato. Seduti fuori, al fresco del cortile, per ascoltare storie di come si carda e fila la lana, di come aghi che si intrecciano a formare nodi danno vita a delle cose uniche e rare, da chiamare solo con il loro nome. Il fuso si arrotola su se stesso e la lingua si scioglie in “cunti e canti” che spiegano la tradizione, che narrano di come generazioni contadine convivevano coi signori, storie di bimbi diventati grandi che “jucannu, jucannu” conquistarono la loro libertà e diventarono amministratori “nelle Americhe”, di pastori che indossavano “piduna”, le antiche calze filate e tessute a mano con fili di lana vergine e cotone, calde d’inverno, fresche d’estate, robuste e massicce come la fierezza di appartenere a una comunità laboriosa e unita dove il tempo sembra essersi fermato per stabilire un punto di contatto tra passato e presente da restituire in chiave di avvenire alle generazioni che verranno.

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Via Cupane, 64, 98070 Mirto ME, Italia

Alan Lomax e la banda musicale, omaggio al grande etnomusicologo

È il luglio del 1954 quando un bizzarro americano arriva in Italia con l’intento di registrare la straordinaria varietà e bellezza delle musiche della tradizione popolare. Si chiama Alan Lomax, ed è uno degli etnomusicologi più importanti al mondo. Dopo avere girato mezzo pianeta, dall’Europa all’America, resta folgorato dalla Sicilia e si ferma a Mirto dove incide tre canti contadini che finiscono nella raccolta “The Alan Lomax Collection, Italian Treasury, Sicily”. Contadini che – racconta – “cantarono per me la più commovente canzone che io avessi mai sentito in tutta Italia, una canzone che mi ricordò l’infinita pena dei neri del Mississippi e del Texas”. Adesso un evento speciale ricorda in musica quest’esperienza straordinaria, con un concerto che vedrà insieme la cantante Oriana Civile e la banda musicale di Mirto. Per l’occasione, sarà intitolata una piazzetta ad Alan Lomax, allestito un itinerario Lomax con installazioni di gigantografie del suo itinerario siciliano e per l’occasione l’etnomusicologo Sergio Bonazinga del centro A. Lomax di Palermo e curatore della mostra, terrà un convegno sul personaggio Lomax.

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Via Dante Alighieri, 26, 92028 Naro AG, Italia

Il dolce arabo da preparare a “occhio”

Arrivò con gli arabi ma poi divenne uno dei segreti meglio custoditi dalle donne di Naro. Il latte fritto (u’latti frittu) si fa con poco, è un dolce povero, ma già dal profumo che sprigiona – cannella e tanto limone – fa innamorare immediatamente, una passione di cui poi non si riuscirà a fare a meno. Durante il laboratorio, verrà spiegata la preparazione e alla fine si potranno assaggiare questi dolci meravigliosi, preparati durante il periodo di Carnevale. Le donne che lo prepareranno vi bisbiglieranno subito un segreto nell’orecchio: il latte fritto non possiede dosi precise ma ognuno lo prepara “ad occhio”, mettendo il latte sul fuoco con dentro due cucchiai di zucchero, cannella e buccia di limone grattugiato. Quando comincia a bollire, si aggiunge la farina piano piano mescolando con un cucchiaio di legno fino ad ottenere un composto denso da spianare e lasciar raffreddare. Si stende con un mattarello, si taglia a rombi e si frigge…lo preparerete con le nonnine dell’Auser.

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Via Dante Alighieri, 26, 92028 Naro AG, Italia

L’arte antica del ferro battuto e della creta e quella moderna del polistirolo

Scoprire il lavoro degli artigiani e dalle loro mani, comprendere quanto tempo serve quanta maestria per creare oggetti unici. Saranno tre i laboratori artigianali aperti ai visitatori: a partire dal ferro battuto, utilizzato per creare i famosi sovra-portoni tipici dell’architettura narese degli ultimi due secoli. Dagli stemmi delle famiglie nobiliari alle iniziali dei borghesi, ogni abitazione aveva la sua insegna o grata,di solito a forma di arco o mezzaluna. La creta invece, era popolare: stoviglie, oggetti di uso quotidiano, vasi, utensili. E tra le mani di Angelo Barbara, diventa arte: mastro vasaio da quando aveva 14 anni, Angelo oggi crea, plasma, modella dando vita a quadri tridimensionali. Arte contemporanea è invece quella di Mariateresa Geraci, giovane artigiana che ha scelto di lavorare il polistirolo espanso, riciclabile, atossico, facilmente smaltibile, quindi profondamente green. Mariateresa lo usa per ricreare i monumenti di Naro in scala.

