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Via Giuseppe Garibaldi 23

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Abstract


Nell’ex residenza del banchiere la sorpresa del grande Canova

Del XV secolo, è uno degli edifici privati più antichi della città. Voluto da Guglielmo Ajutamicristo, banchiere di origini pisane, fu progettato dal celebre architetto Carnilivari, ma ridimensionato in corso d’opera per le eccessive spese. Fu poi ceduto, alla fine del secolo successivo, ai Moncada. Ospitò personaggi illustri, come l’imperatore Carlo V. Parte del palazzo è stato acquistato dalla Regione Siciliana come sede della Soprintendenza di Palermo che vi ha allestito nei locali al piano terra su via Garibaldi una sede espositiva. Nella collezione lapidea, si scoprono sculture del ‘400 e ‘500, tra le quali un busto di Pietro Speciale firmato da Domenico Gagini e quello attribuito a Giovanni Angelo Montorsoli, raffigurante l’imperatore Carlo V d’Asburgo. L’opera venne collocata sulla facciata del Palazzo Lo Mazarino Merlo in piazza del Garraffello in occasione del passaggio del corteo imperiale a Palermo. Di non minore importanza è il busto settecentesco di Carlo Di Napoli opera di Ignazio Marabitti.
Ma la vera sorpresa è la presenza di due opere di Antonio Canova: le due “stele Mellerio”, commissionate nel 1812 da Giacomo Mellerio per la cappella della sua villa in Brianza, visibili con un nuovo e più appropriato impianto di illuminazione.
Sono inoltre temporaneamente esposti due pannelli a mosaico, che originariamente erano l’insegna del Panificio Morello al Capo, che rappresentano un raffinato esempio del gusto liberty che caratterizzava la cultura palermitana dell’inizio del XX secolo.

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