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Via Enrico Albanese 3

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Dietro le mura del carcere ottocentesco

Nell’immaginario collettivo è il carcere dei boss, il “Grand Hotel Ucciardone” dove i padrini in vestaglia di seta venivano serviti e riveriti. Ma in realtà il carcere più antico di Palermo – progettato dai Borboni come struttura “panottica”, a raggiera, e completata nel 1834 – dopo alcune modifiche al progetto originario che ne ha cambiato volto. Dietro le sue sbarre c’è un mondo fatto di speranza, creatività e arte, che lavora, che si divide tra laboratori artigianali del legno, della pasta, un orto curato con cura e tanto altro. Questo penitenziario, che è stato luogo dell’epopea mafiosa, dal caffè avvelenato di Gaspare Pisciotta alle aragoste e champagne con cui i boss brindavano ai delitti eccellenti, oggi è un istituto che brulica di attività imprenditoriali, artistiche, sociali. La visita de Le Vie dei tesori permetterà di scoprirne la storia e le caratteristiche architettoniche.

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