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Il villaggio fascista abitato da un solo ergastolano

Stavolta siamo ad appena  11 chilometri da Castronovo di Sicilia dove si trova Borgo Riena, uno dei villaggi fantasma emblema delle gloriose speranze fasciste di riqualificazione del territorio. Siamo nel 1941-1942,  il Governo struttura un piano di colonizzazione del latifondo siciliano (che nel 1950 sarebbe stato ripreso dall’Eras, l’Ente per la Riforma agraria in Sicilia) e mette mano a piccoli villaggi residenziali forniti di servizi essenziali. Scuola, chiesa, uffici pubblici, indirizzati ai contadini non abbienti per spingerli a coltivare terreni lontani dai centri abitati. Borgo Riena fu abbandonato nel 1950 e da allora, racconta una leggenda, fu abitato soltanto da tale Totò Militello, condannato all’ergastolo che così evitò la condanna. Arrivare qui vuol dire calarsi in un ambiente surreale, fuori dal tempo, tra ruderi, ambienti abbandonati, finestre divelte e animali in libertà. Le visite sono organizzate con l’associazione Ascosi Lasciti.

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