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Corso Umberto I, 89, Petralia Soprana, PA, Italia

Alla scoperta dello “sfoglio” il dolce conteso delle Madonie

Conteso tra Petralia Soprana e Polizzi Generosa, è il dolce madonita per eccellenza. La leggenda vuole che lo “sfoglio” sia stato creato dalle suore, tradizionali custodi di ricette antiche e prelibatezze. Visto dall’esterno potrebbe sembrare una cassata al forno, ma il segreto sta tutto all’interno della morbida frolla: un gustoso impasto di tuma, zucca candita, cannella e cioccolato. Scoprirete la storia di questo trionfo di profumi e sapori nello storico bar Aspromonte di Petralia Soprana, dove il proprietario Leonardo Albanese con la sua famiglia vi farà assaggiare lo “sfoglio”, accompagnato da un buon bicchiere di zibibbo o malvasia.

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Via Rizzo, 8, 90026 Petralia Soprana PA, Italia

Il cortile di pietra dove il tempo si è fermato

Nel cuore di Petralia Soprana c’è un cortile di pietra dove rivivono tradizioni che sembravano scomparse. Attorno al “curtigghio” si affacciano le case di un piccolo nucleo di residenti, tra cui due palermitane che hanno deciso di lasciare la città per rifugiarsi tra i vicoli del borgo madonita. Giovanna Gebbia e Ileana Arceri hanno pensato di avviare un progetto di rigenerazione urbana, recuperando le attività del passato. Così, ecco un’esposizione di oggetti antichi legati alla vita del paese, agli usi e a mestieri che scandivano il tempo e la vita degli abitanti. Un’esperienza raccontata dagli stessi residenti del cortile che descriveranno gli oggetti e il loro uso, i materiali usati per costruirli, le storie o gli aneddoti che li legano alla vita del luogo.

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Corso Umberto I, 75, 90026 Petralia Soprana PA, Italia

L’eroe delle Madonie nei racconti del poeta
L’eroe delle Alte Madonie raccontato da chi conserva la memoria storica del territorio. Le lotte contadine di Epifanio Li Puma rivivono nelle parole di Giuseppe La Placa, conosciuto dai petralesi come Mastro Peppino, ottantenne poeta e narratore, esperto di tradizioni e credenze contadine della comunità madonita. La Placa rievoca le gesta dell’irriducibile sindacalista, alfiere dei diritti dei lavoratori contro gli agrari eversori della legalità, assassinato dalla mafia, al soldo dei baroni, nei terreni di Alburchia tra Petralia Soprana e Gangi. Mastro Peppino è autore di alcuni volumi che ripercorrono le antiche tradizioni dell’Alto Salso, i riti del fidanzamento e matrimonio, la cucina, i dolci, “cunti” e favole tra sacro e profano. Analizza anche gli aspetti fonetici e sintattici del dialetto parlato nel territorio, tra la fine dell’Ottocento e il Novecento.

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Via Adelasia, 4, 90010 Pollina, PA, Italia

L’uomo che raccoglie le “lacrime” dell’Albero della Vita

Ascoltare Giulio Gelardi vuol dire immergersi in un tempo lontano in cui uomo e natura erano profondamente amici: perché questo signore con la barba bianca è uno degli ultimissimi produttori e raccoglitori delle “lacrime” bianche dei frassini, quella manna che greci e i romani conoscevano come miele di rugiada o secrezione delle stelle. Ma l’etimologia del nome viene dall’ebraico Mân Hu, “cos’è?”, la domanda che gli ebrei affamati si rivolsero quando Dio fece piovere la manna nel deserto. Ma esiste anche una manna che non cade dal cielo, e non è un miracolo: la produce il frassino, che nella mitologia nordica è l’Yggdrasil, l’Albero della vita, le sue radici arrivano al cuore della terra, i suoi rami riempiono il cielo, sulla sua chioma si radunano gli dei. Gelardi racconterà il suo amore per la manna, che è diventata una filosofia di vita; la tecnica di raccolta e la conservazione, e i tantissimi usi benefici di queste “lacrime” vegetali. Durante questa esperienza lungo il vicolo Adelasia incontrerete anche altri artigiani di Pollina che vi sveleranno i loro mestieri e vi delizieranno con degustazioni tipiche del luogo.

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96010 Portopalo di Capo Passero SR

Come pirati, alla scoperta dell’isola e della fortezza spagnola

Come pirati, alla scoperta dell’isola e della fortezza spagnola. Un tempo era una penisola, unita alla terraferma da un istmo sabbioso. Adesso è un’isola, lunga appena milletrecento metri e larga cinquecento. Un piccolo paradiso naturalistico, riserva naturale integrale, con palme nane e perfino un fossile di elefantino nano. Raggiungibile con un breve tragitto in barca su un mare d’incanto, ricco di fondali di pregio e di Posidonia. Ma la sorpresa arriva quando si è sbarcati: una fortezza spagnola tutta da visitare, il Forte di Capo Passero, voluto dal viceré di Sicilia Marcantonio Colonna nel 1583 e terminato sotto il regno di Filippo III, re di Sicilia e di Spagna tra il 1599 e il 1635. Chi vorrà, dopo la visita, potrà poi trattenersi sull’isola per fare il bagno e tornare con una barca più tardi.

NOTE:
– Munirsi di scarpe comode, cappello e acqua;
– 15 partecipanti per ciascuna barca;
– Possibile il tragitto in barca (5 euro andata e ritorno) in aggiunta al contributo

 

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