073.jpg
5, Piazza Santo Spirito, 1, 90133 Palermo PA, Italia

Il 2 ottobre del 1862 il Giornale Officiale di Sicilia dà notizia di 13 persone contemporaneamente ferite a Palermo, pugnalate per l’esattezza in 11 punti più o meno equidistanti. La descrizione fornita dei pugnalatori è simile, corporatura uguale e stessi vestiti. Una sola delle vittime ha precedenti penali  e questo rende più difficile il lavoro della polizia. Nel 1862 e con l’unità appena proclamata, il momento in Sicilia è delicatissimo. Una narrazione lunga un secolo e mezzo in nome dei misteri di questa città, passeggiando dal Foro Italico fino alla Cattedrale ma addentrandoci in alcuni meandri della città, cercheremo di fare luce su uno dei più grandi misteri di Palermo.

97 bombardamenti.jpg
Piazza Sett'Angeli, Palermo, PA, Italia

Palermo è, forse, l’unica delle città italiane ed europee che mostra ancora oggi le ferite dei bombardamenti della seconda guerra mondiale. La città rappresentava un punto cruciale nella rete di sorveglianza antiaerea organizzata dai tedeschi nel Mediterraneo e per questo subì in totale ben 70 bombardamenti. Quello più devastante fu il 9 maggio del 1943, la città fu colpita da circa 2265 bombe che distrussero più del 40% del centro urbano. All’indomani della guerra, il paesaggio urbano di Palermo si presentò completamente devastato e intasato dalle macerie degli edifici colpiti. L’itinerario sarà un percorso ideale nelle fasi salienti di quel terribile momento. La narrazione dei fatti sarà arricchita con numerose immagini della città dopo i bombardamenti: per fare un confronto tra ciò che è andato distrutto e ciò che è stato ricostruito.

capo.JPG
Piazza Porta Carini, Palermo, PA, Italia

Partendo da un’antica leggenda siciliana, Luigi Natoli alias William Galt, col suo romanzo illustrato e pubblicato a puntate sul «Giornale di Sicilia»  tra il maggio del 1909 e il gennaio del 1910, mise in scena un intrico fittissimo di relazioni tra personaggi di fantasia e personaggi realmente esistiti sullo sfondo della Palermo dell’inizio del XVIII secolo. Da quel momento i Beati Paoli divennero sinonimo di giustizieri. La memoria storica di questo oscuro fenomeno venne rimpiazzata integralmente dalla favola che ha trasformato dei sicari, come si scoprirà durante il cammino tra i vicoli del Capo, in un gruppo di super uomini, coraggiosi paladini del diritto dei diseredati. A partire dai luoghi della finzione letteraria si vaglieranno le ipotesi dell’origine di questa società segreta, nata (forse) per vendicare gli innumerevoli soprusi dei ricchi e dei potenti protetti da autorità corrotte.

san-martino-1.jpg
Via Pellerito, 1, 90046 San Martino delle Scale PA, Italia

San Martino delle Scale, nel 1860, fu scenario degli scontri e delle manovre garibaldine intente a “prendere” Palermo. Fu qui che Garibaldi, dall’accampamento di Piano Renda, inviò Giovanni Corrao e Rosolino Pilo per trovare una via verso la città. Ma loro, come altri compagni impegnati in altre direzioni, dovettero fare i conti con le truppe borboniche di stanza nella vicina Monreale. Rosolino Pilo proprio sul Monte Neviera fu ucciso durante uno scontro il 21 maggio 1860.

L’escursione, che si snoda lungo parte della tappa 1 e 2 del neonato Cammino dei Mille, ha inizio proprio dalla piazza di San Martino delle Scale e fin da subito in salita, attraversando Valle Lupa, giunge a Portella Rena; qui costeggiando la Valle Cuba si salirà fino al Monumento di Rosolino Pilo; a questo punto scollinando verso la Neviera, si chiuderà l’anello e in discesa su Costa Neviera si rientrerà a San Martino. Paesaggi e panorami continuamente variabili saranno la vera sorpresa di questa esperienza immersa in una natura inaspettata.

foro-italico.jpg
Foro Italico Umberto I, 1, 90133 Palermo PA, Italia

Strano a dirsi, ma fino al XVI secolo, la città non possedeva una passeggiata a mare a causa delle frequenti mareggiate o degli attacchi pirateschi. Una volta ridotte le aggressioni, fu il viceré Marcantonio Colonna a creare una “passeggiata oltre le mura”, che per secoli rimase la meta preferita per il tempo libero cittadino,, sede delle feste in onore dei re e dei principi, o ancora di concerti musicali, fiere e mercati. Partendo da Porta Felice, come i nobili del tempo, si passeggerà sul lungomare del Foro Italico, ammirando i numerosi palazzi nobiliari che si ergono al di sopra delle mura cittadine e con l’aiuto di immagini e mappe antiche si cercherà di rileggere il sistema difensivo di Palermo alla fine del ‘500. Facendo delle incursioni dentro la città ci si spingerà fino a Villa Giulia, il primo giardino pubblico della penisola italiana e per questo chiamata “Villa del Popolo”. 

