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Piazza Santo Spirito, 1, Palermo, PA, Italia

La ricostruzione storica proposta nel corso della passeggiata ruota intorno a una curiosa serie di delitti che avvenne a Palermo nella notte del 1 ottobre 1862, a un anno dall’Unità d’Italia. In tredici luoghi diversi della città, tredici persone tra loro sconosciute vennero pugnalate o aggredite contemporaneamente suscitando grande clamore in città. Passeggiando dal Foro Italico, fino alla Cattedrale, ma addentrandoci in alcuni meandri della città, si proverà di fare luce su uno dei più antichi misteri della città.

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Piazza Giuseppe Pagliaro, Ficuzza, PA, Italia

La piazza di Ficuzza è il punto di partenza per coloro che hanno voglia di una bella giornata di trekking,in un’ escursione che partendo dal centro del borgo abitato si snoda attraverso il sentiero “Alpe Ramosa” tra gli alberi di Leccio e Roverella alla scoperta del cammino che condurrà a una radura nascosta dai sugheri. Un modo per conoscere le caratteristiche ambientali, botaniche e faunistiche di quella che un tempo era una riserva di caccia reale istituita da Ferdinando I Re delle Due Sicilie. Si farà poi visita al Centro regionale di recupero della fauna selvatica e quindi si tornerà al borgo.

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Cortile Pellegrini, 90134, Palermo, Palermo, Italia

Un vero e proprio pellegrinaggio, con tanto di passaporto da far timbrare, da compiere in città con i luoghi come mete e tappe di questo viaggio che porterà il “pellegrino” a vedere siti a lui familiari con occhi diversi. Si parte dalla chiesa di Santa Cristina La Vetere e si arriva all’Oratorio di Santa Caterina d’Alessandria, passando dalla chiesa capitolare di San Cataldo attraversando i vicoli del centro storico di Palermo alla riscoperta dei luoghi percorsi dai pellegrini e dei cavalieri medievali. Il filo rosso è quello del pellegrinaggio e dell’accoglienza, promossa nel Medioevo dagli Ordini cavallereschi, attraverso un percorso che ripercorre i luoghi legati a importanti protettori/simboli della città, come Rosalia Sinibaldi e Santa Cristina. La scoperta di una Palermo antica e affascinante, crocevia di viaggiatori e viandanti in cammino verso i luoghi santi. All’inizio verrà offerto il biscotto del pellegrino e verranno anche distribuiti i passaporti di viaggio

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Piazza Magione, Palermo, PA, Italia

L’itinerario si svolgerà all’interno del quartiere della Kalsa, la cittadella fortificata fondata dagli arabi quando il Castello Reale si dimostrò poco sicuro per la corte fatimita. Partendo da Piazza Magione, una piazza frutto del susseguirsi di cataclismi naturali e pesanti interventi dell’uomo, costeggeremo l’ultima delle chiese edificate durante la dinastia normanna degli Altavilla, la Chiesa della S.S Trinità o della Magione. Successivamente saliremo sul Baluardo dello Spasimo, uno dei più integri esempi del sistema difensivo del XVI sec., e passando per la via dell’Alloro, il principale asse di servizio che collegava le zone portuali alla città vecchia, giungeremo fino all’antico piano della Marina. Luogo per eccellenza del potere baronale, ma anche sede della giustizia. E’ lì che venivano eseguite le pene capitali inflitte dal Tribunale della Santa Inquisizione che aveva sede allo Steri, che della piazza è simbolo. Non si potrà, infine, non godere della vista del giardino Garibaldi, con il suo immenso ficus e la sua storia drammatica e misteriosa.

