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Via XI Maggio 32 ,Marsala

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La residenza privata e il rapimento del duca

Palazzo Fici fu costruito alla fine del XVII secolo dal canonico Giovanni Fici, ed è sicuramente uno dei più importanti esempi di edilizia privata della città. I Fici nel 1713 ottennero il titolo nobiliare di duca di Amalfi e si trasferirono a Palermo cedendo il palazzo, nel 1834, ad Antonino Ivens, ricco massaro di Marsala. Venduto e passato di mano diverse volte, oggi è di proprietà del Comune di Marsala. Si racconta che fino al 1863, in una gabbia di ferro nel cortile, era esposta la testa di un “bravo”, capo brigante della “Illustrissima Signora Marchesa della Ginestra di Palermo” che aveva dato ordine ai suoi sgherri di rapire il duchino Don Mario Fici che non si decideva a sposare la figlia, Leonora Reggio, marchesina della Ginestra. Il matrimonio venne celebrato, ma i colpevoli del rapimento furono processati e la testa del capo brigante, condannato a morte, esposta nel cortile. Dal 2011 Palazzo Fici ospita l’Enoteca comunale.

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