22 giudecca.JPG
Piazza Bellini, 7, 00030 Palermo PA, Italia

Anche gli ebrei sono stati protagonisti della storia millenaria di Palermo. Intorno all’anno Mille, poco fuori le mura meridionali e sulle rive del Torrente Kemonia, gli ebrei palermitani edificarono il loro sobborgo, l’Hârat ‘al Yahûd (quartiere dei giudei). Vi abitarono sino al 1492, anno della storica cacciata. La Giudecca, cui si accedeva attraverso la Porta di Ferro (Bab ‘al Hadid), era suddivisa in due contrade: la Meschita e la Guzzetta. La via Maqueda prima e la via Roma poi, quando furono realizzate (tra il XVI e il XIX secolo), causarono lo sventramento della Giudecca, sconvolgendo l’assetto viario originario: un dedalo di vicoli, piazzette, orti e giardini. Trovare queste tracce, nell’odierno tessuto urbano, è un’impresa difficile, ma non impossibile. Nel percorrere le strade così come si presentano oggi, con un po’ d’immaginazione, il visitatore attento può scoprire il fascino che questi luoghi conservano e tornare a respirare antiche atmosfere.

15 malaffare.jpg
Piazza San Giorgio dei Genovesi, Palermo, PA, Italia

Il racconto della storia della prostituzione si snoda attraverso il dedalo di vicoli del centro storico. Antichi postriboli e taverne chiassose, oggi scomparsi, animavano la vita notturna della città; a fare da contraltare, in una società dalla doppia morale, i pii ospizi che accoglievano meretrici e donne pericolanti. Un itinerario volto a scandagliare l’universo del “mestiere più antico del mondo”, in cui sono labili i confini tra la malizia peccaminosa delle belle di notte e lo squallore mercenario delle schiave d’amore.

castello-a-mare.jpg
Via Filippo Patti, 25, 90133 Palermo, Palermo PA, Italia

Il Castello a Mare con i suoi segreti e le sue atrocità – in quanto carcere – e la folle demolizione fattane dai garibaldini. Si vedrà il mastio alle sue spalle. Una passeggiata che passa da piazza Tredici vittime, dalla chiesa di San Giorgio dei Genovesi e dall’atrio di palazzo Pantelleria. Si visiterà dall’esterno, la necropoli araba e la via degli argentieri per poi passare dalla chiesa di San Mamiliano fino ad arrivare al Pantheon cittadino, la chiesa di San Domenico. Il mandamento Tribunali-Castellammare è una sorpresa continua, malgrado sia stata completamente devastata dai bombardamenti a tappeto della Seconda Guerra Mondiale.

Storia-di-ordinaria-eresia.jpg
Piazza Marina, 53, 90133 Palermo PA, Italia

La cultura del sospetto, le processioni degli autodafé, i macabri rituali di accompagnamento alla morte. La passeggiata ricostruisce, attraverso suggestioni ed antiche testimonianze, il lungo e oscuro periodo in cui anche a Palermo si dava la caccia a streghe ed eretici. Il Tribunale della Fede di Sicilia ebbe infatti sede in città, e fu attivo dalla fine del Quattrocento fino al 1782, quando la controversa istituzione venne abolita con decreto regio di Ferdinando III di Sicilia. A fungere da cornice a questo trionfale ed inquietante strumento dei poteri forti è la città barocca, sullo sfondo della quale si stagliano le travagliate vicende di centinaia di siciliani: molti uomini e donne infatti vennero inquisiti e processati per reati quali l’eresia (eresie luterane ed ebraismo, per esempio), ma anche la bestemmia, l’adulterio, l’usura e la stregoneria. Gli apparati scenografici effimeri più fastosi e le tecniche persecutorie più atroci gettano luci ed ombre sulla storia della città.

Caput-Seralcadi-1.jpg
Via Porta Carini, Palermo, PA, Italia

Insieme a quello di Ballarò, il Capo è l’ultimo grande mercato cittadino. Entrando da Porta Carini, uno degli ingressi alla città vecchia, immagineremo di passeggiare tra le bancarelle, prodotti di “grascia” e “abbanniate”, partiremo dalle origini di un quartiere nato con gli arabi. L’hârat as Saqâlibah (quartiere degli Schiavoni), è sempre stato sede di mercanti e milizie mercenarie al servizio degli arabi, al di là delle rive del Papireto. Un quartiere popolare, detestato dai nobili ma amato dalla Chiesa che lo riempì di oratori e conventi. Dalla chiesa dell’Immacolata alla Mercede a Sant’Agostino. La passeggiata attraversa l’antico Seralcadi, dove un tempo scorreva il Papireto, pieno di gallerie e luoghi sotterranee che lo scrittore Luigi Natoli consegnò ai Beati Paoli incappucciati: gesta romanzesche, che affondano le radici nella storia. 