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Piazza Duomo, 90044 Carini PA, Italia

E’ una delle storie più misteriose e intriganti che si tramanda in Sicilia (e non solo): la vita e la morte della baronessa di Carini. E dove la si può evocare meglio se non nel “suo” castello, La Grua-Talamanca di Carini, teatro del suo efferato delitto? I partecipanti ascolteranno anche una breve recita dei versi, in vernacolo siciliano, del poemetto “dell’amaru casu” nel salone delle feste del maniero. Del castello si visiteranno le stanze e le terrazze, dalle quali si gode un ampio e meraviglioso panorama della piana sottostante. Ma l’itinerario a Carini non riguarderà solo il castello, ma coinvolgerà la piazza centrale e il corso Umberto con la descrizione degli edifici che vi si affacciano e la narrazione delle vicende che li hanno visti protagonisti nel corso della storia. La chiesa Madre, ad esempio, è del 1492 e venne rimaneggiata in epoca neoclassica. Custodisce opere di Joseph Testa, Tomaselli e “l’Adorazione dei Pastori” di Alessandro Allori del 1578. Ci sono anche stucchi di Procopio Serpotta. La passeggiata continuerà con la visita della chiesa del Carmine con annesso chiostro e biblioteca, e un grande organo monumentale seicentesco.

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Via Vittorio Emanuele, 475

Corso Vittorio Emanuele, la più antica strada della città, la “proto-strada” di Palermo, con le sue viuzze di impianto fenicio. Il Cassaro, insomma, ricco di storia, bellezze e miserie della “capitale” della Sicilia. La sua Cattedrale, deturpata nella sua bellezza da un architetto fin troppo naif per i suoi tempi. E l’incrocio delle strade, il teatro del Sole, vicino al quale si incastona un gioiello del marmo di Carrara più puro, la fontana Pretoria. Ma anche San Giuseppe dei Teatini, piazza Bologni e il museo diocesano. La passeggiata per corso Vittorio Emanuele è dedicata a chi ha problemi motori, difficoltà sensoriali e psichiche e alle famiglie con bambini in carrozzina.

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Piazza Marina, 53, 90133 Palermo PA, Italia

La cultura del sospetto, le processioni degli autodafé, i macabri rituali di accompagnamento alla morte. La passeggiata ricostruisce, attraverso suggestioni e antiche testimonianze, il lungo e oscuro periodo in cui anche a Palermo si dava la caccia a streghe ed eretici. Il Tribunale della Fede di Sicilia ebbe infatti sede in città, e fu attivo dalla fine del Quattrocento sino al 1782, quando la controversa istituzione venne abolita con decreto regio di Ferdinando III di Sicilia. A fungere da cornice a questo trionfale e inquietante strumento dei poteri forti è la Palermo barocca, sullo sfondo della quale si stagliano le travagliate vicende di centinaia e centinaia di siciliani: molti uomini e donne infatti vennero inquisiti e processati per reati quali l’eresia (eresie luterane ed ebraismo, per esempio), ma anche la bestemmia, l’adulterio, l’usura e la stregoneria. Gli apparati scenografici effimeri più fastosi e le tecniche persecutorie più atroci gettano luci e ombre sulla storia della città.

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Via Papireto, 2, 90134 Palermo PA, Italia

Il mercante iracheno IbnHawqal che visitò Palermo nel X secolo non ebbe dubbi: in città crescevano i papiri, così grandi che si potevano fare anche i rotoli su cui scrivere le sure del Corano. Partendo da questa descrizione comincia una passeggiata, guidata dal giornalista Mario Pintagro, fra i luoghi del celebre fiume che ospitava le piante acquatiche da cui prese il nome. Il via dal mercato delle Pulci, dove c’erano una delle cinque sorgenti e la palude del Buonriposo, che tanti problemi igienici causò a Palermo con le sue acque stagnanti. Eppure il fiume ebbe una parte non indifferente nel progresso dell’agricoltura. Si attraversa il Capo per raggiungere l’ampio letto del fiume di un tempo per poi giungere al piano di Sant’Onofrio, alla Concerìa, piazza Pretoria e infine alla Cala. Il Papireto fu colmato e incanalato solo nel 1591, grazie al pretore Andrea Salazar.

