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Le carte da gioco arrivano in Sicilia nel Medioevo, portate forse da viaggiatori provenienti dall’Oriente. In breve a Palermo si attrezzano tanti laboratori per la produzione di carte da gioco che diventano uno dei passatempi preferiti sia dal volgo che dai ceti più elevati. I produttori si attestano in una zona vicino all’antico mercato alimentare de Lattarini, nel piano che da allora sarà chiamato dei “cartari”, come racconta già nel ‘300 il notaio Bartolomeo de Citella, che scrive di una “ruga dei cartari”. La maestranza cresce di importanza e nel ‘700 è talmente numerosa che sfila armata con gli addetti di altre maestranze, dietro i senatori, nei cortei pubblici più importanti. I cartari rimangono in zona fino alla fine dell’800, poi migrano in altre zone della città.

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