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Autografi e pensieri di grandi nomi che passarono dal bar dell’Hotel delle Palme

Il giardino di Colapesce nasce per iniziativa di Toni Librizzi, un personaggio particolare, per quarant’anni barman del Grand Hotel et des Palmes di Palermo. Un testimone delle visite in Sicilia di famosi personaggi della cultura e della politica. Di questa storia di vita, Librizzi ha conservato quattromila preziosi cimeli che adesso sono esposti nella sua casa di Mirto, in un museo gestito dalla Fondazione Colapesce. Compresi i preziosi album di Librizzi che sollecitava i personaggi di passaggio a lasciare scritto un ricordo, un pensiero, una nota, un disegno. Ha scritto Vincenzo Consolo: “Una mappa questo album di un luogo e di un tempo… Per quale motivo questi personaggi sono giunti a Palermo; quali di essi si sono tra loro incontrati e quali vicende ne sono scaturite? Un romanzo allora si potrebbe scrivere: l’affascinante romanzo dell’Hotel delle Palme di Palermo”. Ogni scritto, ogni oggetto ha una storia. La bacchetta di Mascagni regalata da Ubaldo Mirabelli, sovrintendente del teatro Massimo, una lampada di Edison che viene dalla famiglia della moglie danese Lise. Le serate trascorse con Guttuso e con Sciascia e poi il bicchiere disegnato da Al Pacino, i bozzetti schizzati da De Chirico o da Pomodoro.  I grandi attori italiani, Fo, Buazzelli, Manfredi… All’esterno del Museo una scultura di marmo onice raffigura di Colapesce, personaggio mitico, secondo una leggenda nato a Mirto.

 

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