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Piazza Antonio Mordini, Palermo, PA, Italia

Il Giardino Inglese, progettato da Giovan Battista Filippo Basile nel 1851, al posto di una cava di pietra, fu il primo atto della nascita dell’attuale via Libertà, fu ed è un fiore all’occhiello della città. E’ stato profondamente modificato e per certi versi stravolto nel Secondo dopoguerra, in precedenza aveva infatti sette collinette che vennero poi spianate. Per rendere l’atmosfera ancora più suggestiva furono inserite piante provenienti da tutto il mondo, migliaia tra alberi, bulbi e semi. Con il nostro racconto torneremo indietro di più di 150 anni per scoprire quello che il Giardino Inglese era e cosa ha rappresentato per i palermitani. Si visiterà anche il Giardino Garibaldi, unito e diviso al Giardino inglese da via Libertà, dove trionfa il Garibaldi a cavallo opera di Vincenzo Ragusa.

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Piazza Porta Carini, Palermo, PA, Italia

Vendicatori dei torti subiti dal popolo o sicari al soldo della borghesia che muoveva i primi stentati passi? Chi erano davvero i Beati Paoli raccontati in un feuilleton di grande successo da Luigi Natoli? Gli aderenti alla setta indossavano un saio simile a quello dei monaci di San Francesco di Paola, che consentiva loro di circolare di giorno senza essere notati per ascoltare le storie che i poveri raccontavano in chiesa. Di notte vestivano incappucciati di nero per effettuare le loro vendette e presenziare al tribunale. Divennero nella fantasia popolare dei giustizieri. Ma in effetti, come si scoprirà nel corso della passeggiata tra i vicoli del Capo, si trattava non di un gruppo di super uomini, coraggiosi paladini del diritto dei diseredati, ma di veri e proprio assassini. A partire dai luoghi della finzione letteraria si scoprirà l’ipotesi dell’origine di questa società segreta.

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Via Sedie Volanti, 14, 90134 Palermo PA, Italia

Vi siete mai chiesti cosa pensano i turisti quando visitando la nostra Palermo Felicissima scorgono alcuni nomi di strade assai curiosi? Si possono immaginare i loro volti quando leggono “Via Sedie Volanti” o “Vicolo dei Risorti”. E se poi cercano una spiegazione su qualche traduttore on line non potranno che restare ulteriormente stupiti. Ma non è detto che i palermitani ne sappiano molto di più… L’elenco delle strade battezzate in modo singolare a Palermo è molto lungo (vi si trovano … biscotti, formaggi, guille e carretti…). In questa suggestiva ma anche divertente passeggiata nel cuore del cuore cittadino si spiegheranno le antiche tradizioni, i vecchi mestieri e i personaggi più o meno famosi che hanno dato i nomi a strade, vicoli e vanedde.  La voce narrante dei brevi ma spassosi  racconti  s arà quella di Marcello Troisi

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Via Messina Marine, 14, 90123 Palermo PA, Italia

Passeggiata sul lungomare, che parte dall’Ecomuseo Mare Memoria Viva e arriva Romagnolo, legata al tema della Memoria: si passeggia nella zona che, fino agli anni ’70, ha ospitato i lidi e gli stabilimenti balneari aperti a tutti gli abitanti della città, come quelli di Virzì o dei fratelli Petrucci a Romagnolo e di Franco Carini a Sant’Erasmo. Durante il percorso si racconteranno storie di resistenza, di viaggio, di commercio, di vacanze, di lavoro. Testimonianze di una storia che racconta della ricchezza perduta, ma che tiene viva la memoria del mare di Palermo e desta la speranza del recupero.

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Piazza Bellini, 7, 00030 Palermo PA, Italia

Anche gli ebrei sono stati protagonisti della storia millenaria di Palermo. Intorno all’anno Mille, poco fuori le mura meridionali e sulle rive del torrente Kemonia, gli ebrei palermitani edificarono il loro sobborgo, l’Hârat ‘al Yahûd (quartiere dei giudei). Vi abitarono sino al 1492, anno della storica cacciata. La Giudecca, cui si accedeva attraverso la Porta di Ferro (Bab ‘al Hadid), era suddivisa in due contrade: la Meschita e la Guzzetta. La via Maqueda prima e la via Roma poi, quando furono realizzate (tra il XVI e il XIX secolo), causarono lo sventramento della Giudecca, sconvolgendo l’assetto viario originario: un dedalo di vicoli, piazzette, orti e giardini. Trovare queste tracce, nell’odierno tessuto urbano, è un’impresa difficile, ma non impossibile. Nel percorrere le strade così come si presentano oggi, con un po’ d’immaginazione, il visitatore attento può scoprire il fascino che questi luoghi conservano e tornare a respirare antiche atmosfere.

