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Piazza IV Novembre, 4, Alcamo, TP, Italia

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Abstract


Il Pantheon delle famiglie alcamesi e la Sacra Spina

Nel 1332 gli abitanti dell’antico quartiere di San Vito si spostarono vicino al castello dei conti di Modica, per cui venne costruita una nuova chiesa Madre, dedicata a Maria Santissima Assunta in Cielo. Era in stile gotico-catalano a tre navate, ma venne ampliata e modificata più volte tra il 1471 e il 1581. Della costruzione originaria restano il campanile a bifore (restaurato nel 1942), la cappella della Sacra Spina e il fonte battesimale. La chiesa fu ricostruita nel 1699 da Giuseppe Diamante e Angelo Italia, mentre la facciata neoclassica risale al 1786 su progetto di Francesco Alessandro. Sotto bellissimi affreschi del Borremans, la chiesa si sviluppa a pianta basilicale a tre navate, divise da due file di colonne con fusti monolitici di rosso ammonitico estratto dal vicino monte Bonifato. In una delle colonne è visibile un fossile di ammonite. Conta 5 cappelle nella navata sinistra, 6 nella navata destra e altre 6 vicino all’abside: erano di proprietà delle famiglie alcamesi che le utilizzavano come luogo di sepoltura. Nella cappella del 1430 – murata ai primi del ‘700 e riaperta nel 1958 – in un reliquiario d’argento del 1636, c’è la “sacra spina” che si dice appartenga alla corona di Gesù Cristo, portata ad Alcamo nel 1535 da Carlo V. Secondo il racconto, la spina giunse con altre due; tutte e tre vennero fatte bruciare dal vescovo di Mazara Girolamo de Terminis e solo una restò intatta, dimostrando così la sua autenticità. In un’altra cappella è conservata la DormitioVirginis, alto-rilievo del Gagini. La funzione più suggestiva della Settimana Santa si svolge in questa chiesa a mezzanotte del Sabato: con una macchina che risale al Settecento, nascosta dietro l’altare maggiore, viene lanciata in alto la statua di Gesù Risorto (cerimonia del “Risussito”).

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