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Via Pellerito, 1, 90046 San Martino delle Scale PA, Italia

Un posto dove cercare un po’ di fresco nelle calde giornate palermitane. Questo è San Martino per la maggior parte della gente. Invece ha tanti posti sorprendenti da scoprire in una passeggiata che partirà dal Villaggio Montano, quindi si accederà al demanio forestale verso la Neviera attraverso una comoda stradella, dove si apriranno panorami mozzafiato verso la valle sottostante e in fondo il golfo di Palermo. In poco tempo si giungerà alla Neviera, antico luogo di raccolta e immagazzinamento della neve, un importante attività nei luoghi montani. Nelle vicinanze, inoltre, viene ricordato Rosolino Pilo, esponente garibaldino, che su questi monti perse la vita combattendo con le truppe Borboniche. Da qui scollinando ci si immergerà nel cuore di Valle Cuba dove si intercetterà una delle antiche strade di comunicazione tra Palermo e il trapanese. Si rientrerà con un percorso ad anello al luogo di partenza. Dislivello di circa 250 metri.

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Via Maqueda, 201, 90133 Palermo PA, Italia

Chiuse le bancarelle, “spenti” gli abbanniatori, il mercato e il quartiere di Ballarò mostra la sua anima profondamente multiculturale, le intrusioni della street art, le edicole votive che diventano spunto creativo, le botteghe artigianali che la sera si reinventano in luoghi di ritrovo per giovanissimi. Già all’inizio del Medioevo le fonti storiche citavano Ballarò, che sorgeva al fianco dell’antica Medina, ma soltanto nel dopoguerra si cominciò a parlare di ricostruzione. Ed oggi, mentre la città sta cambiando, questo è un modo per presentare Ballarò di notte, per ascoltarne il respiro, nel silenzio del mercato alimentare.  Per scoprire che Ballarò è anche tanto altro, oltre ai profumi e ai sapori che qui arrivano da lontano.

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Piazza Verdi, 9, 90134 Palermo PA, Italia

I sistemi di distribuzione usati per le acque potabili a Palermo sino alla fine dell’800 erano di due tipi: le acque di Scillato venivano portate in conduttura forzata ed erogate col sistema dei contatori e delle lenti idrometriche; quelle delle altre sorgenti erano condotte quasi tutte in tubi di argilla col sistema dei castelletti (torre d’acqua o Urna). Questo sistema molto in uso in Sicilia è antichissimo: consisteva nel raccogliere le acque in una prima vasca dalla quale poi a mezzo di tubi si suddivideva nei diversi quartieri della città. La forma di questa vasca per lo più era quadrata, di modo che nei castelletti isolati ne risultava una specie di obelisco quadrangolare che si elevava 10-15-20 metri dal piano. I castelletti anticamente si trovavano sulle mura esterne di Palermo, ma con l’estendersi della città sono rimasti inglobati nei fabbricati per cui spesso ora si trovano in piazze o vie principali battute dal traffico o addirittura rinchiusi tra i fabbricati in specie di pozzi di luce nei quali sporgono tutte le cucine circostanti, o restano addossati ai fabbricati. Questa originale passeggiata condurrà alla scoperta dei castelletti o torri d’acqua.

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Via S. Marco, 281, 97018 Scicli RG, Italia

Le semplici chiese sopravvissute al terremoto

Nel 1693 il terremoto sconvolse il Val di Noto e rase al suolo gran parte delle città che persero la memoria, i palazzi, le chiese, i teatri. Questi in gran parte vennero ricostruiti attingendo alla fantastica iconografia del Barocco. La passeggiata dedicata alle chiese rupestri di Scicli, condurrà lontano dal mondo luccicante di stucchi, dipinti e marmi, alla scoperta invece della sacralità limpida, semplice, ieratica, dei luoghi di culto rupestri. L’itinerario comprende le chiese della Madonna di Piedigrotta, San Pietro, la Madonna della Catena, la chiesetta di San Vito, scampata miracolosamente al sisma; poi le chiese di Santa Lucia e di Santo Spirito, fino all’antico Calvario cinquecentesco con le scalinate scavate nella roccia.

