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Abstract


Le reliquie di Santa Rosalia donate dal cardinale Doria nel 1625

La costruzione della Matrice risale al XIV secolo, all’epoca dedicata al culto di San Nicola, costruita per volere dal potente Federico Chiaramonte. E’ a tre navate, ospita l’urna dorata di Gesù Cristo che viene portata in processione il Venerdì Santo  con la statua dell’Addolorata, accompagnata da “u’lamentu”, canto popolare di antichissime origini tramandato di generazione in generazione. Di solito i più anziani intonano a turno le strofe, le cui parole sono in realtà quasi incomprensibile per il resto della gente, mentre il resto del gruppo crea un eco di urla e lamenti alla fine di ogni strofa. Molti degli affreschi si devono ai fratelli pittori Manno, Antonio e Vincenzo, che lavorarono anche all’eremo della Quisquina. Fu il principe Giuseppe Emanuele Ventimiglia a volere la loro arte per la Matrice. Nella cappella dedicata a Santa Rosalia si trova il busto argenteo con le reliquie donato nel 1625 dal cardinale Doria di Palermo alla comunità stefanese. 

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