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Il presidio della Marina Militare e il panorama-spettacolo sul mare

Apre straordinariamente al pubblico questo faro ancora attivo della Marina Militare. È un faro d’altura, 83 metri sul livello del mare, alto 36 metri e con una lanterna girevole che si proietta per ben 36 miglia marine, circa 66 chilometri terrestri. Simile a un faro francese, di struttura a prisma ottagonale, candido nella sua pietra bianchissima che si dice fu estratta dalle cave di Marzamemi. Tanto importante da essere presente anche sullo stemma del Comune. Prende questo nome, secondo una leggenda popolare, da un certo Spadaro, un residente che armato di falce combatté contro le incursioni dei pirati libici che assaltarono la costa di Portopalo di Capo Passero perdendo la vita. È entrato in funzione nel 1864 e con i suoi 3 lampi ogni 15 secondi guida le navi emanando una luce che irradia i mari fino a 36 miglia dalla terraferma. A partire dal 1919 venne installata la Stazione Meteorologica di Cozzo Spadaro alle pendici del faro, inizialmente per la sola rilevazione pluviometrica e poi, dal 1929 anche termometrica, tra i principali fornitori di dati climatologici sia per il Servizio meteorologico dell’Aeronautica Militare che per l’Organizzazione meteorologica mondiale. Un tempo veniva alimentato a petrolio. Oggi, complici anche gli sviluppi tecnologici, basta solo una lampadina da 1000 watt che, tramite un ingegnoso sistema di lenti, permette l’illuminazione. Una scala elicoidale di 165 gradini porta fino alla terrazza sommitale, da cui è possibile ammirare un fantastico panorama. A raccontarlo, sarà Giovanni Lupo, guardiano del faro e di altri fari siciliani di cui è custode di aneddoti e di storia.

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