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17 Via San Guli

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Abstract


Nell’ex stabilimento operaio l’allestimento di fotografie di Ascosi Lasciti

Nella borgata dell’Acquasanta, accanto ai Cantieri navali, c’è un complesso di edifici che tanto ha da raccontare sulla storia della città: epidemie di peste e obblighi di quarantena, ma anche attività produttiva ed emancipazione femminile. Si tratta di un antico lazzaretto secentesco, dismesso a metà dell’Ottocento, e poi adattato a sede della Manifattura Tabacchi, che in questa occasione apre al pubblico con un suggestivo allestimento in dialogo con i suoi spazi abbandonati. Sono le 44 tavole esposte in collaborazione con l’associazione culturale Ascosi Lasciti, un viaggio nella Sicilia nascosta attraverso le immagini che ritraggono l’immenso patrimonio dismesso e abbandonato: industrie, ville, borghi, chiese. La storia di questo complesso all’Acquasanta iniziò nel 1876, con il nome di Regia Manifattura tabacchi, quando il nuovo Stato unitario assunse il monopolio della produzione e del commercio. A Palermo c’erano tantissime fabbriche di sigari e sigarette. Furono accorpate in questo complesso che, dopo qualche anno dall’apertura, contava già mille operai. Nei primi anni del Novecento, le sigaraie erano in prima linea per la rivendicazione dei diritti delle lavoratrici. Le ciminiere danno l’idea della laboriosità dello stabilimento che riuscì a resistere ai bombardamenti aerei, ma poi chiuse battenti nel 2001.

 

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