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Abstract


Le origini della chiesa di San Rocco, oggi patrono di Butera, risalgono agli inizi del 1600 per volontà della famiglia Branciforti. Nel 1730 Frate Angelico di Spaccaforno, consegnò la reliquia del santo a Butera, posta sul petto della statua in un ornato d’argento. Nel tempo, l’edificio fu soggetto a una serie di modifiche. Nacque, infatti, come una piccola cappella delle dimensioni dell’attuale navata e in seguito venne realizzata la parte del transetto, poi quella dell’abside e la torre campanaria. Seconda per importanza dopo la Matrice, custodisce numerosi dipinti del ‘700 e ‘800, tra i quali nove tele sulla vita del Patrono, realizzate dall’artista Domenico Provenzano. Molte sono le leggende circa il legame tra il paese e il santo, una delle quali racconta che a Butera, tormentata da terremoti e peste, venne trovata una cassa sulla spiaggia e, una volta aperta, uscirono delle farfalle. Il Papa raccontò dell’arrivo delle stesse farfalle, giunte sino a lui, rappresentanti di san Rocco in persona. La cassa, allora, venne riaperta e al suo interno furono ritrovate le ossa del santo in un ricco reliquiario.

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