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Cortile Pellegrini, 90134, Palermo, Palermo, Italia

Un vero e proprio pellegrinaggio, con tanto di passaporto da far timbrare, da compiere in città con i luoghi come mete e tappe di questo viaggio che porterà il “pellegrino” a vedere siti a lui familiari con occhi diversi. Si parte dalla chiesa di Santa Cristina La Vetere e si arriva all’Oratorio di Santa Caterina d’Alessandria, passando dalla chiesa capitolare di San Cataldo attraversando i vicoli del centro storico di Palermo alla riscoperta dei luoghi percorsi dai pellegrini e dei cavalieri medievali. Il filo rosso è quello del pellegrinaggio e dell’accoglienza, promossa nel Medioevo dagli Ordini cavallereschi, attraverso un percorso che ripercorre i luoghi legati a importanti protettori/simboli della città, come Rosalia Sinibaldi e Santa Cristina. La scoperta di una Palermo antica e affascinante, crocevia di viaggiatori e viandanti in cammino verso i luoghi santi. All’inizio verranno distribuiti i passaporti di viaggio.

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Via Filippo Patti, 25, Palermo, PA, Italia

C’era una volta un gigantesco castello, circondato dalle acque e da alte mura e poi due ingressi da terra con ponti levatoi e dal lato del mare un’uscita di emergenza in caso di attacco. Residenza dei viceré spagnoli e, per un breve periodo, sede del Tribunale dell’Inquisizione, il Castello a Mare è uno dei luoghi della città dalla storia più interessante. La passeggiata ne ripercorre le vicende salienti, dalle atrocità commesse per punire gli eretici fino alla folle demolizione che subì da parte dei garibaldini. Di questo glorioso baluardo si vedrà ciò che ne resta e si cercherà di ricostruirlo con l’aiuto dell’immaginazione e di antiche incisioni. La passeggiata proseguirà attraverso piazza XIII Vittime, luogo della famosa rivolta della Gancia, dove poco distanti si trovano i resti della necropoli araba, e passando poi per la via Squarcialupo e per le splendide chiese di San Giorgio dei Genovesi e di San Mamiliano, si giungerà fino al Pantheon: San Domenico.

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Piazza Magione, Palermo, PA, Italia

L’itinerario si svolgerà all’interno del quartiere della Kalsa, la cittadella fortificata fondata dagli arabi quando il Castello Reale si dimostrò poco sicuro per la corte fatimita. Partendo da Piazza Magione, una piazza frutto del susseguirsi di cataclismi naturali e pesanti interventi dell’uomo, costeggeremo l’ultima delle chiese edificate durante la dinastia normanna degli Altavilla, la Chiesa della S.S Trinità o della Magione. Successivamente saliremo sul Baluardo dello Spasimo, uno dei più integri esempi del sistema difensivo del XVI sec., e passando per la via dell’Alloro, il principale asse di servizio che collegava le zone portuali alla città vecchia, giungeremo fino all’antico piano della Marina. Luogo per eccellenza del potere baronale, ma anche sede della giustizia. E’ lì che venivano eseguite le pene capitali inflitte dal Tribunale della Santa Inquisizione che aveva sede allo Steri, che della piazza è simbolo. Non si potrà, infine, non godere della vista del giardino Garibaldi, con il suo immenso ficus e la sua storia drammatica e misteriosa.

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Piazza Duomo, 90044 Carini PA, Italia

E’ una delle storie più misteriose e intriganti che si tramanda in Sicilia (e non solo): la vita e la morte della baronessa di Carini. E dove la si può evocare meglio se non nel “suo” castello, La Grua-Talamanca di Carini, teatro del suo efferato delitto? I partecipanti ascolteranno anche una breve recita dei versi, in vernacolo siciliano, del poemetto “dell’amaru casu” nel salone delle feste del maniero. Del castello si visiteranno le stanze e le terrazze, dalle quali si gode un ampio e meraviglioso panorama della piana sottostante. Ma l’itinerario a Carini non riguarderà solo il castello, ma coinvolgerà la piazza centrale e il corso Umberto con la descrizione degli edifici che vi si affacciano e la narrazione delle vicende che li hanno visti protagonisti nel corso della storia. La chiesa Madre, ad esempio, è del 1492 e venne rimaneggiata in epoca neoclassica. Custodisce opere di Joseph Testa, Tomaselli e “l’Adorazione dei Pastori” di Alessandro Allori del 1578. Ci sono anche stucchi di Procopio Serpotta.

