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SS186, 364, 90046 Pioppo PA, Italia

Il fiume Sant’Elia nasce lungo la dorsale fra Monte Matassaro–Renna e Cozzo Aglisotto, alimentato da diverse sorgenti. Si sviluppa per circa sei chilometri, in una fascia di alta collina, su terreni di moderata pendenza. Il Sant’Elia era la risorsa idrica per l’irrigazione dei terreni limitrofi, per il funzionamento del vecchio mulino, per il lavatoio pubblico e nella stagione estiva era luogo di balneazione grazie alle sue numerose “nache” (piscine naturali). La passeggiata, di circa 900 metri, avrà inizio dal ponte di via Molino, che costituisce uno dei pochi punti di attraversamento del fiume e nel tratto iniziale comprende il sentiero didattico interessato dalla proposta progettuale “FAI il Bosco dell’Oreto”, che prevede la realizzazione di quattro sentieri didattici attraverso il finanziamento di 65.000 euro del FAI destinati al fiume Oreto classificato al secondo posto nel censimento “I Luoghi del cuore 2018”. Facilmente raggiungibile da una via pubblica, la via Molino, che collega il fiume al paese di Pioppo, il sentiero è inserito in un contesto caratterizzato dalla presenza di un vecchio mulino (risalente alla seconda metà del 1800) e di quello che resta del cosiddetto “cunnuttu”, il canale artificiale con pareti rivestite in pietra dove veniva immessa l’acqua del fiume attraverso uno sbarramento detto “prisa”. La proposta nel sentiero didattico del fiume Sant’Elia prevede la sistemazione del sentiero, l’installazione di segnaletica, la realizzazione di un punto di sosta e osservazione delle bellezze naturalistiche, la realizzazione di un impianto di fitodepurazione e di un “acquario fluviale” a cielo aperto, un piccolo bacino per il ripristino della fauna fluviale di un tempo: anfibi, anguille, granchi.

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SS186, 364, 90046 Pioppo PA, Italia

Il fiume Sant’Elia nasce lungo la dorsale fra Monte Matassaro–Renna e Cozzo Aglisotto, alimentato da diverse sorgenti. Si sviluppa per circa sei chilometri, in una fascia di alta collina, su terreni di moderata pendenza. Il Sant’Elia era la risorsa idrica per l’irrigazione dei terreni limitrofi, per il funzionamento del vecchio mulino, per il lavatoio pubblico e nella stagione estiva era luogo di balneazione grazie alle sue numerose “nache” (piscine naturali). La passeggiata, di circa 900 metri, avrà inizio dal ponte di via Molino, che costituisce uno dei pochi punti di attraversamento del fiume e nel tratto iniziale comprende il sentiero didattico interessato dalla proposta progettuale “FAI il Bosco dell’Oreto”, che prevede la realizzazione di quattro sentieri didattici attraverso il finanziamento di 65.000 euro del FAI destinati al fiume Oreto classificato al secondo posto nel censimento “I Luoghi del cuore 2018”. Facilmente raggiungibile da una via pubblica, la via Molino, che collega il fiume al paese di Pioppo, il sentiero è inserito in un contesto caratterizzato dalla presenza di un vecchio mulino (risalente alla seconda metà del 1800) e di quello che resta del cosiddetto “cunnuttu”, il canale artificiale con pareti rivestite in pietra dove veniva immessa l’acqua del fiume attraverso uno sbarramento detto “prisa”. La proposta nel sentiero didattico del fiume Sant’Elia prevede la sistemazione del sentiero, l’installazione di segnaletica, la realizzazione di un punto di sosta e osservazione delle bellezze naturalistiche, la realizzazione di un impianto di fitodepurazione e di un “acquario fluviale” a cielo aperto, un piccolo bacino per il ripristino della fauna fluviale di un tempo: anfibi, anguille, granchi.

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SS186, 364, 90046 Pioppo PA, Italia

