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Abstract


Avamposti, carceri, campanili:il racconto di una costruzione 

Nonostante le fortificazioni abbiano garantito una resistenza iniziale, Prizzi venne comunque conquistata dai saraceni nell’830. I nuovi dominatori si affrettarono a occupare le aree in cui già sorgeva una torre, mentre altre due ne vennero innalzate: una in corrispondenza dell’attuale chiesa  Matrice, l’altra a Sant’Antonio. Sembra che fu proprio dall’immagine di queste tre torri che nacque, in seguito, lo stemma di Prizzi, con un saraceno a guardia. E furono proprio le torri di avvistamento a fare da prigione a chi le aveva innalzate: qui, infatti, vennero rinchiusi i saraceni nel 937 dai cristiani prizzesi, aiutati dai borghi di Vicari, Corleone e Bivona. I domini cristiano e saraceno si avvicendarono fino al  1073, quando il normanno Ruggero espugnò tutte le borgate e i castelli saraceni. E le torri di avvistamento? Furono trasformate in campanili e, come accade spesso, aggiunsero un nuovo tassello alle statue del bordo da raccontare.

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