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Piazza Porta Carini, Palermo, PA, Italia

Partendo da un’antica leggenda siciliana, Luigi Natoli, alias Willian Galt, col suo romanzo illustrato pubblicato a puntate sul «Giornale di Sicilia» tra il maggio del 1909 e il gennaio del 1910, mise in scena un intrico fittissimo di relazioni tra personaggi di fantasia e personaggi realmente esistiti sullo sfondo della Palermo dell’inizio del XVIII secolo. Da quel momento i Beati Paoli diventarono il sinonimo di giustizieri. La memoria storica di questo oscuro fenomeno venne rimpiazzata integralmente dalla favola che ha trasformato dei sicari, come si scoprirà durante il cammino tra i vicoli del Capo, in un gruppo di super uomini, coraggiosi paladini del diritto dei diseredati. A partire dai luoghi della finzione letteraria si vaglieranno le ipotesi dell’origine di questa società segreta, nata (forse) per vendicare gli innumerevoli soprusi dei ricchi e dei potenti protetti da autorità corrotte.

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Via Pellerito, 1, 90046 San Martino delle Scale PA, Italia

L’obiettivo, non unico, della passeggiata è di andare alla scoperta della Neviera. Per raggiungerla, si percorre una comoda stradella, da dove si godrà di panorami mozzafiato verso la valle sottostante e in fondo il golfo di Palermo. La neviera era l’antico luogo di raccolta e immagazzinamento della neve, fu un importante attività nei luoghi montani. Nelle vicinanze, inoltre, viene ricordato Rosolino Pilo, esponente garibaldino, che su questi monti perse la vita. Scollinando, ci si immergerà nel cuore di Valle Cuba dove si intercetta una delle antiche strade di comunicazione tra Palermo ed il trapanese. Distanza complessiva di circa 6 km Si raccomandano scarponcini o scarpe da trekking, giacca antipioggia. Si consiglia un abbigliamento comodo a strati adeguato alla stagione.

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Via Vittorio Emanuele, 2, 90034 Ficuzza PA, Italia

Una parte del percorso si sviluppa all’interno di un fitto bosco, caratterizzato principalmente da un querceto, con roverella , lecci, sughera. Durante la passeggiata si va alla scoperta del “Pulpito del Re”, trono scolpito sulla roccia arenaria che il re Ferdinando IV di Borbone usava per cacciare. Continuando ci si imbatte nei resti di antica carbonaia per arrivare ad affacciarci su una terrazza panoramica sulla maestosa Rocca Busambra che domina l’intero Bosco Ficuzza. Ultima tappa del percorso è la sughera secolare che presidia il bosco da centinaia di anni. Si farà conoscenza, infine, con le principali attrazioni del bosco : le querce.

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Foro Italico Umberto I, 1, 90133 Palermo PA, Italia

Strano a dirsi, ma fino al XVI secolo, la città non possedeva una passeggiata a mare a causa delle frequenti mareggiate o degli attacchi pirateschi. Una volta ridotte le aggressioni, fu il viceré Marcantonio Colonna a creare una “passeggiata oltre le mura”, che per secoli rimase la meta preferita per il tempo libero cittadino,, sede delle feste in onore dei re e dei principi, o ancora di concerti musicali, fiere e mercati. Partendo da Porta Felice, come i nobili del tempo, si passeggerà sul lungomare del Foro Italico, ammirando i numerosi palazzi nobiliari che si ergono al di sopra delle mura cittadine e con l’aiuto di immagini e mappe antiche si cercherà di rileggere il sistema difensivo di Palermo alla fine del ‘500. Facendo delle incursioni dentro la città ci si spingerà fino a Villa Giulia, il primo giardino pubblico della penisola italiana e per questo chiamata “Villa del Popolo”.

