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Abstract


Maria Tyndaridis: un culto antico 

La chiesa Madre è dedicata a Maria Tyndaridis – la Madonna nera del monte Tindari scampata alla furia iconoclasta dell’imperatore Leone III Isaurico – e al patrono del paese, san Vito. La chiesa, nitida e formale, appare elegante e austera sulla piazza: costruita nel 1571, ha subito nei secoli diversi interventi ed ampliamenti. I portali risalengono al tardo Cinquecento e occupano la facciata e il lato sinistro dell’edificio. Chi entra nel luogo di culto rimane però folgorato dall’armonia interna, che si dirama per le tre ampie navate. A san Vito, il patrono, è dedicato l’altare addossato alla parete occidentale del transetto. Inserito tra le navate e la zona presbiteriale, c’è invece l’altare maggiore, su cui è posta la sontuosa statua in legno della Madonna del Tindari,. Di ottima fattura anche l’armadio della sacrestia e il fonte battesimale. La chiesa ospita inoltre alcune tele di autori ignoti del XVII secolo, la Madonna del Carmine, le Anime del Purgatorio, San Nicola di Bari, ma anche una notevole scultura in legno della Madonna col Bambino e Sant’Anna. Sono tutte ricollegabili al periodo storico più florido del borgo, a cavallo tra il XVII e il XVIII secolo, le opere raffiguranti San Rocco, San Michele Arcangelo, San Giuseppe, Sant’Antonio, San Francesco d’Assisi, Santa Caterina, l’Addolorata e un busto in terracotta policroma di San Francesco di Paola. 

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