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Abstract


La città fortificata delle bellissime donne che diede i natali ad Epicarmo

Siamo dinanzi al primissimo insediamento dell’antica Castronovo, nelle grotte di Capelvenere e di Annibale, abitazioni trogloditiche riconducibili a popolazioni preelleniche e sicano. Secondo alcuni storici, la costruzione dell’antica fortezza di Castro si deve a Falaride tiranno di Agrigento che, dopo aver risalito il fiume Lico (oggi Platani), assoggettando diversi territori sicani, costruì questa fortezza al limite dei territori cartaginesi e siracusani. L’antica Castro fu celebre nei secoli per la presenza di bellissime donne e per aver dato i natali ad Epicarmo, inventore della commedia (anche se i siracusani non sono d’accordo). I romani conquistarono e demolirono Triocala, Crasto e Scirtea, i pochi superstiti ricostruirono il nuovo sito su Montagna Reale o rupe di San Vitale, dove si trovano oggi rovine di templi greci e romani, oltre agli avanzi di un mulino a vento sulla cresta di un’alta rupe e di due castelli, testimoniati da una torre circolare e di una cisterna e, all’interno della cinta, in precarie condizioni, la chiesetta del Giudice Giusto. Visibili anche fabbricati arabi, tra cui i resti della casa dell’emiro. Sul lato orientale di un costone di roccia arenaria, si aprono moltissime sepolture, 23 del tipo incassate nelle pareti e 7 con tombe a fossa sul pavimento interno di età tardo-antica e bizantina. La grotta più significativa, nota come Grotta di Capelvenere per la presenza della pianta capillo venere, ingloba al suo interno una sorgente e alcove scolpite nella roccia.

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