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Foro Italico Umberto I, 1, 90133 Palermo PA, Italia

Fino al XVI secolo, Palermo non possedeva una vera e propria passeggiata a mare: troppo pericoloso l’affaccio, vuoi per le frequenti mareggiate vuoi per le scorribande dei pirati. Una volta ridotti gli attacchi corsari, fu il viceré Marcantonio Colonna a creare una “passeggiata oltre le mura”, che per secoli rimase la meta preferita in occasione delle feste reali, per concerti, fiere e mercati. Partendo da Porta Felice si seguirà il percorso delle carrozze nobiliari sull’antico lungomare, ammirando i numerosi palazzi sulle mura urbane; con l’aiuto di immagini e mappe antiche si cercheranno le tracce delle antiche mura difensive di fine ‘500. Per spingersi fino a Villa Giulia, la prima “Villa del Popolo” sociale e pubblica d’Europa, con la statua del Genio del Marabitti e le esedre disegnate da Damiani Almeyda

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Foro Italico Umberto I, 1, 90133 Palermo PA, Italia

Dalla statua di Vincenzo Florio al Foro italico, attraversando i quartieri a mare del centro storico fino a Piazza Ignazio Florio, questa passeggiata tocca i luoghi che videro l’affermazione di una delle più grandi dinastie imprenditoriali italiane. Lungo il percorso scopriremo le tracce delle tante attività dei Florio e ne racconteremo la storia inquadrandola nel più ampio contesto dei grandi mutamenti economici, tecnologici, e politico-sociali che cambiarono profondamente l’Europa e il mondo occidentale nel corso dell’800. Al di là della cornice storica generale, a cui fare necessario riferimento, racconteremo la vicenda dei Florio soprattutto come straordinaria avventura imprenditoriale ed umana, che ha segnato la Palermo dell’800.

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Via Sedie Volanti, 14, 90134 Palermo PA, Italia

Vi siete mai chiesti cosa pensano i turisti quando visitando la nostra Palermo Felicissima scorgono alcuni nomi di strade assai curiosi? Si possono immaginare i loro volti quando leggono “Via Sedie Volanti” o “Vicolo dei Risorti”. E se poi cercano una spiegazione su qualche traduttore on line non potranno che restare ulteriormente stupiti. Ma non è detto che i palermitani ne sappiano molto di più… L’elenco delle strade battezzate in modo singolare a Palermo è molto lungo (vi si trovano … biscotti, formaggi, guille e carretti…). In questa suggestiva ma anche divertente passeggiata nel cuore del cuore cittadino si spiegheranno le antiche tradizioni, i vecchi mestieri e i personaggi più o meno famosi che hanno dato i nomi a strade, vicoli e vanedde.  La voce narrante dei brevi ma spassosi  racconti  s arà quella di Marcello Troisi

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Via Pellerito, 1, 90046 San Martino delle Scale PA, Italia

Un posto dove cercare un po’ di fresco nelle calde giornate palermitane. Questo è San Martino per la maggior parte della gente. Invece ha tanti posti sorprendenti da scoprire in una passeggiata che partirà dal Villaggio Montano, quindi si accederà al demanio forestale verso la Neviera attraverso una comoda stradella, dove si apriranno panorami mozzafiato verso la valle sottostante e in fondo il golfo di Palermo. In poco tempo si giungerà alla Neviera, antico luogo di raccolta e immagazzinamento della neve, un importante attività nei luoghi montani. Nelle vicinanze, inoltre, viene ricordato Rosolino Pilo, esponente garibaldino, che su questi monti perse la vita combattendo con le truppe Borboniche. Da qui scollinando ci si immergerà nel cuore di Valle Cuba dove si intercetterà una delle antiche strade di comunicazione tra Palermo e il trapanese. Si rientrerà con un percorso ad anello al luogo di partenza. Dislivello di circa 250 metri.

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Piazza Colonnello Giuseppe Russo, 1, 90034 Ficuzza PA, Italia

A pochi passi dal borgo di Ficuzza si nasconde un sentiero che si immerge nel sottobosco. Qui si potranno osservare le tracce della fauna locale, la flora tipica del sottobosco mediterraneo e gli scorci indimenticabili del paesaggio della Riserva, per viverne a pieno l’atmosfera.
Il sentiero è adatto a tutte le età, con una lunghezza di circa 5 km ed un dislivello poco impegnativo. Si consiglia l’utilizzo di scarpe da trekking e abbigliamento comodo e resistente. Un binocolo può inoltre essere utile per integrare la passeggiata con brevi sessioni di birdwatching, ma non è indispensabile.