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Piazza Bellini, 7, 00030 Palermo PA, Italia

Anche gli ebrei sono stati protagonisti della storia millenaria di Palermo. Intorno all’anno Mille, poco fuori le mura meridionali e sulle rive del Torrente Kemonia, gli ebrei palermitani edificarono il loro sobborgo, l’Hârat ‘al Yahûd (quartiere dei giudei). Vi abitarono sino al 1492, anno della storica cacciata. La Giudecca, cui si accedeva attraverso la Porta di Ferro (Bab ‘al Hadid), era suddivisa in due contrade: la Meschita e la Guzzetta. La via Maqueda prima e la via Roma poi, quando furono realizzate (tra il XVI e il XIX secolo), causarono lo sventramento della Giudecca, sconvolgendo l’assetto viario originario: un dedalo di vicoli, piazzette, orti e giardini. Trovare queste tracce, nell’odierno tessuto urbano, è un’impresa difficile, ma non impossibile. Nel percorrere le strade così come si presentano oggi, con un po’ d’immaginazione, il visitatore attento può scoprire il fascino che questi luoghi conservano e tornare a respirare antiche atmosfere.

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Foro Italico Umberto I, 7, 90133 Palermo PA, Italia

A partire dall’ex albergo Trinacria, dove verrà ricordata la scena della morte del Principe e qualcuna delle sue riflessioni politiche finali, si raggiungerà la chiesa della Gancia, dove il 4 aprile del 1860 scoccò la prima scintilla rivoluzionaria e si attraverseranno poi i luoghi che nella mattina del 27 maggio 1860 furono teatro della battaglia garibaldina e in cui, poco più di cento anni dopo, Visconti avrebbe girato gran parte delle scene che quei fatti rievocavano. Si arriverà poi a Piazza Rivoluzione, luogo simbolo della Palermo risorgimentale, dove campeggia la statua del Genio simbolo della città e si trova Palazzo Trigona-Scavuzzo, legato a una delle esperienze più tragiche dell’infanzia di Giuseppe Tomasi. Da Piazza Rivoluzione a Piazza Croce dei Vespri il passo è breve, ma il salto nella memoria storica è di quasi seicento anni: un’altra rivoluzione, quella dei Vespri, che, come quella del 1860, avrebbe cambiato per sempre il destino della Sicilia. Ma più che alla piazza in sé l’interesse sarà rivolto al grande palazzo che la chiude da due lati a angolo retto: Palazzo Gangi, dove Luchino Visconti nel 1962 ricostruì l’ambientazione del palazzo Ponteleone del romanzo e girò l’indimenticabile lunga sequenza del ballo.

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Piazza San Giorgio dei Genovesi, Palermo, PA, Italia

Il racconto della storia della prostituzione si snoda attraverso il dedalo di vicoli del centro storico. Antichi postriboli e taverne chiassose, oggi scomparsi, animavano la vita notturna della città; a fare da contraltare, in una società dalla doppia morale, i pii ospizi che accoglievano meretrici e donne pericolanti. Un itinerario volto a scandagliare l’universo del “mestiere più antico del mondo”, in cui sono labili i confini tra la malizia peccaminosa delle belle di notte e lo squallore mercenario delle schiave d’amore.

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Ingresso Parco Monte Catalfano, Unnamed Road,90011, 90011 Bagheria PA, Italia

La passeggiata permette di immergersi nella natura a pochi passi dalla cittadina delle “ville”: dopo una breve salita si potrà godere di una splendida veduta panoramica su Palermo, per poi addentrarsi e scoprire “zubbi” (profonde cavità) e grotte del monte, Euphorbie ed orchidee spontanee. Il percorso è facile, si srotola interamente su fondo sterrato, con un dislivello poco impegnativo, basta munirsi di scarpe da trekking e di un abbigliamento comodo e resistente. E per chi non vuole perdersi tantissime specie di uccelli – falchi pellegrini, gheppi, poiane, piccioni selvatici, tortore e cardellini – e piccoli animali, è consigliabile portare con sé un buon binocolo.