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Viale delle Palme, 20, 90149 Palermo, PA, Italia

E’, per i palermitani, il posto del tempo libero e del mare per eccellenza, ma quanti ne conoscono veramente la storia e le curiosità? E dunque la passeggiata per Mondello e Valdesi ha lo scopo di far conoscere la borgata marinara attraverso gli occhi di chi la vive quotidianamente. Il tour guidato da Luciana Zarini, abitante originaria di Valdesi, parte dalla Piazza Mondello, dove, grazie alla presenza di alcune botteghe storiche si potranno ricostruire le diverse anime del luogo: da borgo marinaro a scrigno liberty. Tappa fondamentale sarà “Lo Stabilimento”, costruito sul mare quasi al centro del golfo; con un racconto sulla sua costruzione e sull’uso fattone nel corso dei decenni, compresi gli anni della Seconda Guerra Mondiale. Inevitabili saranno i racconti e le leggende legate ad alcuni villini liberty della borgata, tutto impreziosito dai racconti di vita vissuta a Mondello.

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Parco Monte Catalfano, Bagheria

La grande montagna calcarea, il polmone verde che sembra proteggere Bagheria. La passeggiata permette di immergersi nella natura a pochi passi dalla cittadina delle “ville”: dopo una breve salita si potrà godere di una splendida veduta panoramica su Palermo, per poi addentrarsi e scoprire “zubbi” (profonde cavità) e grotte del monte, Euphorbie ed orchidee spontanee. Il percorso è facile, si srotola interamente su fondo sterrato, con un dislivello poco impegnativo, basta munirsi di scarpe da trekking e di un abbigliamento comodo e resistente. E per chi non vuole perdersi tantissime specie di uccelli – falchi pellegrini, gheppi, poiane, piccioni selvatici, tortore e cardellini – e piccoli animali, è consigliabile portare con sé un buon binocolo.

Via Filippo Patti, 25, 90133 Palermo, Palermo PA, Italia

Il Castello a Mare, con i suoi segreti e le sue atrocità in quanto carcere, e la folle demolizione tentata dai garibaldini. Alle spalle, la necropoli araba e la via degli argentieri, fino ad arrivare al Pantheon di Palermo, la chiesa di San Domenico. Un percorso di scoperta che comprende anche  il quartiere san Pietro totalmente devastato dai bombardamenti della Seconda guerra Mondiale: si passerà per piazza Tredici vittime, per le chiese di San Giorgio dei Genovesi e di San Mamiliano e per palazzo Pantelleria. Il mandamento Tribunali-Castellammare è una sorpresa continua e può essere gustato anche da chi ha problemi motori, difficoltà sensoriali e psichiche, ma anche dalle famiglie con bambini in carrozzina: sarà effettuato un percorso privo di barriere architettoniche.

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Piazza Verdi, Palermo, PA, Italia

I due mandamenti che scopriamo in questa passeggiata raccontano la storia dei quartieri a monte del Teatro del Sole, ossia dei Quattro Canti. Qui i vicerè hanno smontato vie e interrato fiumi, percorrere queste strade vuol dire avvicinarsi al cuore arabo normanno della città. Dal malinconico Monte di Pietà, ci si infila per vicoli e stradine, si scoprono edicole votive e palazzi nobiliari dallo splendore appassito. Dalla depressione di via Judica alla Guilla dei Beati Paoli, oltrepassando i vicoli che portano a piazzetta Sett’Angeli, di cui si racconterà la storia. Poi via, fino al Cassaro alto, arrivando alle spalle delle absidi della Cattedrale. Corso Vittorio Emanuele conduce a Palazzo Reale; ci si ferma sotto Porta Nuova e da lì si osserva Villa Bonanno, quindi si cerca l’anima culturale di Ballarò, poi di nuovo piazza Vigliena con i Quattro Canti e via Maqueda fino a piazza Verdi.

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