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Piazza Pretoria, 2, 90133 Palermo PA, Italia

ll grande scrittore tedesco trascorse 15 giorni a Palermo, un incontro che lo colpì molto e che avrebbe narrato in un suo celeberrimo lavoro di anni dopo. In questa passeggiata, a partire da Piazza Pretoria, attraversando il centro storico fino al Palazzo Reale, vengono ricostruiti alcuni momenti della visita alla città e i diversi incontri in cui Goethe entrò in contatto con la realtà palermitana. Il suo sguardo, nutrito di bonaria ironia e umana simpatia, è sempre interessante, anche per quello che non vede, e ci restituisce il quadro vivo di una città che, a distanza di oltre duecento anni, riconosciamo ancora come familiare

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Via Messina Marine, 14, 90123 Palermo PA, Italia

Passeggiata sul lungomare, che parte dall’Ecomuseo Mare Memoria Viva e arriva Romagnolo, legata al tema della Memoria: si passeggia nella zona che, fino agli anni ’70, ha ospitato i lidi e gli stabilimenti balneari aperti a tutti gli abitanti della città, come quelli di Virzì o dei fratelli Petrucci a Romagnolo e di Franco Carini a Sant’Erasmo. Durante il percorso si racconteranno storie di resistenza, di viaggio, di commercio, di vacanze, di lavoro. Testimonianze di una storia che racconta della ricchezza perduta, ma che tiene viva la memoria del mare di Palermo e desta la speranza del recupero.

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Piazza Porta Carini, Palermo, PA, Italia

Vendicatori dei torti subiti dal popolo o sicari al soldo della borghesia che muoveva i primi stentati passi? Chi erano davvero i Beati Paoli raccontati in un feuilleton di grande successo da Luigi Natoli? Gli aderenti alla setta indossavano un saio simile a quello dei monaci di San Francesco di Paola, che consentiva loro di circolare di giorno senza essere notati per ascoltare le storie che i poveri raccontavano in chiesa. Di notte vestivano incappucciati di nero per effettuare le loro vendette e presenziare al tribunale. Divennero nella fantasia popolare dei giustizieri. Ma in effetti, come si scoprirà nel corso della passeggiata tra i vicoli del Capo, si trattava non di un gruppo di super uomini, coraggiosi paladini del diritto dei diseredati, ma di veri e proprio assassini. A partire dai luoghi della finzione letteraria si scoprirà l’ipotesi dell’origine di questa società segreta.

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Piazza Bellini, 7, 00030 Palermo PA, Italia

Anche gli ebrei sono stati protagonisti della storia millenaria di Palermo. Intorno all’anno Mille, poco fuori le mura meridionali e sulle rive del torrente Kemonia, gli ebrei palermitani edificarono il loro sobborgo, l’Hârat ‘al Yahûd (quartiere dei giudei). Vi abitarono sino al 1492, anno della storica cacciata. La Giudecca, cui si accedeva attraverso la Porta di Ferro (Bab ‘al Hadid), era suddivisa in due contrade: la Meschita e la Guzzetta. La via Maqueda prima e la via Roma poi, quando furono realizzate (tra il XVI e il XIX secolo), causarono lo sventramento della Giudecca, sconvolgendo l’assetto viario originario: un dedalo di vicoli, piazzette, orti e giardini. Trovare queste tracce, nell’odierno tessuto urbano, è un’impresa difficile, ma non impossibile. Nel percorrere le strade così come si presentano oggi, con un po’ d’immaginazione, il visitatore attento può scoprire il fascino che questi luoghi conservano e tornare a respirare antiche atmosfere.

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Via Minissale, Messina, ME, Italia

Un percorso tra i vecchi casali di Contesse e Pistunina: alla periferia sud, lungo l’antica Via del Dromo (dal greco dromos, via “veloce”) che collegava Messina e Catania. Durante la passeggiata si scopriranno i ruderi di vecchie fabbriche di essenze di agrumi e gelsomino, chiese, case e palazzi signorili, attraverso dieci storie narrate dalle guide e legate ad altrettante tappe. È l’itinerario cicloturistico dello Ionio Circolo Arci, primo progetto sostenibile nato per riqualificare le periferie urbane nel segno della cultura.