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Piazza Enrico D'Orleans, 29, 90134 Palermo PA, Italia

Capriccioso, tortuoso, imprevedibile. E anche molto dannoso. Il Kemonia ne ha fatte passare di tutti i colori ai palermitani. Dal punto di vista idrografico non aveva una grande portata, sgorgava dalla Fossa della Garofala, dov’è oggi Villa d’Orléans, ma contava anche sulle sorgive pedemontane alle pendici di Monte Caputo. Lambiva l’antica Panormos di fenici e romani, era una barriera naturale da superare. Ha fornito acqua per tutti gli usi ai cittadini e un ponticello serviva per il suo attraversamento, dov’è oggi l’omonima via. Molte le alluvioni che l’hanno reso protagonista in negativo della vita cittadina. La prima è documentata al tempo degli arabi, l’ultima è del 1931. Tutte hanno provocato vittime. Per i latini era il Flumen hiemalis, per altri il torrente d’inverno. Che ne è di questo fiume? Le acque residue scorrono ancora sotto le balate, incanalate in due condotti. La passeggiata, condotta dal giornalista Mario Pintagro, prende le mosse dalla sorgente e prosegue sino all’antico sbocco sul mare.

 

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Piazza Marina, 53, 90133 Palermo PA, Italia

La cultura del sospetto, le processioni degli autodafé, i macabri rituali di accompagnamento alla morte. La passeggiata ricostruisce, attraverso suggestioni ed antiche testimonianze, il lungo e oscuro periodo in cui anche a Palermo si dava la caccia a streghe ed eretici. Il Tribunale della Fede di Sicilia ebbe infatti sede in città, e fu attivo dalla fine del Quattrocento fino al 1782, quando la controversa istituzione venne abolita con decreto regio di Ferdinando III di Sicilia. A fungere da cornice a questo trionfale ed inquietante strumento dei poteri forti è la città barocca, sullo sfondo della quale si stagliano le travagliate vicende di centinaia di siciliani: molti uomini e donne infatti vennero inquisiti e processati per reati quali l’eresia (eresie luterane ed ebraismo, per esempio), ma anche la bestemmia, l’adulterio, l’usura e la stregoneria. Gli apparati scenografici effimeri più fastosi e le tecniche persecutorie più a.troci gettano luci ed ombre sulla storia della città

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Piazza Verdi, 90138 Palermo PA, Italia

Aperta nel 1600 fu un intervento urbano di enorme importanza, perché per la prima volta un asse perpendicolare al Cassaro tagliava Palermo. La Strada Nuova, come venne definita per molti anni, diede un assetto urbanistico completamente nuovo alla città, dividendola in quartieri e dandole una fisionomia barocca, che molto piaceva agli spagnoli. I quartieri medievali vennero irrimediabilmente tagliati e la fisionomia della città medievale persa definitivamente. Ovviamente su questa strada si affacciarono dimore e costruzioni importanti, simbolo anche di un potere che si stava affermando, come le numerose dimore principesche.

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Piazza del Monte di Pietà, 14, 90134 Palermo PA, Italia

Insieme a quello di Ballarò, il Capo è l’ultimo grande mercato di Palermo. Si entra da Porta Carini, uno degli ingressi alla città vecchia, e passeggiando tra bancarelle, prodotti di “grascia” e “abbanniate”, si ritroverà un quartiere nato con gli arabi. L’hârat as Saqâlibah (quartiere degli Schiavoni), è sempre stato sede di mercanti e milizie mercenarie al servizio degli arabi, al di là delle rive del Papireto. Un quartiere popolare, detestato dai nobili ma amato dalla Chiesa che lo riempì di oratori e conventi. Dalla chiesa dell’Immacolata alla Mercede a Sant’Agostino, che si visiterà. La passeggiata attraverserà l’antico Seralcadi, dove un tempo scorreva il Papireto, pieno di gallerie e luoghi sotterranee che il Natoli consegnò ai Beati Paoli incappucciati: gesta romanzesche, che affondano le radici nella storia.