Il fiume Sant’Elia nasce lungo la dorsale fra Monte Matassaro–Renna e Cozzo Aglisotto, alimentato da diverse sorgenti. Si sviluppa per circa sei chilometri, in una fascia di alta collina, su terreni di moderata pendenza. Il Sant’Elia era la risorsa idrica per l’irrigazione dei terreni limitrofi, per il funzionamento del vecchio mulino, per il lavatoio pubblico e nella stagione estiva era luogo di balneazione grazie alle sue numerose “nache” (piscine naturali). La passeggiata, di circa 900 metri, avrà inizio dal ponte di via Molino, che costituisce uno dei pochi punti di attraversamento del fiume e nel tratto iniziale comprende il sentiero didattico interessato dalla proposta progettuale “FAI il Bosco dell’Oreto”, che prevede la realizzazione di quattro sentieri didattici attraverso il finanziamento di 65.000 euro del FAI destinati al fiume Oreto classificato al secondo posto nel censimento “I Luoghi del cuore 2018”. Facilmente raggiungibile da una via pubblica, la via Molino, che collega il fiume al paese di Pioppo, il sentiero è inserito in un contesto caratterizzato dalla presenza di un vecchio mulino (risalente alla seconda metà del 1800) e di quello che resta del cosiddetto “cunnuttu”, il canale artificiale con pareti rivestite in pietra dove veniva immessa l’acqua del fiume attraverso uno sbarramento detto “prisa”. La proposta nel sentiero didattico del fiume Sant’Elia prevede la sistemazione del sentiero, l’installazione di segnaletica, la realizzazione di un punto di sosta e osservazione delle bellezze naturalistiche, la realizzazione di un impianto di fitodepurazione e di un “acquario fluviale” a cielo aperto, un piccolo bacino per il ripristino della fauna fluviale di un tempo: anfibi, anguille, granchi.

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Piazza Vittorio Emanuele, Monreale, PA, Italia

Il quartiere Ciambra sorge su una terrazza rocciosa che domina la Conca d’Oro, in origine era avamposto difensivo posto a sorvegliare il territorio sottostante. All’epoca della costruzione del Duomo qui viveva la prima comunità cristiana al servizio di re Guglielmo II: il toponimo Ciambra origina dal francese “chambre” e indicava la corte del re, i primi abitanti erano gli addetti al servizio del sovrano oltre agli operai e artigiani impegnati nella grande opera. Il quartiere conserva ancora il suo impianto medievale: viuzze strette e archi caratteristici. Il quartiere Pozzillo prende nome dalla fontana risalente alla fine del XVI secolo e collocata più in basso rispetto al livello stradale, fa parte del nucleo più antico dell’abitato. Proprio accanto alla fontana si trova la casa natale del poeta Antonio Veneziano.

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Via B. d'Acquisto, 1, 90046 Monreale PA, Italia

Il quartiere Ciambra sorge su una terrazza rocciosa che domina la Conca d’Oro, in origine era avamposto difensivo posto a sorvegliare il territorio sottostante. All’epoca della costruzione del Duomo qui viveva la prima comunità cristiana al servizio di re Guglielmo II: il toponimo Ciambra origina dal francese “chambre” e indicava la corte del re, i primi abitanti erano gli addetti al servizio del sovrano oltre agli operai e artigiani impegnati nella grande opera. Il quartiere conserva ancora il suo impianto medievale: viuzze strette e archi caratteristici. Il quartiere Pozzillo prende nome dalla fontana risalente alla fine del XVI secolo e collocata più in basso rispetto al livello stradale, fa parte del nucleo più antico dell’abitato. Proprio accanto alla fontana si trova la casa natale del poeta Antonio Veneziano.

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Via B. d'Acquisto, 1, 90046 Monreale PA, Italia

La passeggiata comincia dalla Fontana dell’arpia di epoca secentesca – situata nello slargo fra via Benedetto D’Acquisto e la via Palermo – così chiamata per l’arpia scolpita al centro sul sostegno della piccola vasca e collocata dinanzi la porta di san Michele, oggi non più esistente. Si prosegue sino alla fontana dello Spasimo, all’altro capo dell’abitato storico, anch’essa di epoca secentesca. Oltre al Pozzillo, le altre fontane di approvvigionamento idrico sono quella di san Vito, dell’Arancio e quella detta delle Acque Nuove, della seconda metà del ‘700 e purtroppo ridotta a rudere. Ci si soffermerà sulle edicole votive che si incontrano lungo il percorso, con digressioni nei quartieri storici dove permangono numerose a testimonianza della devozione popolare.

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Via B. d'Acquisto, 1, 90046 Monreale PA, Italia

La passeggiata comincia dalla Fontana dell’arpia di epoca secentesca – situata nello slargo fra via Benedetto D’Acquisto e la via Palermo – così chiamata per l’arpia scolpita al centro sul sostegno della piccola vasca e collocata dinanzi la porta di san Michele, oggi non più esistente. Si prosegue sino alla fontana dello Spasimo, all’altro capo dell’abitato storico, anch’essa di epoca secentesca. Oltre al Pozzillo, le altre fontane di approvvigionamento idrico sono quella di san Vito, dell’Arancio e quella detta delle Acque Nuove, della seconda metà del ‘700 e purtroppo ridotta a rudere. Ci si soffermerà sulle edicole votive che si incontrano lungo il percorso, con digressioni nei quartieri storici dove permangono numerose a testimonianza della devozione popolare.

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