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Lungomare Salinella, 8B, 91025 Marsala TP, Italia

Cicerone, questore a Lilibeo tra il 76 e il 75 avanti Cristo, la definì “splendidissima civitas”: la città fu fondata agli inizi del IV secolo dai Cartaginesi e dagli abitanti di Mozia, scampati all’assedio del tiranno Dionisio di Siracusa (397 avanti Cristo). Il nome Lilybaeum secondo Diodoro Siculo deriva dalla fonte “Lilube” che sgorgava vicino Capo Boeo, secondo altri dall’etimo “ad Libiam”, per la vicinanza con l’Africa del Nord. Tre porti aveva Lilibeo, difesa da una poderosa cinta muraria. Caposaldo della supremazia cartaginese nella Sicilia occidentale e dinamico centro commerciale, fu vinta dai Romani solo dopo la Battaglia delle Egadi (241 avanti Cristo). Nel periodo ellenistico fu una fiorente città multietnica in cui convivevano pacificamente punici, greci e romani. I visitatori visiteranno i resti delle necropoli – punica, ellenistico-romana – degli ipogei paleocristiani fuori le mura, e delle fortificazioni; percorreranno gli assi viari principali, tra insulae romane, mosaici e terme.

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Via Rubino, 38, 91025 Marsala TP, Italia

I visitatori saranno immersi nella Marsala della dominazione spagnola, tra il ‘500 e il ‘700, alla scoperta delle testimonianze di quel periodo. Si addentreranno nelle vie e nelle piazze del centro storico:  tra bastioni di avvistamento, porte, antiche chiese e monasteri, palazzi gentilizi; e resteranno affascinati da aneddoti e curiosità sul governo della città durante quegli anni, le intriganti storie delle famiglie gentilizie e di alcuni personaggi illustri. La passeggiata guidata dalla studiosa di Marsala, Francesca La Grutta, partirà dal bastione cinquecentesco, il Baluardo Velasco, e passando da Porta a Mare/ Porta Garibaldi, si srotolerà fino a piazza Loggia, tra le arcate dell’antico Palazzo di Città (oggi Palazzo VII aprile) e la maestosa facciata settecentesca della chiesa Madre.

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Cortile Giovinco, 35, 92017 Sambuca di Sicilia AG, Italia

Incastonata tra i Monti Genuardo e Adranone a Nord e la valle intorno al Lago Arancio a Sud, Sambuca di Sicilia appare come una perla, rifulgente nel suo color giallo intenso a causa del diffuso utilizzo della pietra arenaria. Ecco allora una passeggiata che consente di ripercorre la millenaria storia e le anime molteplici del borgo, tra i vicoli saraceni del centro e i palazzi di corso Umberto. I primi consentono di leggere l’impianto urbanistico del quartiere realizzato a difesa del Castello dell’Emiro fondatore: Al Zabut, Lo Splendido. Un intricato reticolo di vie strette che si aprono su ammalianti vicoli e cortili. I palazzi raccontano la grandezza della borghesia dal Seicento fino all’Unità d’Italia.

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Via Molino, 74, 95024 Acireale CT, Italia

Andar per laviche chiazzette cercando il Gelso giapponese.

Un percorso a piedi dalla piazza del Suffragio alle Chiazzette, attraversando il ponte sulla Statale 114, lungo la Riserva naturale orientata della Timpa. Prima della costruzione della stradina (iniziata verso il 1687) esisteva solo un viottolo, come tanti altri, che dal ciglio della Timpa giungeva al mare. Dalla metà del XVI secolo su uno spiazzo, quasi a metà costa, era posto un cannone che sparava per avvertire delle sortite delle navi corsare. Era il “Tocco del cannone” (U Tuccu); in seguito, nel 1617, il viceré Francesco Lemos, conte di Castro, fece erigere una fortezza a terrapieno munita di due cannoni che gli acesi pagarono con un dazio speciale sulla carne. Nel 1687 iniziarono i lavori per la costruzione (le cronache dicono dispendiosissima) della stradina a “chiazzette”, in parte incassata nella lava e in parte elevata su baluardi e arcate. L’opera, dopo varie interruzioni, fu completata nel 1726; danneggiata dal terremoto del 1818, fu riparata nel 1845. Salite le sette rampe della stradina, di ardita realizzazione tecnica e con frequenti spiazzi (chiazzette, appunto) con sedili di pietra lavica, si arriva a un punto da cui si domina il mare e tutta la costa da Taormina a Capo Mulini. Sotto il “Tocco”, la bottega del purtuso, nata in un anfratto lavico, dove si acquistavano frutta e bevande ghiacciate, tenute al fresco per un gioco di correnti sottostanti. Tra le tante specie botaniche, un inedito e rigoglioso Gelso da carta o Broussonezia, pianta importata dal Giappone nel XVIII secolo come albero da ombra.