3.jpg
Via Conte Federico, 278, indirizzo dell’ingresso alla Tenuta Favarella

La necessità della conservazione del verde residuo della Conca d’Oro è fondamentale per la tutela del paesaggio, dell’ambiente, della salubrità dell’aria della città, nonché della millenaria cultura delle coltivazioni agrarie e delle relative produzioni di alta qualità. La passeggiata prevede la visita della tenuta Favarella con la guida di Roberto Tagliavia. Si seguirà un percorso a piedi di circa 4 km su stradelle poderali in terra battuta. Perciò non ci sono difficoltà, ma si consigliano comunque scarponcini e abbigliamento sportivo adatto alla stagione.

9.jpg
Riserva Naturale Grotta Conza, Via Luoghicelli, 90147 Palermo PA, Italia

Dall’ingresso delle Riserva, in via Luoghicelli, si arriva alla grotta, tramite un agevole sentiero, in circa 10 minuti. Qui il gruppo dei visitatori viene diviso in due, il primo, dopo aver indossato il caschetto speleo di protezione con l’illuminazione, entrerà in grotta con l’ausilio del personale dell’Ente Gestore (CAI Sicilia), la visita dura circa un’ora con una progressione in grotta di circa 80 metri e una pendenza di 30° circa. Il secondo gruppo verrà condotto, sempre dal personale della Riserva, alla scoperta dei sentieri dell’area Protetta. Si scoprirà il colore cangiante della roccia calcarea lungo il sentiero, una flora molto ricca, tipica della gariga e della macchia mediterranea ed i resti delle attività contadine di un tempo. Il percorso esterno, tutto su sentiero agevole, è di circa 2 Km.

Borzellino.png
SS624, 90040 San Cipirello PA, Italia

Il borgo abbandonato Domenico Borzellino, sopra Monreale, è costituito da 6 fabbricati: municipio, ufficio postale, caserma dei carabinieri, scuola, trattoria, botteghe per artigiani e alloggi per gli addetti ai vari servizi. Negli anni successivi alla sua costruzione (negli anni ’10), il borgo fu oggetto di numerosi interventi di manutenzione straordinaria per la riparazione dei danni bellici e per la sostituzione dei materiali strutturali di scarsa qualità. Nel 2010 venne presentato un progetto esecutivo per trasformarlo in un polo turistico e culturale a servizio dell’intero comprensorio. Oggi il borgo si presenta avvolto da un fascino spettrale che vale la pena di conoscere.

Per raggiungere il luogo di raduno del Borgo inserire su Google Maps le seguendo coordinate: 37°55’10.4″ N, 13°09’02.5″ E

vucciria.jpeg
Piazza San Giorgio dei Genovesi, Palermo, PA, Italia

La passeggiata si prefigge di illustrare la storia mutevole e affascinante della Vucciria che, univocamente identificata con il suo mercato, è invece un quartiere commerciale a vocazione internazionale, per l’insediarsi in esso delle Nazioni estere che vi costituirono Chiese e Logge. Esse manifestano, tra ‘400 e ‘500, una vitalità e un talento la cui espressione è il genio artistico (o Palermu lu granni) realizzato da Pietro da Bonitate nella piazzetta Garraffo nel 1483 in contemporanea al Genio (Palermu lu nicu) che Antonio da Como realizzava per Palazzo Pretorio.

p3-1.jpeg
Piazza Marina, Palermo, PA, Italia

La passeggiata vuol  far comprendere il processo progettuale del “fare scarpiano” in due edifici: Palazzo Abatellis e Palazzo Chiaromonte- Steri. Questi sono i luoghi di mediazioni complesse fra l’impegno progettuale dell’architetto Carlo Scarpa e il senso di misura e di armonia complessiva. Si tratta di una ricognizione mirata che racconta di ambiti spaziali che, come storie parallele apparentemente disgiunte, tornano ad avviarsi insieme rivelando la fisicità dello spazio costruito e le relazioni essenziali con la città contemporanea. Immergersi passo dopo passo in queste architetture ci aiuterà nella comprensione del processo di rivitalizzazione che Scarpa ha innescato, concorrendo così a disvelare nuove strutture narrative capaci di guardare ai tratti del nostro tempo.

15 risultati

Editor Picks

ItalianEnglishChinese (Simplified)
Le Vie dei Tesori

Send this to a friend