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18 Via Giuseppe Mazzini

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Abstract


La chiesa costruita in tre fasi ospita una mostra “ignaziana”

Detta anche “Chiesa del Carmine”, conobbe tre fasi di costruzione: la prima nel 1689 (rimane un’elegante bifora murata nel lato est dell’edificio); la seconda nel 1693 e la terza nel 1895 quando, ritenute ormai vecchie le strutture, la chiesa venne demolita e ricostruita in forma più ampia e in stile neogotico su progetto del ripostese Pietro Grasso. Un’idea di come doveva apparire la chiesa all’epoca della sua fondazione , si ottiene dalla tela secentesca della Madonna delle Grazie conservata nell’ala sacramentina della chiesa Madre, dove sono riprodotti nella loro originaria collocazione molti degli antichi monumenti cittadini oggi scomparsi: il campanile a giglio della chiesa di San Michele, il massiccio volume merlato del carcere, la prima chiesa di Sant’Ignazio, il palazzo del Principe e il fonte vecchio sul piano della Matrice. Piedimonte Etneo è l’unico comune siciliano ad avere Sant’Ignazio di Loyola come patrono, e in occasione della ricorrenza del 500° anniversario della conversione del santo, è stata allestita e si potrà visitare una mostra ignaziana.

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