Informazioni utili


Giorni Apertura

-

Indirizzo

12 Via Cappuccini

Durata visita

-

Accessibilità

-

Ottieni Coupon


Scegli giorno
Scegli orario
Seleziona numero ingressi

Compra solo questa visita

Utilizza (se ce l’hai già) il coupon multi-ingresso da 10 o da 4 visite

Acquista il coupon multingresso da 10 o da 4 visite

Abstract


Leonardo Sciascia  e i “morti ‘nta nnicchia”

Da secoli la cripta del convento dei Cappuccini testimonia il potente desiderio, nascosto nell’anima, di toccare con mano l’antico. Esposto nella cripta, realizzata agli inizi del Settecento, l’antico non abbaglia con tesori mai visti, ma si mostra nei “i morti ‘nta nnicchia”, come sono state sempre chiamate, nella Valle d’Agrò, le 17 mummie di notabili savocesi – vissuti tra il XVIII e il XIX secolo – che qui dimorano eternamente. Il pittore milanese Renzo Corbar le trovò addirittura “allegre”. Amante del buon vino, Corbar, dopo la visita alla cripta, disegnò tre mummie alloggiate nelle nicchie, di cui una con un fiasco di vino in mano. Oggi le mummie non sono più “attaccate” alle nicchie: dopo un grave atto vandalico, nel 1985, sono state sottoposte ad un attento restauro e nel 2011 sono tornate nella cripta, alloggiate in posizione orizzontale. Non piacque lo spettacolo a Leonardo Sciascia, che fu a Savoca nel 1962. Visitò solo la chiesa, evitando di scendere nei sotterranei, “in cui i morti stanno, in piedi nelle nicchie, a far macabro carnevale”. Dallo studio delle mummie di Savoca sono emersi i riti di preparazione post-mortem che venivano adottati al tempo, ma anche l’estrazione sociale dei defunti, le patologie di cui soffrivano e dunque lo stile di vita. Secondo l’antropologo Dario Piombino-Mascali, le mummie sono di persone di rango elevato, non soltanto religiosi, ma anche aristocratici e dignitari, le cui famiglie potevano affrontare le spese relative al trattamento e alla conservazione dei corpi in un luogo ambito e che avevano avuto familiarità con una dieta ricca di zuccheri. Nella cripta, dove si trovavano due colatoi, con 6 e 10 sedili cavi per il drenaggio dei liquami, necessario per una perfetta conservazione, avveniva il primo passo per la mummificazione, anche se nella maggior parte dei casi si tratta di mummificazione naturale. Dopo il drenaggio, i corpi venivano trattati con sale e aceto, a volte riempiti di frammenti di tessuti, foglie di alloro e altri vegetali per mantenere la forma del corpo. La visita è consigliata a chi non sa resistere al fascino di quelle “città” eterne che sono le cripte, luoghi di interesse culturale ma anche cimiteri.

 

Mappa


Editor Picks

Le Vie dei Tesori
ItalianEnglishChinese (Simplified)

Send this to a friend