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L’antica Kamicos dei Sicani e i suoi tesori scomparsi

Storia e mitologia. È la miscela che anima il Museo archeologico di Sant’Angelo Muxaro (MuSAM), inaugurato nel 2015 nell’ottocentesco Palazzo Arnone, acquistato e ristrutturato dal Comune per essere destinato a centro espositivo. E’ il racconto di una civiltà antichissima, di una zona abitata sin dalla protostoria e dall’età del ferro. Sant’Angelo è infatti ritenuto il cuore del regno dei misteriosi Sicani. Il racconto del MuSAM percorre un lungo arco che parte dalle formazioni geologiche dei gessi e del sale e giunge al Medioevo, passando per le prime comunità preistoriche. Di queste sono conservati soprattutto reperti in oro ancora enigmatici che forse provengono  dalla rocca di Kamicos, l’inespugnabile cittadella costruita dal leggendario Dedalo, creatore del labirinto di Creta, per il re sicano Kokalos.Oggetti probabilmente riconducibili a un unico, misterioso, ‘maestro degli ori’, forse un artista indigeno formato nella colonia greca di Gela. Nel museo è presente la copia del reperto divenuto il simbolo di Sant’Angelo Muxaro, rappresentato con una installazione all’ingresso del paese: una patera d’oro, risalente al VII secolo avanti Cristo, decorata a rilievo con una fila di sei buoi e una mezza luna. L’originale di questa coppa bassa e larga si trova al British Museum di Londra. Nel Settecento faceva parte della collezione privata del vescovo di Agrigento, Andrea Lucchesi Palli, insieme ad altre tre contenitori simili, andati perduti. Tutte e quattro le patere erano state trovate dentro un’antica tomba e sembra siano servite al culto del dio Apis. La coppa custodita al British Museum giunse a Londra con l’ambasciatore inglese del Regno delle Due Sicilie, Sir William Hamilton, che la acquistò per poi donarla al museo londinese. Nel 2015 questo prezioso reperto è tornato a Sant’Angelo: solo per una breve mostra però, in cui è stato esposto insieme agli altri due gioielli di questo territorio: due anelli-sigillo in oro, oggi conservati al museo “Paolo Orsi” di Siracusa.

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