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Il Progetto

La Nascita

L’idea nasce nel 2006 nell’ambito delle iniziative del Bicentenario dell’Università di Palermo. Laura Anello, giornalista e ideatrice del Festival, era allora consulente per le Comunicazioni istituzionali dell’Ateneo, con la guida del rettore Giuseppe Silvestri. Il progetto puntò subito coinvolgere la città e a valorizzare il ruolo di “agenzia culturale” dell’Università, affiancando le tante iniziative di impronta accademica che erano state messe in campo nell’occasione. Un’Università che abbracciasse la strada della divulgazione, che fosse disposta a condividere e seminare conoscenza, che non si chiudesse dietro le barriere dell’Accademia. Si realizzava quella che molto più tardi si sarebbe chiamata Terza missione degli Atenei.

Dal 2006 al 2012 il Festival si è svolto sotto l’egida dell’Università e ha coinvolto solo luoghi dell’Università. Successivamente il Festival è diventato un’informale spin off accademico, e nel 2014 si è costituita l’associazione culturale Le Vie dei Tesori costituita da giornalisti e operatori culturali, associazione che due anni dopo ha avuto il riconoscimento di Onlus (Organizzazione non lucrativa di utilità sociale). Oggi l’associazione è in procinto di trasformarsi in Fondazione.
Il progetto si è progressivamente allargato fino a coinvolgere un centinaio tra istituzioni e privati di Palermo (Comuni, enti regionali, diocesi, istituzioni dello Stato, cooperative, associazioni, aeroporti, porti, proprietari di palazzi nobiliari) e, nel 2017, ha valicato le porte della città (clicca qui per le edizioni 2006-2019). Ha coinvolto una ventina di comuni della Sicilia e – grazie alla collaborazione con la Fidam, la Federazione Amici dei musei italiani – è sbarcato in Lombardia, a Mantova, dove si svolge dal 2018. Oggi, accanto al Festival, Le Vie dei Tesori sviluppa altri progetti legati alla sua mission.

La Mission

La mission del progetto si può riassumere in una sola frase: far crescere le comunità a partire dal loro patrimonio, materiale e immateriale. Le Vie dei Tesori è un grande laboratorio di narrazione collettivo, un’occasione di riconoscimento identitario, di inclusione sociale, di allargamento dei pubblici della cultura, di valorizzazione di luoghi e di territori marginali, di cittadinanza attiva e consapevole, di educazione al patrimonio. I luoghi di interesse storico delle città sono infrastrutture culturali intorno alle quali tutta la comunità si ritrova e cresce, e intorno al quale il territorio struttura un’attività di marketing consapevole e partecipata. Il Festival è il principale strumento con cui Le Vie dei tesori attua la sua mission. 

Il Modello di Sostenibilità

Le Vie dei Tesori è un progetto di innovazione sociale che non gode di risorse pubbliche garantite. Ogni anno partecipa ai bandi pubblici che vengono emanati dall’amministrazione regionale e da altri enti.
Per il resto, attua tutto l’anno un’attività di fundraising per portare avanti i suoi progetti, di cui il Festival è il più impegnativo. La principale fonte di finanziamento è data dai contributi dei visitatori che partecipano alle visite e alle attività del Festival attraverso i coupon. Il valore dei coupon consente la massima inclusività e fa del cittadino un partecipante attivo della manifestazione.
I contributi, che vengono suddivisi con tutti i privati titolari/gestori dei luoghi e che quindi sostengono l’intera filiera culturale della Sicilia, sono detraibili dalla dichiarazione dei redditi come donazioni a enti di utilità sociale senza fini di lucro.
Alle donazioni dei visitatori si affiancano le sponsorizzazioni di privati e le attività di vendita degli spazi sui mezzi del Festival (brochure, spazi sul sito, t-shirt) e da attività di merchandising.

La Strategia

Il progetto del Festival lavora su cinque linee-guida.
– La trasversalità, la scelta cioè di rivolgersi con un linguaggio di divulgazione a tutti i pubblici, e non soltanto ai tradizionali fruitori di cultura.
– La seconda, strettamente connessa alla prima, è lo storytelling, cioè il raccontare i luoghi in modo non convenzionale, ma valorizzando il ruolo di quel luogo nella più vasta storia delle città.
– La terza è a messa a rete del patrimonio pubblico e privato, “maggiore” o minore, più noto e meno noto: i luoghi sono aperti negli stessi giorni, negli stessi orari, sono visitabili con un unico strumento, così il grande attrattore trascina il tesoro sommerso, per prossimità geografica o tematica.
– La quarta è la forte spinta alla digitalizzazione, con la semplificazione degli strumenti di fruizione.
– La quinta è la comunicazione innovativa e di qualità, con fotografie e testi d’autore e un uso professionale degli strumenti social.

I Riconoscimenti

Il Festival Le Vie dei Tesori, con i suoi 404 mila ingressi dell’edizione 2019, è diventato oggi una delle principali manifestazioni italiane dedicate alla valorizzazione del patrimonio delle città.
Nel 2016, nel 2017, nel 2018, nel 2019, nel 2020 l’associazione ha ottenuto la medaglia di rappresentanza del Presidente della Repubblica.
Nel 2016, nel 2017, nel 2018, nel 2019 e nel 2020 il Festival ha avuto il Patrocinio del Ministero dei beni e delle attività culturali, del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati.
Nel 2018 ha contribuito alla designazione di Palermo Capitale italiana della Cultura, dopo essere stata inserita nel dossier di candidatura istituzionale.
Nel 2018 il Festival è stato inserito negli eventi di massima rilevanza turistica della Regione siciliana.
Nel 2016 la Fondazione Unesco Sicilia ha voluto inserire nel Festival le celebrazioni per l’apposizione delle targhe dell’itinerario arabo-normanno da parte del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nell’ambito del Festival.

I Risultati

Le Vie dei Tesori è una realtà che, senza risorse pubbliche garantite, produce effetti misurabili in termini di sviluppo e di occupazione. Al di là dell’occupazione diretta (nel 2019 sono stati circa 500 i collaboratori retribuiti, coadiuvati da quasi 300 volontari e da circa 180 universitari, fra tirocinanti e giovani a cui sono stati riconosciuti crediti formativi universitari), gli effetti più significativi sono in termini di indotto. Le Vie dei Tesori infatti agisce da lievito per il territorio, chiamando a raccolta le energie di tutti coloro che vogliono impegnarsi dal basso per la sua crescita. Nel 2019 la manifestazione ha generato 5 milioni e mezzo di indotto turistico in Sicilia, tra alberghi, ristoranti, bar, trasporti, shopping: sono i risultati dello studio condotto dall’Otie, l’Osservatorio sulle economie delle isole costituito da docenti dell’Università di Palermo (guarda qui le rilevazioni Otie). Ma ancor più interessanti sono i risultati in termini di fiducia e di autoimprenditorialità dei giovani. Sulla scia del Festival sono nate associazioni e cooperative che gestiscono luoghi tutto l’anno, che organizzano tour e visite guidate. Alcuni ragazzi che hanno fatto tirocini universitari o esperienze di alternanza scuola-lavoro nell’ambito del Festival hanno scelto di non andare via dalla Sicilia e di provare a investire qui, perché hanno scoperto il valore e le potenzialità del patrimonio dell’Isola.

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Le Vie dei Tesori
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