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30 Via Boeo

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Le due antiche navi che narrano il Mediterraneo

L’ex stabilimento vinicolo accoglie i resti delle le navi che solcarono le acque davanti l’antica Lilibeo: è un vero colpo d’occhio lo straordinario museo di Baglio Anselmi che è la sede del Museo archeologico regionale e parte del Parco archeologico di Lilibeo. Nel 1986 fu scelto per l’esposizione e la conservazione del relitto della monumentale nave punica, naufragata nel III secolo avanti Cristo, nello specchio di mare, poi teatro della “Battaglia delle Egadi”. La nave fu rinvenuta nel 1971 da una missione inglese capitanata dall’archeologa Honor Frost: si conservano la poppa e la fiancata. I segni dell’alfabeto fenicio-punico, incisi e dipinti sul fasciame, hanno consentito di conoscere la tecnica di costruzione navale delle maestranze, come riportano Polibio e Plinio. Da pochissimi mesi l’esposizione si è arricchita dell’altrettanto imponente relitto della nave tardo-romana di Marausa, l’ultimo grande progetto dell’archeologo e assessore Sebastiano Tusa, scomparso nel disastro aereo in marzo. Larga otto metri e lunga sedici, probabilmente si arenò, forse a causa di una manovra sbagliata sui bassi fondali del fiume Birgi, allora navigabile.

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