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12 Largo Castello

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Abstract


La fortezza pentagonale poi dimora nobiliare nel ‘600

Al culmine del centro urbano, a 737 metri sul livello del mare, sorge una fortezza sulla cui origine esistono due teorie: la prima ne attribuisce la paternità a Federico II per i suoi elementi architettonici tipicamente svevi. La seconda, all’aragonese Federico III per la sua lunga permanenza nella cittadina dal 1328 al 1332. Il castello di Giuliana, a cui si accede da un portone principale che conduce ad un’ampia corte compresa tra gli edifici del monastero e del nucleo centrale raggiungibile tramite una rampa in leggera salita; da un lato si affaccia sulla vallata del fiume Sosio e dal lato della torre verso il centro abitato, in asse con la strada che collega il castello alla chiesa Madre. Un unicum siciliano per la sua pianta trapezoidale paragonabile solo al castello federiciano di Augusta. Il nucleo originario, una torre pentagonale di 20 metri, con un edificio retrostante forma un’aquila dalle ali spiegate. Da quassù: un panorama a 360 gradi sui Monti Sicani, sulle province di Agrigento, Trapani e Palermo. Parte di un ampio sistema difensivo che includeva i castelli di Caltabellotta a sud, Prizzi a est, Calatamauro, Batellaro e Calatrasi a nord. Sulla sua cinta muraria, nel 1600, venne edificato un monastero, mentre il castello divenne abitazione nobiliare dei Peralta, dei Luna, dei Cardona e dei Colonna perdendo la sua funzione militare. Secondo una leggenda popolare, tra le mura si aggira il fantasma dell’Infantalinora (l’Infanta Eleonora d’Aragona, morta a Giuliana nel 1405) a guardia di un tesoro che verrà svelato solo a chi, in una notte di luna piena, compirà per sette volte consecutive, il percorso che corre tra la Cuba e il castello, con in mano una candela accesa di cui non si deve assolutamente spegnere la fiammella…

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