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Via Conte Federico, 278, indirizzo dell’ingresso alla Tenuta Favarella

La necessità della conservazione del verde residuo della Conca d’Oro è fondamentale per la tutela del paesaggio, dell’ambiente, della salubrità dell’aria della città, nonché della millenaria cultura delle coltivazioni agrarie e delle relative produzioni di alta qualità. La passeggiata prevede la visita della tenuta Favarella con la guida di Roberto Tagliavia. Si seguirà un percorso a piedi di circa 4 km su stradelle poderali in terra battuta. Perciò non ci sono difficoltà, ma si consigliano comunque scarponcini e abbigliamento sportivo adatto alla stagione.

 

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Piazza S. Domenico, n° 8-9, 90133 Palermo PA, Italia

Allegranza, Luana, Marilù, Fatima, Sherazade e Bojou, Maria la Messinese, Leonarda e Manuela, detta la professoressa di latino: sono solo alcune delle veneri palermitane che popolavano poveri postriboli e moderne case chiuse. La marchetta era a portata di ogni tasca nei luoghi del piacere a pagamento, dalle frequentatissime taverne alle facoltose case d’appuntamento. E ognuna racconterà di donne sfortunate e amanti abbandonati, di ricottari e i liccaturi. Perché nei tempi andati, il giro del piacere era disciplinato da regole precise: un bando del 1543, per esempio, obbligava le meretrici a visite mediche tre volte al mese, misura quasi incredibile per l’epoca; all’indomani dell’Unità d’Italia, un “Regolamento del servizio di sorveglianza sulla prostituzione” disciplinò le “case di tolleranza” e fissò le tariffe (5 lire per le case di lusso e 2 lire per le popolari), fino al 29 gennaio 1958, con l’approvazione della Legge Merlin…

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Riserva Naturale Grotta Conza, Via Luoghicelli, 90147 Palermo PA, Italia

Dall’ingresso delle Riserva, in via Luoghicelli, si arriva alla grotta, tramite un agevole sentiero, in circa 10 minuti. Qui il gruppo dei visitatori viene diviso in due, il primo, dopo aver indossato il caschetto speleo di protezione con l’illuminazione, entrerà in grotta con l’ausilio del personale dell’Ente Gestore (CAI Sicilia), la durata è di circa un’ora con una progressione in grotta di circa 80 metri e una pendenza di 30° circa. Il secondo gruppo verrà condotto, sempre dal personale della Riserva, alla scoperta dei sentieri dell’area Protetta. Si scoprirà il colore cangiante della roccia calcarea lungo il sentiero, una flora molto ricca, tipica della gariga e della macchia mediterranea ed i resti delle attività contadine di un tempo. Il percorso esterno, tutto su sentiero agevole, è di circa 2 Km.

Le visite vengono sospese in caso di allerta meteo idrogeologica arancione e rossa, un evento piovoso eccezionale, un evento sismico avvertito e confermato dall’INGV. In attuazione delle Linee guida approvate dal Segretario Generale dell’Autorità di Bacino con D.S.G. n. 174/2020 del 17.08.2020 e fatte salve le più restrittive ordinanze emanate dalle autorità locali e regionali competenti in materia di protezione civile e pubblica incolumità.

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Via Roma, 203A, 90133 Palermo PA, Italia

Le campane hanno dettato per secoli e secoli i ritmi della vita quotidiana. Suonavano per annunziare le funzioni religiose e le feste, l’incoronazione di papi, vescovi , imperatori e re, ma erano impiegate anche per scopi civili, come le adunanze delle corporazioni e per allertare in caso di pericolo. Un viaggio a ritroso nel tempo, visitando alcuni luoghi simbolo della città.

 

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