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Via Molino, 74, 95024 Acireale, CT, Italia

Andar per laviche chiazzette cercando il Gelso giapponese.

Un percorso a piedi dalla piazza del Suffragio alle Chiazzette, attraversando il ponte sulla Statale 114, lungo la Riserva naturale orientata della Timpa. Prima della costruzione della stradina (iniziata verso il 1687) esisteva solo un viottolo, come tanti altri, che dal ciglio della Timpa giungeva al mare. Dalla metà del XVI secolo su uno spiazzo, quasi a metà costa, era posto un cannone che sparava per avvertire delle sortite delle navi corsare. Era il “Tocco del cannone” (U Tuccu); in seguito, nel 1617, il viceré Francesco Lemos, conte di Castro, fece erigere una fortezza a terrapieno munita di due cannoni che gli acesi pagarono con un dazio speciale sulla carne. Nel 1687 iniziarono i lavori per la costruzione (le cronache dicono dispendiosissima) della stradina a “chiazzette”, in parte incassata nella lava e in parte elevata su baluardi e arcate. L’opera, dopo varie interruzioni, fu completata nel 1726; danneggiata dal terremoto del 1818, fu riparata nel 1845. Salite le sette rampe della stradina, di ardita realizzazione tecnica e con frequenti spiazzi (chiazzette, appunto) con sedili di pietra lavica, si arriva a un punto da cui si domina il mare e tutta la costa da Taormina a Capo Mulini. Sotto il “Tocco”, la bottega del purtuso, nata in un anfratto lavico, dove si acquistavano frutta e bevande ghiacciate, tenute al fresco per un gioco di correnti sottostanti. Tra le tante specie botaniche, un inedito e rigoglioso Gelso da carta o Broussonezia, pianta importata dal Giappone nel XVIII secolo come albero da ombra.

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Via Molino, 74, 95024 Acireale, CT, Italia

Andar per laviche chiazzette cercando il Gelso giapponese.

Un percorso a piedi dalla piazza del Suffragio alle Chiazzette, attraversando il ponte sulla Statale 114, lungo la Riserva naturale orientata della Timpa. Prima della costruzione della stradina (iniziata verso il 1687) esisteva solo un viottolo, come tanti altri, che dal ciglio della Timpa giungeva al mare. Dalla metà del XVI secolo su uno spiazzo, quasi a metà costa, era posto un cannone che sparava per avvertire delle sortite delle navi corsare. Era il “Tocco del cannone” (U Tuccu); in seguito, nel 1617, il viceré Francesco Lemos, conte di Castro, fece erigere una fortezza a terrapieno munita di due cannoni che gli acesi pagarono con un dazio speciale sulla carne. Nel 1687 iniziarono i lavori per la costruzione (le cronache dicono dispendiosissima) della stradina a “chiazzette”, in parte incassata nella lava e in parte elevata su baluardi e arcate. L’opera, dopo varie interruzioni, fu completata nel 1726; danneggiata dal terremoto del 1818, fu riparata nel 1845. Salite le sette rampe della stradina, di ardita realizzazione tecnica e con frequenti spiazzi (chiazzette, appunto) con sedili di pietra lavica, si arriva a un punto da cui si domina il mare e tutta la costa da Taormina a Capo Mulini. Sotto il “Tocco”, la bottega del purtuso, nata in un anfratto lavico, dove si acquistavano frutta e bevande ghiacciate, tenute al fresco per un gioco di correnti sottostanti. Tra le tante specie botaniche, un inedito e rigoglioso Gelso da carta o Broussonezia, pianta importata dal Giappone nel XVIII secolo come albero da ombra.

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