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Via della Libertà 72, Palermo

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Abstract


La villa ottocentesca oggi residenza del prefetto

Nel 1877 via Libertà venne prolungata tagliando a metà un terreno di vaste dimensioni noto come Fondo Vico. Qui nel 1883 verrà costruita la villa di proprietà del barone Giuseppe Pajno di Luccoveni, fedelissimo del re, fervente monarchico, che si rivolse a un architetto eclettico che di quei tempi andava per la maggiore, Francesco Naselli Flores. Mezzo secolo dopo, nel 1930, l’elegante dimora venne messa all’asta e entrò nel patrimonio del barone Stefano Chiarelli La Lomia che la lasciò per testamento all’Eca (Ente comunale di Assistenza) di Alcamo. Nel 1947 la villa fu acquistata dalla Regione che la destinò ad alloggio privato del prefetto di Palermo. La visita delle Vie dei Tesori permetterà eccezionalmente di scoprirla: la villa, a due elevazioni, è circondata da un giardino con essenze rare ed esotiche. L’edificio attinge a un linguaggio moresco, molto in voga in città in epoca modernista, con le finestre simili a bifore con lunette a forma circolare. Nell’interno da non perdere i pavimenti decò, il camino marmoreo in stile rinascimentale, i mobili preziosi, i quadri del Seicento e del Settecento, il terrazzo con le maioliche bianche e azzurre che cita le settecentesche ville dei Colli. Ricorre nelle cornici delle porte e nei soffitti lo stemma di Casa Pajno: una lucertola e tre conchiglie.

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