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8 Largo della Parrocchia

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Abstract


La chiesa recuperata dopo il terremoto con la sontuosa cappella barocca

Nei pressi di quello che in epoca bizantina era il piccolo casale Sichro, oggi sorge la più grande chiesa della città, costruita all’inizio del XVII secolo, poiché la vecchia Matrice era ormai divenuta troppo piccola per il numero dei fedeli. Storia comunque accidentata: venne aperta al culto nel 1701 ma dopo un solo secolo dalla posa della prima pietra, crollò nel 1820 per i danni subiti dal terremoto dell’anno precedente. Venne riedificata nel 1830 ma senza la splendida cupola e i due campanili che adornavano facciata. Lo stile della chiesa è neoclassico e interamente dovuto alle maestranze castelbuonesi dell’epoca. Il grande organo della prima metà dell’800 è opera di Pasquale Pergola, sull’altare maggiore è appesa una grande croce attribuita a Riccardo Quartararo: arriva dalla Matrice Vecchia e è considerata tra le migliori del genere esistenti in Sicilia,, il Cristo non porta i segni del corpo straziato ma la serenità di colui che nel medesimo istante è Uomo e Dio. I due altari laterali sono impreziositi dagli stucchi di Giuseppe Serpotta, la Cappella del Santissimo Sacramento è un trionfo barocco di intarsi, reliquiari e argenti ripartiti su più piani. Esposta anche una portantina settecentesca, con le miniature di Giuseppe Velasquez.

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