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Abstract


Quando la Katabba multietnica celebrò l’arrivo dei normanni 

La Chiesa di Sant’Agata è nota per la Katabba, che ricorda l’arrivo dei normanni e la scacciata degli arabi. La Katabba è il suono congiunto delle campane (simbolo cristiano) e del tamburo (simbolo arabo) che racconta in un crescendo di suoni del galoppo del cavallo del messaggero degli Altavilla, del cammello cavalcato da Ruggero, della cavalleria normanna e di quella araba in fuga, delle grida di gioia del popolo. Si chiama anche Tammurrinata di Sant’Agata perché viene effettuata due volte al giorno dal 17 gennaio al 5 febbraio, festa della santa, compatrona di Monforte di cui si invocava la protezione portando il busto della santa in processione in caso di terremoti. Nello stesso periodo l’arrivo di Ruggero è rappresentato in un corteo storico di epoca medievale. All’interno della chiesa esiste una grotta di Lourdes decorata con centinaia di conchiglie fossili proveniente dal Serro San Bastiano, la collina che domina l’abitato di Pellegrino. Dell’antica chiesa, gravemente colpita dal terremoto del 1783, resta la torre campanaria dove si inerpicano, appunto, i suonatori per eseguire la Katabba che contiene venticinque ritmi diversi. L’arte di suonare questi ritmi si tramanda di padre in figlio. 

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