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Abstract


Il ricordo della Grande Guerra e dello scultore che espose alla Biennale

Il ricordo della Prima Guerra Mondiale anche a Condrò è reso tangibile nel Monumento ai Caduti, proprio accanto alla Chiesa Madre. Il progetto dell’ingegnere Francesco Arcidiacono, fu realizzato dall’artista locale Giuseppe Nastasi: l’opera venne inaugurata il 24 maggio del 1935: l’aquila che sovrasta la stele è stata parzialmente ricostruita nel corso dell’ultimo restauro. Poco lontano, tra le piccole stradine che si snodano in un complesso disegno urbanistico legati ai ritmi del mondo rurale che fu, c’è ancora l’antica “cancelleria”, antico punto di riferimento per il disbrigo pratiche dei condronesi. Poco lontano, ecco il monumento funebre allo scultore Antonio Bonfiglio, l’autore della commovente scultura posta sul sarcofago del monumento dedicato al Milite ignoto all’interno del Sacrario di Cristo Re e del monumento a Stefano Cutugno, a Messina. Nato nel 1895, Bonfiglio perde la famiglia sotto le macerie del terremoto del 1908, per mantenersi agli studi, durante il giorno lavora come intagliatore del legno. Fu il primo scultore isolano ad esporre col bronzeo cieco alla Biennale di Venezia nel 1928, dove poi partecipò costantemente dalla sedicesima alla ventiduesima edizione: alla diciottesima presentò il suo epico Colapesce, bronzetto poi entrato nelle collezioni del Comune di Messina. Immenso il suo contributo artistico alla ricostruzione post terremoto.

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