Sotto re Ruggero II, era feudo dei Sinibaldi, signori del Monte delle Rose, poi passò ai Larcan e ai Ventimiglia. La devozione a santa Rosalia, nobile eremita, è nata tra queste pietre, lì dove nascono i fiumi, all'ombra dei boschi, nella terra d'arte e cultura coronata dai monti Sicani. Oggi la grotta fa parte dell’eremo della Quisquina, mimetizzato nel bosco, tanto fitto che i saraceni lo chiamarono “Koschin” (oscuro). Nel 2015 è stato inaugurato l’Itinerarium Rosaliae, un sentiero di 160 chilometri che collega i due santuari legati alla santa.


◉ CULTURA
Si è conclusa a Nabeul la prima masterclass transfrontaliera del progetto Heritas: giovani imprenditori tunisini e italiani a lezione di innovazione, sostenibilità e intelligenza artificiale per valorizzare le tradizioni locali....◉ PALERMO
In tanti hanno sfidato il caldo torrido, seguendo il carro-giardino ideato da Mario Cucinella, dal Palazzo Reale al Foro Italico, in una notte scandita da videomapping, teatro, danza, droni luminosi e fuochi d'artificio. In scena gli attori...





