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2 Piazza G. Guarino Amella

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Abstract


La chiesa tardo barocca e il Crocifisso protetto dall’argento

La chiesa intitolata al santo patrono, martire carmelitano,è una sobria espressione del tardo barocco risalente alla metà del XVIII secolo. Di pianta rettangolare a tre navate con volta a botte, la chiesa custodisce un crocifisso in legno molto particolare perché rivestito di lamelle di argento sì, ma fatta eccezione del viso del Cristo, che appare con il colore del legno originario, scurito dal tempo. Nel XVI secolo i fedeli di rito latino di Sant’Angelo Muxaro riuscirono a preservare quest’opera, scoperta nell’antico abitato medievale sul Monte Castello. Nella chiesa madre non mancano anche opere rinascimentali realizzate da Francesco Guadagnino, artista settecentesco di Canicattì. Tra queste la pala d’altare che rappresenta il martirio di Sant’Angelo e,insieme con altri due suoi dipinti, i riquadri di uno splendido paliotto, con incisioni di gesso scaiola su ardesia, che spiccano sull’altare del Sacro Cuore. La dotazione artistica della chiesa di Sant’Angelo Martire si completa con altre sculture di epochesuccessive: una Sacra Famiglia, scolpita nel legno tra la fine del 1800 e l’inizio del Novecento, si trovasulla navata sinistra della chiesa; a breve distanza, due opere in gesso, rispettivamente un Gesù Nazareno e una Madonna Addolorata, risalenti ai primi del Novecento. 

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