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Via Bandiera 24

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Abstract


La dimora settecentesca fresca di restauri

Un gioiello settecentesco, chiuso per cinquanta anni e soltanto di recente recuperato dai proprietari, Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona e Cesira Palmeri di Villalba, che hanno condotto un ambizioso restauro per renderlo un polo di arte contemporanea. Il palazzo ha avuto una storia travagliata: nato con i Siracusa Valdaura, passò ai Corbera e, nel 1726, ad Antonio Oneto e Valguarnera, duca di Sperlinga che gli diede l’aspetto attuale. Superato il portale su via Bandiera, si entra nella piccola corte da cui sale lo scalone monumentale, sotto un lucernario ottagonale; i soffitti del piano nobile furono affrescati da Gaspare Serenario, ma intervennero anche i Fumagalli. Ai primi dell’Ottocento passò ai Burgio, duchi di Villafiorita, che vi aprirono l’esclusivo circolo nobiliare delle “Conversazioni del Fiore” che durante il Carnevale organizzava magnifiche feste e spettacoli di maschere napoletane, a cui partecipò anche Ferdinando III. A metà secolo diviene sede del Convitto Lancasteriano, magazzino di una ditta di tessuti, la “Zingone e Bonomolo”. È rimasto abbandonato e disabitato per anni, fino a quando non è stato acquistato da Bilotti. La visita permetterà di ammirare i rinati soffitti affrescati, le dorature, i fregi, le lunette dei sopraporta.

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